Il quartetto d’archi al femminile ha attraversato secoli di musica, dal barocco veneziano al pop contemporaneo, in una serata senza confini di genere
Un ponte musicale lungo tre secoli, costruito con quattro archi e una visione artistica che rifiuta le etichette. Le X Quartet – Sabina Bacoldina, Elena Borgo, Caterina Camozzi e Pia Pulkinen – sono state le protagoniste di una delle tappe più applaudite del Prosecco Classic Festival, andata in scena al Teatro delle Voci. Un concerto che ha dimostrato, nota dopo nota, come violino, viola e violoncello possano parlare lingue apparentemente lontane: dal rigore barocco al riff rock, dalla colonna sonora hollywoodiana all’elettropop.
Dal barocco veneziano a Star Wars: la prima parte
La serata si è aperta nel segno di Antonio Vivaldi, con l’esecuzione del Concerto in la maggiore RV 158, composizione per orchestra d’archi e basso continuo. Durante la presentazione, il pubblico è stato accompagnato alla scoperta del legame tra il Prete Rosso e il Pio Ospedale della Pietà di Venezia, istituzione in cui il compositore svolse un’intensa attività didattica destinata alla formazione delle giovani musiciste dell’epoca.
Dal Settecento lagunare, il programma ha compiuto un balzo verso il cinema contemporaneo con Cantina Band di John Williams, brano tratto dalla saga di Star Wars. La prima parte si è quindi arricchita di due omaggi al mondo del jazz: Fly Me to the Moon, standard reso immortale da Frank Sinatra, e Tears, composizione legata al jazz manouche e alla figura di Stéphane Grappelli, violinista che insieme a Django Reinhardt definì quel linguaggio musicale.
Rock e pop in chiave d’archi: la seconda parte
Dopo una breve pausa e un cambio d’abito, le quattro musiciste sono tornate sul palco con un programma dedicato agli ultimi cinquant’anni di musica popolare. Ad aprire è stata Stairway to Heaven dei Led Zeppelin (1971), seguita da I Will Survive di Gloria Gaynor, brano del 1978 diventato nel tempo simbolo di emancipazione e autodeterminazione.
Non è mancato un omaggio al territorio: Palladio di Karl Jenkins, composizione del 1995 ispirata all’architetto rinascimentale veneto Andrea Palladio, ha richiamato in musica i principi di armonia e proporzione che hanno reso celebre l’architettura palladiana nel mondo.
La carrellata è proseguita con Thriller di Michael Jackson, Sweet Child o’ Mine dei Guns N’ Roses e Innuendo dei Queen, brano del 1991 in cui rock, flamenco e opera si fondono in una struttura composita. A chiudere, Alejandro di Lady Gaga, singolo del 2009 che cita la Csárdás di Vittorio Monti.
Un festival che abbatte i confini
Il Prosecco Classic Festival conferma con questa serata la propria vocazione: rendere la musica classica un linguaggio vivo, capace di dialogare con la cultura popolare senza gerarchie. Le X Quartet hanno dimostrato che quattro strumenti ad arco possono attraversare epoche e generi, conservando identità timbrica e rigore esecutivo anche di fronte a una canzone pop o a un riff hard rock. Un’occasione, per il pubblico veneto, di riscoprire brani familiari in una veste inedita.
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