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Pericolosi ritorni del periodo buio. Sospeso il canale YouTube di Byoblu

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Può una testata giornalistica regolarmente registrata in tribunale, al ROC e sottoposta all’Agicom, in piena regola con le direttive italiane, venire censurata perché diffonde notizie e approfondimenti che gli altri non diffondono?

A quanto pare si. Questo è successo a Byoblu, televisione che si occupa principalmente di attualità e notizie, nata nel web e presente anche sul digitale terrestre di Lombardia (607), Piemonte (606), Lazio (632), Veneto (607) ed Emilia Romagna (622) che si è vista sospendere il proprio canale YouTube.

Emittente rea di aver dato conto di quanto ha scritto sul British Medical Journal l’editorialista di punta Peter Doshi, secondo cui l’efficacia del vaccino sarebbe decisamente minore rispetto a quanto dichiarato.

A prescindere dal caso specifico, bloccare una testata giornalistica in questo modo, va ben al di là del semplice controllo e limitazione di contenuti offensivi; assomiglia di più al “Controllo preventivo delle opere da diffondere o da rappresentare in pubblico” detta altrimenti con l’appellativo di censura.

E questo è il punto in cui riflettere: nell’arco di un anno parole come censura, coprifuoco, limitazione della libertà, sono ritornate prepotentemente in auge, come negli anni 20/30 del secolo passato, ma sopratutto, e come in quei tempi, con il beneplacito di parte della popolazione e anche della politica.

“Byoblu ha fatto e sta facendo il massimo per portare nelle vostre case quelle voci non allineate a cui sono preclusi radio, televisione e giornali – si legge nel comunicato di Byoblu – Le altre potete sentirle ovunque, a reti unificate. Cos’è una dittatura, se non un regime nel quale esiste una sola opinione ammissibile? A cosa serve incarcerare i dissidenti, oggi, se tanto nel nuovo Governo dei Social Network basta impedirgli di parlare e scrivere? A niente: è solo questo il motivo per cui ancora non ci vengono a prendere a casa, uno per uno: il potere mediatico che detengono è ormai talmente grande, che basta chiudere un profilo per far sparire completamente la voce di chi non è d’accordo. Nell’era dei post-diritti, ne sono rimasti solo due: essere allineati al pensiero dominante, oppure gridare alla luna, seduti su un sasso nel deserto.”



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