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Pieve di Soligo 2021: sceglie Francesco Fabbri come simbolo di rinascita

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Pieve di Soligo: prime iniziative per il centenario della nascita di Francesco Fabbri, che la città sceglie come simbolo di rinascita morale e civile.

Il prossimo 15 agosto 2021 Francesco Fabbri avrebbe compiuto cent’anni. Un traguardo sicuramente non insolito in questo nostro tempo. Purtroppo, invece, sono passati già 44 anni dalla morte dell’illustre statista, scomparso prematuramente 55enne per malattia il 20 gennaio 1977, quando era Ministro in carica della Marina Mercantile nel terzo governo Andreotti, nel quale era sua collega l’altro ministro trevigiano Tina Anselmi.

PIEVE DI SOLIGO RICORDA FRANCESCO FABBRI

Francesco Fabbri non è mai stato dimenticato e continua ad essere compianto ma, soprattutto, rimpianto da Pieve di Soligo, sua città natale.

La rete culturale Vite Illustri Pieve di Soligo – VIP, coordinata dal Dott. Marco Zabotti, si è spesa per l’intitolazione del nuovo palazzetto dello sport pievigino, che si chiamerà PalaFabbri. Inoltre ha promosso, con grande successo di critica e di pubblico, l’evento streaming “Francesco Fabbri. Diario di prigionia. Dai Lager nazisti 1943 – 45”, per la Giornata della Memoria, dedicato alla lettura in musica del diario di prigionia di Fabbri nei lager nazisti, dove il giovane sottotenente fu internato dal 1943 al 1945.

L’ESPERIENZA NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO

Proprio nei campi di concentramento Fabbri aveva maturato la scelta definitiva e totale di impegnarsi per la libertà e la democrazia e di dedicarsi totalmente, senza riserve, alla politica come “forma esigente di carità” verso tutti, e in particolare verso i più bisognosi.

Oggi abbiamo nostalgia per Fabbri e per il suo sguardo lungo di statista che è artefice di sviluppo e pensa e agisce per le nuove generazioni, proprio come il giovane militare nella sofferenza dei lager tedeschi provava nostalgia per la libertà e per le immagini, i pensieri e i sentimenti del luogo natio, della famiglia, delle feste e delle tradizioni della casa ancora lontana“, spiega Marco Zabotti.

Fabbri svolse tutti i ruoli istituzionali (da sindaco di Pieve e fino a deputato, senatore sottosegretario e ministro della Repubblica). Fu impegnato in tantissime realtà culturali, cooperative, economiche e sociali che da lui furono ideate, promosse, avviate e guidate (una per tutte, il Consorzio Bim Piave Treviso), in una sintesi completa e vitale dei principi della sussidiarietà, del protagonismo dei corpi intermedi, della buona amministrazione, del rigoroso rispetto delle istituzioni.

“Una vista spesa per la politica, un esempio per i giovani, un uomo da ricordare per la saldezza dei suoi valori e per la rettitudine dimostrata in tutto il suo percorso”: così scrive il presidente emerito del Senato della Repubblica, Franco Marini, all’inizio del più recente volume biografico di cui è autore Ivano Sartor, pubblicato nel 2018 per iniziativa della Fondazione Francesco Fabbri.

ALLIEVO SPIRITUALE DI GIUSEPPE TONIOLO

Francesco Fabbri fu allievo di fatto del grande economista e sociologo cattolico conterraneo, Giuseppe
Toniolo
, come lui “riformatore sociale che prima di tutto è riformatore di se stesso”, ispirandosi ai più alti valori umani e cristiani.

LA LEZIONE DI FRANCESCO FABBRI, ATTUALE ANCHE IN PANDEMIA

Ho sempre sognato e tanto sperato che il giorno della fine delle nostre sofferenze di prigionia, dovesse essere un radioso mattino di primavera. E difatti è così: il sole splende a festa oggi, il cielo è chiaro e luminoso, i nostri animi leggeri. Il reticolato nudo e spinoso s’è destato al sole d’aprile e ha germogliato il fiore della libertà”: così Francesco Fabbri scrive il 13 aprile 1945 nel suo diario di guerra.

Oggi, a cent’anni dalla nascita, la sua lezione è intatta, i suoi insegnamenti di straordinaria attualità, la sua fede nella libertà ci aiuta a rinnovare l’impegno per il bene comune, a cercare di vincere l’assedio del reticolato della pandemia e delle gravi difficoltà del nostro tempo.                                                               

Ecco Fabbri, un bene autentico che appartiene all’intera comunità, un simbolo vero di rinascita morale e civile per tutto il Paese” di questo ne è certo Marco Zabotti, e Pieve di Soligo che allo statista guarda per questo 2021.



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Sofia Facchin

Freelance nell'ambito della comunicazione e content writer, con il pallino della promozione territoriale, collabora con diversi enti, fra cui l'Associazione Musicale "Toti dal Monte" e la formazione musicale "Piccola Orchestra Veneta", di Solighetto (Tv).  Attualmente è  impegnata nello sviluppo del progetto personale "Proprio Dietro Casa", finalizzato alla valorizzazione del Veneto, non solo come meta turistica, ma anche come "luogo dell'anima". Sofia coltiva la passione per i Paleoveneti, dalla cui sapienza antica trae spunti per itinerari e riflessioni sul mondo che la circonda.

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