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I pesci a Crocetta del Montello diventeranno veri e propri agricoltori.

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Dopo 20 mesi di lavoro, tra progettazione e costruzione, oggi, giovedì 12 novembre, diventa operativo il primo impianto di produzione mediante Acquaponica del Veneto.

Le prime piantine di insalata gentile verranno poste nell’acqua presso l’azienda agricola Moretto Farm nell’ambito di un progetto finanziato dal Piano di Sviluppo Rurale (Misura 16) della Regione del Veneto che ha visto insieme Coldiretti Treviso/Impresa verde TV BL, l’azienda agricola Radici Azzurre di S. Giustina in Colle (PD), l’Istituto Agrario di Castelfranco Veneto Domenico Sartor, l’Università di Padova (Dafnae) e la stessa impresa agricola di Crocetta del Montello (TV).

L’Acquaponica è una pratica agricola che unisce l’idroponica e l’acquacoltura, come fonte di elementi nutritivi per la produzione di verdure, erbe aromatiche e frutta. Il pesce fornisce il nutrimento per le piante e le piante depurano l’acqua per i pesci, garantendo pertanto un elevato risparmio idrico e un utilizzo minimo di sostanze nutritive dall’esterno. L’innovazione di questo impianto risiede nella sua sostenibilità, in quanto indipendente dal punto di vista elettrico, termico e idrico.

La Società Agricola Moretto Farm nasce dalla voglia del giovane titolare Johnny Moretto di creare un’azienda innovativa con metodi sostenibili sia dal punto di vista ambientale che sociale ed economico, sviluppando una piccola impresa il cui principio base è la qualità del prodotto e la promozione di esperienze formative e sensoriali.

“L’impianto – spiega Johnny Moretto – inizierà ad ospitare alcune varietà di piante tra cui lattuga gentile e lattuga canasta, che saranno pronte già a Natale. Faremo un piccolo evento digitale alle ore 16:00, con una diretta Instagram. Un momento di grande soddisfazione che corona alcuni anni di studi in Italia e all’Esterno e soprattutto che ha necessitato di ben 20 mesi per la sua attuazione”.

L’impianto di Aquaponica di Moretto Farm a breve diventerà completamente indipendente dal punto di vista energetico e permette indicativamente rese doppie a parità di superficie. Questo è uno dei punti di forza maggiori di questa tecnica agronomica, alla luce del fatto che sono sempre meno i terreni che l’agricoltura riesce a strappare all’urbanizzazione nel mondo e che lo sfruttamento di fonti di energie rinnovabili impatta notevolmente a livello ambientale.

“La nostra serra è riscaldata interamente da un impianto che noi chiamiamo Thermocompost – aggiunge Moretto – si tratta dell’utilizzo di un cumulo di cippato e materiali verdi derivati da potature in grado di generare calore in inverno grazie alla reazione di compostaggio e una successivamente dalla primavera compost utilizzabile come fertilizzante naturale”.

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