Strada del Prosecco e Vini dei colli Conegliano Valdobbiadene pone l’attenzione sull’attrattività turistica

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Il buonsenso impone di gettare acqua sul fuoco: lo richiede la gravità della situazione, lo suggerisce un diffuso senso di opportunità e lo auspicano la gran parte di coloro che lavorano sul e per il territorio.

La Strada del Prosecco e Vini dei colli Conegliano Valdobbiadene, lungi dal voler entrare nel merito della contesa in atto nel Consorzio di Tutela e dal prendere le parti degli attori in scena, desidera rammentare che il territorio ed il suo prodotto sono legati a doppio filo, si alimentano reciprocamente, e iI turismo che generano è frutto di un raffinato e strutturato meccanismo di promozione, che va a vantaggio, o a discapito, di tutti.

“E’ per questo – esordisce Isidoro Rebuli – che le parole d’ordine devono tornare ad essere tutela e salvaguardia dell’ambiente, valorizzazione dei rapporti e collaborazione estesa. I nostri duecento soci, che operano nell’ambito enologico, vitivinicolo, ricettivo e della ristorazione, richiedono a gran voce la fine delle ostilità, ma con altrettanta determinazione desiderano che sia garantita all’interno del Consorzio la rappresentatività e la legalità”.

La Strada, per tradizione e per conformazione, aggrega ed eleva soggetti diversi, conferendo uguale dignità a ciascuno, in nome di un generale bene comune che pone il territorio sopra a tutto. Nell’ultimo anno il riconoscimento UNESCO ha imposto un ulteriore sforzo; è per non vanificare il lavoro di molti che oggi questo organismo invita ad innalzare il vertice ottico e auspica un repentino e responsabile abbassamento dei toni.

La Strada, con il suo bagaglio storico e con il suo carico reputazionale, in questa delicata fase caldeggia un investimento responsabile sul futuro, tenendo a fuoco il benessere del territorio, considerato nella sua complessa totalità. Chi lo vive e ci lavora deve poter avere peso specifico e voce.

La Strada, la più antica d’Italia, ha nella promozione turistica la sua mission: “Nonostante il lockdown – prosegue il presidente – rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso abbiamo registrato un incremento dei flussi del 15%. Merito certamente del volano UNESCO, combinato però alla comprovata propensione all’accoglienza dei nostri operatori”.

Una terra e il suo vino. Un rapporto stretto e inscindibile, in cui si innesta un turismo, non solo enologico, attento alla natura e alle tradizioni, alla storia e all’arte. Food, sport e relax completano il quadro delle esperienze, che i prossimi 9 e 10 ottobre
culmineranno nella 100 Miglia.

“E’ un invito a imboccare la strada giusta – conclude fuor di metafora il presidente Rebuli -. Un’equa rappresentatività all’interno del Consorzio non può che garantire il bene del territorio. La Strada dal canto suo continuerà a lavorare per proporre un’offerta turistica integrata, per la valorizzazione del territorio in senso turistico, per le promozioni vitivinicole, lo sviluppo economico, e la valorizzazione delle attrattive naturalistiche e ambientali”.

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