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Coldiretti Treviso e Consorzio agrario di Treviso e Belluno. Azione legale per opporsi al Prosek

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L’opposizione affidata allo studio legale dell’Avv. Antonio Pavan di Treviso

Coldiretti Treviso e Consorzio Agrario di Treviso e Belluno si alleano per opporsi alla denominazione del vino croato Prosek. Resta ormai poco più di un mese di tempo per impedire un precedente pericoloso che rischia di indebolire l’intero sistema di protezione giuridica dei marchi di tutela, così Coldiretti Treviso e Consorzio agrario di Treviso hanno fatto squadra per salvaguardare un patrimonio delle imprese agricole di Marca e, più in generale, considerando l’indotto, di tutto il territorio interessato da questa produzione.

Le due realtà hanno affidato un incarico allo studio legale dell’Avv. Antonio Pavan di Treviso per la tutela della denominazione di origine protetta “Prosecco” contro la richiesta di protezione, da parte della Croazia, della menzione tradizionale “Prosek”.

Il legale e il suo team sono stati, quindi, incaricati di presentare, entro la fine del prossimo novembre, l’opposizione alla Commissione Europea, ai sensi degli artt. 29 – 31 del Regolamento UE 2019/33 e degli artt. 22 – 24 del Regolamento UE 2019/34.

“L’obiettivo dell’opposizione sarà quello di evidenziare alla Commissione e a tutti gli altri Stati Membri l’indissolubile legame tra il territorio veneto ed il suo “Prosecco” (già Denominazione di origine controllata e Denominazione di origine controllata e garantita), la cui qualità e reputazione, ormai nota in tutto il mondo, oggi, rischia di essere messa in pericolo dal riconoscimento della menzione croata – spiega Giorgio Polegato, presidente di Coldiretti Treviso e del Consorzio agrario di Treviso e Belluno – L’omonimia tra la menzione tradizionale “Prosek” e la denominazione controllata “Prosecco”, infatti, rischia di indurre in errore il consumatore, europeo ed extraeuropeo, circa la natura, la qualità e la vera origine del Prosecco, creando un vulnus per i produttori vitivinicoli veneti”.

“L’opposizione, dunque, farà leva su tutta una serie di precedenti giurisprudenziali, dal caso Gorgonzola vs. Cambozola (C-87/97), al caso Verdalos/Calvados (C- 75/15), al caso Champanillo (C-783/19) – spiega l’avvocato Pavan – per mettere in luce l’importanza della tutela dei regimi di qualità nel contesto europeo, come strumento di protezione non solo dei produttori locali, ma anche della cultura e dell’identità di un intero territorio oggi protetto anche dall’Unesco”.

®Riproduzione riservata


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Sergio Capretta

Presidente e direttore responsabile di Valdo Tv, Organizzazione Giornalistica Europea Giornalista indipendente. European Journalist GNS Association - International News Agency Esperto nel settore dei media online e videomaking. Esperto in editing non lineare, social media, video, Web e programmazione.

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