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Manuzio, l’editore veneto che sovverte le regole dell’editoria con l’iniziativa no profit

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Da San Zenone degli Ezzelini (TV) la nuova iniziativa no profit che diffonde i libri come valore sociale, riporta gli autori al centro e rinuncia a dare il 60% degli incassi ai distributori.

Tra i primi libri disponibili “Impresa (er)etica e Futuro anteriore”, gli avvincenti romanzi dello scrittore Alessandro Zaltron ispirati alla vita di persone che hanno fatto della correttezza, della lungimiranza e dell’eterodossia la loro missione

Le magagne dell’editoria italiana sono note: tanti titoli che escono e pochi libri acquistati, promozione spesso insufficiente da parte di editori che si affidano alla statistica dell’uno su mille ce la fa o ai soliti noti di richiamo, compensi marginali agli autori e massimi ai distributori, e l’elenco potrebbe proseguire.

La nascita di una nuova casa editrice può avere senso solo se mette in discussione tutto, ed è ciò che fa Manuzio Società Editrice perché, come scrivono i promotori nel manifesto, “Non ci interessa sembrare degli editori, vogliamo esserlo”.

Il nome deriva dal primo editore moderno Aldo Manuzio, che a fine ’400 a Venezia codificò formati di stampa, grafica, la punteggiatura per come la usiamo ancora oggi dopo cinque secoli e inventò il libro portatile, antesignano dei nostri tascabili, per favorire una maggiore diffusione della cultura; medesimo intento delle edizioni Manuzio, che sono un’associazione culturale no profit – eventuali utili saranno reinvestii in altri libri, non distribuiti tra i soci – e si definiscono “società” in quanto civis, cioè patrimonio aperto alla fruizione e compartecipazione sociale tanto da donare i propri libri a biblioteche civiche e scolastiche.

«I libri editi da Manuzio – spiega Francesca Marchetto, presidente di Manuzio Società Editrice, con sede a San Zenone degli Ezzelini, nel Trevigiano – scommettono su contenuti realmente innovativi nella sostanza e nello stile, capaci di suggerire punti di vista alternativi.

I filoni – non esistono collane – sono tre: libri fondamentali selezionati da Marco Cavalli, sia scritti appositamente per noi, sia opere di valore uscite di catalogo da noi riproposte e ritradotte; romanzi d’impresa, il nuovo genere letterario inventato da Alessandro Zaltron per raccontare in maniera profonda e brillante il mondo del lavoro; storie belle da quanto sono comuni, scritte da apprendisti di bottega del nostro Laboratorio di scrittura».

I tre ambiti sono connotati dal colore in copertina, rispettivamente rosso, verde, giallo. Il volume, cioè la forma del libro, è curato per essere all’altezza, nella sua elegante sobrietà, dei contenuti. La carta è naturale, bianca senza imbiancanti, studiata in combinata con l’esclusivo carattere per non stancare l’occhio né su carta né su dispositivi elettronici. La sensazione al tatto è materica, grazie anche alle importanti alette che riportano sinossi e prossime uscite.

Facilmente riconoscibili i volumi: in copertina autore e titolo, poiché protagonisti della filiera editoriale sono l’opera e chi la scrive, mentre il logo dell’editore è posto sul retro a sottolineare la sua funzione di servizio. Nessuna immagine nel testo perché parlano le parole, nessuna in copertina dove, in sua vece, tornano ancora le parole: una frase estratta dal libro.

I primi titoli già disponibili sono Impresa (er)etica e Futuro anteriore, avvincenti romanzi dello scrittore Zaltron ispirati alla vita di persone che hanno fatto della correttezza, della lungimiranza e dell’eterodossia la loro missione.

All’inizio dell’autunno uscirà Dante clandestino, meraviglioso racconto di Cavalli su Dante Alighieri, in occasione dei 700 anni dalla morte del poeta che cadono nel 2021, svolto attingendo alle parole della Commedia. Vedranno la luce a partire da fine anno alcuni libri di autori veneti ingenerosamente dimenticati; il primo sarà Uno specchio per il giudice di Arturo Zanuso, strepitoso romanzo inedito dello scrittore vicentino.

«Ogni nostro libro – precisa Marchetto – verrà promosso con affetto e dedizione, lavoro che gli editori tradizionali trascurano puntando tutto su giallisti e bestselleristi come fanno le banche nel conceder i mutui solo a chi non ne ha bisogno. Siccome crediamo nei nostri titoli, che scegliamo con attenzione, li accompagniamo per sempre, senza lasciarli morire, come spesso accade ad altri, se mancano di entrare in classifica nelle prime tre settimane.

Abbiamo la presunzione di pensare che, se, come si dice, la gente legge poco, è perché c’è poco d’interessante da leggere e quel poco non viene adeguatamente fatto conoscere ai potenziali lettori».

I libri Manuzio sono in vendita sul sito della casa editrice www.manuzio.it, nelle librerie e nei negozi aderenti al progetto (elenco nel sito), alle presentazioni organizzate dall’editore. «Abbiamo volutamente rinunciato ad avere un distributore, – osserva la presidente Marchetto – troviamo anti-etico che chi si limita a spostare i libri in conto vendita dal magazzino alla libreria si tenga il 60% del prezzo di copertina, quando l’autore ci ha messo la fatica e il suo genio, l’editore si è assunto il rischio, le librerie si occupano del consiglio e della distribuzione.

Tutti lavorano e uno solo guadagna, a noi non va bene perché ci sembra che, almeno sul piano della cultura editoriale, la logica della globalizzazione ha segnato il passo».

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