Veneto: “incapacità di Ministro e Governo di gestire la questione scuola”

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Per l’assessore regionale all’istruzione della Regione Veneto, Elena Donazzan: “il caos in cui la scuola si trova a meno di due settimane dall’inizio delle attività è una grave responsabilità politica del Governo“.

Così è stata commentata la convocazione d’urgenza, per la serata del 19 giugno 2020, dell’incontro, in modalità telematica, del Ministero dell’Istruzione su criteri e priorità di distribuzione dei nuovi banchi.

Un tavolo di confronto in cui sono stati esclusi i rappresentanti delle Regioni, contribuendo a generare ulteriore confusione nelle Regioni, nei Dirigenti scolastici, nei docenti e nelle famiglie.

Potevamo portare il nostro contributo per affrontare un tema operativo insieme a tutte le criticità che, a poche settimane dalla riapertura delle scuole, assillano migliaia di famiglie, di docenti e di personale del mondo della scuola. E invece siamo esclusi”, continua l’Assessore all’Istruzione della Regione del Veneto, che rincara ricordando “l’incapacità nella gestione di tutta l’emergenza da parte del Ministero e del Governo da fine febbraio, quando la scuola è stata lasciata sola, quando i docenti si sono attivati in modo disomogeneo e molto personale, quando gli animatori digitali sono stati assegnati alle scuole con ritardo, quando agli studenti non è stato permesso di rientrare per gruppi, per classi, nemmeno per un breve periodo a scuola, quando il Ministro ha annunciato ad aprile, che l’anno si sarebbe chiuso, delegittimando così il lavoro dei docenti e vanificando lo sforzo di famiglie e studenti“.

Attualmente, i nodi critici rimangono: distanziamento e uso delle mascherine (obbligatorie sopra i 6 anni), distanziamento e gestione degli spazi. Più la questione dei trasporti.

E in tutto ciò noi la soluzione in Veneto ce l’abbiamo – conclude l’assessore veneto all’istruzione – il Veneto ha elaborato con l’Ufficio Scolastico Regionale un Manuale Operativo, presentato e condiviso con le parti interessate il 2 luglio. Il testo contiene pratiche soluzioni rispettose del distanziamento, senza uso di mascherine in classe e prevedendo una modalità mista, quindi anche con la DAD, esclusivamente per le scuole superiori. Le Conferenze dei Servizi hanno evidenziato poche criticità ridotte ad oggi, a sole 4/5 situazioni da affrontare. Basterebbe poter metter in pratica quanto proposto per arrivare ad avviare l’anno scolastico con serenità”.

Il Veneto risulta una regione particolarmente illuminata in tema scuola, soprattutto se consideriamo il lavoro svolto per la ripertura dei servizi per l’infanzia:dando un contributo importante a questo percorso condiviso e facendo da apripista con l’elaborazione delle linee guida, prima per la riapertura dei centri estivi e poi dei servizi e delle scuole per l’infanzia, e attraverso la costante partecipazione ai tavoli nazionali di confronto. L’esperienza maturata nei centri estivi, il modello ‘a bolla’ delle piccole unità educative, la grande attenzione degli educatori dell’intero sistema integrato, l’affiancamento dei pediatri e del personale sanitario e , non ultimo, il coinvolgimento responsabile delle famiglie ci consentono di guardare con fiducia alla ripresa dell’attività educativa nei servizi per l’infanzia”, come commenta l’assessore regionale alla sanità e al sociale in merito al Protocollo sicurezza che consente di riavviare scuole materne e nidi dal prossimo 1° settembre.

La speranza è che questo spirito di responsabilità e coesione arrivi a contagiare anche Ministro e Governo, in merito alla restante questione scuola.

Tutte indicazioni attuali del Comitato Tecnico Scientifico istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile, per il rientro a scuola, a settembre, per l’anno scolastico 2020/2021, possono essere scaricate al sito del Ministro dell’Istruzione.

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