I sindaci di Crocetta, Vidor e Moriago chiedono trasparenza sul progetto delle casse di laminazione, ma la documentazione resta riservata

Si accende il confronto istituzionale sul progetto delle casse di laminazione alle Grave di Ciano, con i Comuni di Crocetta del Montello, Vidor e Moriago della Battaglia che si vedono negare l’accesso agli atti richiesti. La risposta dell’Autorità di Bacino distrettuale delle Alpi Orientali è stata netta: la documentazione non può essere divulgata perché contenente informazioni riservate legate al know-how dei professionisti coinvolti.
Una decisione che ha suscitato perplessità e preoccupazione tra le amministrazioni locali, direttamente interessate dalle possibili ricadute dell’intervento sul territorio.
La richiesta dei Comuni
Al centro della vicenda vi è una richiesta formale avanzata dai tre enti locali per approfondire il progetto preliminare. In particolare, i sindaci avevano chiesto chiarimenti su aspetti tecnici fondamentali: dalle indagini geognostiche alle analisi di laboratorio per la caratterizzazione dei terreni, fino agli esiti della modellazione 2D proposta.
Si tratta di elementi considerati essenziali per comprendere la portata dell’opera e valutarne gli impatti ambientali e territoriali. Tuttavia, secondo il commissario straordinario dell’Autorità di Bacino, Maria Colaizzi, tali dati rientrano in un ambito di riservatezza, in quanto derivanti da analisi multidisciplinari che includono anche componenti tecniche e commerciali proprie dei professionisti incaricati.
Le motivazioni del diniego
La posizione dell’Autorità si fonda sulla tutela del lavoro progettuale e delle competenze sviluppate in contesti analoghi. Il progetto di fattibilità tecnico-economica, pur essendo in fase preliminare, conterrebbe infatti informazioni sensibili non accessibili a soggetti terzi.
Una scelta che, però, entra in contrasto con le aspettative degli enti locali, che rivendicano il diritto di conoscere nel dettaglio interventi destinati a incidere sul proprio territorio e sulla vita delle comunità.
La protesta dei sindaci
Non si è fatta attendere la reazione dei primi cittadini, che parlano apertamente di una decisione difficile da comprendere. «Si tratta, al di là delle ragioni esposte, di un atto che mal si concilia con le disponibilità al dialogo che tutti i Comuni avevano dimostrato anche nell’incontro avvenuto nello scorso anno proprio qui a Crocetta del Montello alla presenza del Commissario» afferma il sindaco di Crocetta del Montello, Marianella Tormena.
«Negare la conoscenza può essere interpretato in vari modi, ma è comprensibile che la cittadinanza del territorio legga tutto ciò come una minaccia non avendo a disposizione strumenti conoscitivi per capire», aggiunge, sottolineando il rischio di alimentare timori e incomprensioni tra i cittadini.
I tre Comuni ribadiscono inoltre che la trasparenza rappresenta un elemento imprescindibile per affrontare interventi di tale portata e chiedono un confronto aperto e documentato con tutte le istituzioni coinvolte.
Un dialogo ancora aperto
Nonostante il diniego, uno spiraglio di dialogo resta aperto. L’Autorità di Bacino ha infatti programmato un incontro per il mese di giugno, coinvolgendo circa 50 Comuni interessati dal progetto.
Un segnale positivo, secondo le amministrazioni locali, ma che non risolve il nodo principale: l’impossibilità, almeno per ora, di accedere agli studi e ai documenti progettuali richiesti da tempo.
La vicenda delle Grave di Ciano resta dunque al centro del dibattito locale, tra esigenze di tutela delle informazioni tecniche e richieste di trasparenza da parte dei territori. Un equilibrio delicato, che richiederà nei prossimi mesi un confronto più approfondito per evitare ulteriori frizioni istituzionali.
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