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25 aprile: il Veneto festeggia San Marco

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Oggi, 25 aprile, il Veneto festeggia il proprio patrono: San Marco.

Indissolubilmente legato all’antica storia della Serenissima, il santo, ancora oggi viene ricordato e festeggiato.

Il Leone Marciano è l’emblema dello stato Veneto, presente ancora ovunque: nelle piazze delle città, nelle case, nelle strade, in tutte le sue forme e varianti, a testimonianza delle radici di un popolo che ancora rivendica, con orgoglio, la memoria.

Tratti distintivi sono, appunto, il leone alato, generalmente dotato di spada, per separare il bene dal male e anche come arma di difesa; il libro, con la scritta “Pax Tibi Marce Evangelista Meus” (Pace a te Marco Mio Evangelista) ossia, la pace che Gesù è venuto a portare, tramite Marco, agli uomini.

La storia narra di Marco evangelista che, in vita, ha iniziato l’opera di evangelizzazione delle genti venete. In sogno gli apparve un angelo che gli disse: “Su queste isolette – riferendosi alla non ancora nata Venezia – sorgerà un giorno una grande città che sarà una delle meraviglie del mondo. In questa città tu troverai il tuo ultimo riposo. Qui avrai pace,”

Quindi Marco iniziò a predicare il vangelo seguendo le rotte navali; giunto ad Alessandria, però, venne preso e trascinato lungo le vie della città con delle funi legate al collo, quindi gettato in carcere. Lo scopo era quello, dopo averlo martoriato, di darlo alle fiamme, ma alcuni fedeli riuscirono a sottrarre l’ormai esanime corpo a questo destino e lo nascosero.

Fu nel 829 che due marinai veneziani: Rustico da Torcello e Buono da Malamocco, trovarono i suoi resti e lo trafugarono nascondendo il corpo sotto un cumulo di carne di maiale. Marco ritornò così a Venezia dove fu eretta la Basilica a lui dedicata.

Delle quattro feste in suo onore oggi è rimasta solo quella del 25 aprile, data del martirio del Santo.

Oltre al 25 aprile, si festeggiava l’otto ottobre, giorno della dedicazione della Basilica nel 1094; il 31 gennaio giorno del trasporto del corpo (dies translationis corporis) da Alessandria d’Egitto a Venezia nel 828 ed il 25 giugno, in cui avvenne il ritrovamento delle reliquie del Santo nella Basilica di S.Marco.

La solennità del 25 aprile inizia tre giorni prima con lo scampanio, ad orari prefissati, del campanile di S.Marco; alla vigilia si appendono grandi corone d’alloro e di fiori alle porte e sono issate le bandiere sui pennoni della basilica.

Sempre il 25 aprile, è uso donare un bocoło (bocciolo di rosa), retaggio di remotissimi riti legati alla primavera.

Con l’arrivo di Napoleone, nel 1797, venne preibito per legge ogni riferimento a San Marco: “Chiunque griderà Viva San Marco… chiunque affiggerà o diffonderà stemmi di San Marco … sarà punito di morte.” Vennero distrutti il maggior numero possibile di stemmi, statue, bassorilievi e tutto quello che era presente e rappresentava San Marco.

Con l’Austria questa proibizione rimase in vigore, sia pure senza pena di morte; con l’Italia, venne messa in concomitanza la festa della liberazione.


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