Qui di seguito riportiamo un riassunto di quanto avvenuto nelle sale durante le presentazioni delle esperienze didattiche delle scuole.

Sala Conferenze (Scuole Secondarie di II° grado e Formazione Professionale)

Le presentazioni in Sala Conferenze si sono concentrate su progetti volti a promuovere e valutare le Non-Cognitive Skills, spesso attraverso approcci innovativi e interdisciplinari.

I.I.S. A. Lombardi (Airola, BN) – “Lib(e)ri tra le righe” Questo progetto ha coinvolto studenti del liceo classico e ragazzi dell’Istituto Penitenziario Minorile (IPM) in attività di lettura e scrittura creativa. L’obiettivo era costruire ponti relazionali, valorizzare le parole e abbattere le barriere sociali attraverso la cultura. La metodologia adottata è stata il Service Learning (nello specifico, il direct service learning), focalizzandosi sulla trasformazione psicologica, relazionale e affettiva dei partecipanti e sul loro impegno civico. Il percorso, strutturato in sei incontri, includeva fasi di lettura, discussione guidata e scrittura creativa, incentrate su temi come giustizia, legalità, amicizia, resilienza e cura delle relazioni. Il risultato è stato un libricino, disponibile sia in formato cartaceo che digitale.

Istituto Ettore Carafa (Andria, BT) – “Le toghe delle competenze invisibili” Il progetto, ideato da una docente di Scienze Giuridiche, ha sfidato la tradizionale mancanza di valutazione delle competenze non cognitive, proponendo una “teatralizzazione” delle lezioni. Le “toghe” sono diventate simbolo di responsabilità, con gli studenti del triennio che agiscono da mentori per quelli del biennio, consegnando loro una “carta delle soft skill” che include resilienza, lavoro di squadra, empatia e apprendimento cooperativo. L’iniziativa mira a creare un clima positivo e sereno, promuovendo un curriculum di competenze non cognitive e valorizzando il potenziale degli studenti al di là delle prestazioni accademiche.

CEFAL Emilia Romagna Soc. Coop. (Bologna) – “L’impresa formativa: il ristorante didattico” Il “Ristorante didattico Le Torri”, attivo dal 2000 e ramo d’impresa dell’ente formativo dal 2011, è un’esperienza che forma attraverso il lavoro. Ha l’obiettivo di favorire la transizione al lavoro dei giovani, rispondere ai bisogni del territorio e valorizzare i prodotti locali. I ragazzi, provenienti anche da altri paesi (35-45%), sono coinvolti in tutte le attività del ristorante (produzione, servizio, accoglienza e gestione). La metodologia include formazione propedeutica e ore annue di pratica, con percorsi individualizzati e rotazione dei ruoli, per sviluppare collaborazione e crescita personale. Le soft skill coinvolte sono numerose, tra cui lavoro di squadra, responsabilità, gestione dei conflitti, comunicazione, empatia e resilienza, rinforzate da briefing e debriefing quotidiani. L’esperienza, prima nel suo genere in Italia, ha coinvolto circa 1500 ragazzi in vent’anni, servendo 120.000 clienti.

Liceo Malpighi (Bologna) – “Imparare con gusto: emozioni, relazioni e territorio nella Dieta Mediterranea” Il progetto ha previsto un Summer Camp a Pollica, capitale della dieta mediterranea, focalizzato sui temi della transizione ecologica e digitale. Tre gli elementi essenziali: l’incontro con figure del territorio (contadini, apicoltori, pescatori), il “mettere le mani in pasta” attraverso attività pratiche (pesca, apicoltura, cucina conviviale) e la valutazione. L’esperienza ha evidenziato l’importanza della resilienza e della collaborazione, in particolare durante la preparazione di pasti comuni. La valutazione si è concentrata sul feedback, utilizzando rubriche per le competenze non cognitive e integrando l’esperienza nel percorso didattico. Il progetto ha dimostrato come l’aula possa estendersi oltre le pareti scolastiche, diventando l’ambiente stesso.

Liceo Scientifico M. Fanti (Carpi, MO) – “Infinity Cubes – Intrecci tra matematica e arte” Un progetto PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento) biennale che ha coinvolto due classi di scienze applicate, con l’obiettivo di realizzare una mostra pubblica interdisciplinare. Il team era composto da tre docenti STEM, un architetto e la collaborazione di Fondazione Golinelli per la formazione digitale nell’arte e dei Musei di Palazzo Pio per gli spazi. Le fasi includevano formazione sulla realtà virtuale e intelligenza artificiale per l’arte, approfondimento di temi che uniscono arte e matematica (prospettiva, sezione aurea), e prototipazione con strumenti come laser cut e stampanti 3D per costruire 10 cubi installativi. Il progetto ha promosso l’autostima degli studenti e ha ricevuto riconoscimenti, come l’esposizione al padiglione di Osaka.

I.I.S. F. Giordani (Caserta) – “Spot ASD Auras Ischia” Questo progetto PCTO, parte del programma “Dream Jobs” con Sport Innovation Hub, ha visto gli studenti realizzare un video sulla società di sport acquatici ASD Auras Ischia. Gli obiettivi erano sviluppare competenze non cognitive come collaborazione, apprendimento pratico (learning by doing), lavoro di squadra, creatività, senso di responsabilità, inclusività e resilienza. Gli studenti hanno condotto interviste per comprendere le sfide affrontate dalla società (come la mancanza di piscine attrezzate e l’uso del mare aperto), mettendo in risalto la sostenibilità ambientale. Il prodotto multimediale finale non ha solo celebrato il lavoro tecnico degli studenti (provenienti da un istituto tecnico industriale), ma ha anche certificato la loro maturità come gruppo.

Istituto Tecnico Tecnologico U. Midossi (Civita Castellana, VT) – “Midossi MultiLab” Il progetto ha trasformato una criticità (un rientro pomeridiano obbligatorio del venerdì) in una risorsa, riorganizzando il tempo scuola. Le unità orarie mattutine sono state compresse per liberare il venerdì pomeriggio, dedicato a oltre 100 laboratori scelti dagli studenti e organizzati da team di docenti. I laboratori erano a classi aperte, senza limiti di età o indirizzo, permettendo agli studenti di chimica di seguire corsi di domotica o teatro, per esempio. Il “Midossi MultiLab” mira ad andare “oltre” i limiti delle ore di lezione, delle singole discipline e delle classi, promuovendo protagonismo e passione. Il monitoraggio ha mostrato un aumento della soddisfazione dei docenti e la volontà di rendere il progetto sistematico.

I.I.S. Leonardo Da Vinci (Martina Franca, TA) – “Parlare per conquistare: l’arte della comunicazione efficace nell’era digitale” Il progetto, nato da un’idea del Rotary Club, ha offerto agli studenti del quinto anno (Liceo Artistico, Grafico Pubblicitario, Turistico Linguistico Esabac) strumenti per la comunicazione efficace in vista dell’esame di stato. L’intervento del formatore Fabio De Lucia ha mirato non solo a tecniche comunicative, ma anche allo sviluppo di consapevolezza, competenze sociali ed emotive. Il progetto ha enfatizzato l’empatia, l’ascolto attivo e la comunicazione non violenta, attraverso incontri con esperti, visite a teatri e laboratori, valorizzando il teatro come strumento formativo ed educativo.

Scuola Regina Mundi (Milano) – “Dal sapere alle competenze: in mezzo c’è la scuola” Questo progetto è nato da una provocazione di una studentessa che, dopo l’esame di stato, ha espresso la necessità di una maggiore rielaborazione personale e riflessione critica sui contenuti appresi. La scuola ha risposto individuando cinque competenze chiave (comunicazione, collaborazione, pensiero critico, problem solving, autovalutazione) e formando i docenti. I docenti hanno elaborato e sperimentato “lesson plan” interdisciplinari, chiedendo agli studenti di riflettere sulle modalità di apprendimento. Esempi includono il confronto di fonti diverse sul diritto in Costituzione (confrontando testi normativi, testimonianze e dati statistici) e un percorso tematico in spagnolo sulla visione di vita e morte, culminato in un dibattito. Sono state sviluppate rubriche per valutare queste competenze, riconoscendo anche le “fatiche” degli studenti nel cambiare approccio.

I.I.S. Majorana-Maitani (Orvieto, TR) – “Disconnettersi per riconnettersi: l’esperienza dell’Aula della Disconnessione” Il progetto è nato dalla domanda di come aiutare gli studenti a vivere meglio in un contesto sempre più digitale. Partendo da un questionario somministrato dagli studenti stessi (“La scuola come la vorrei”), che ha evidenziato bisogni di meno distrazioni, relazioni più autentiche e maggiore benessere, è stata ideata l'”Aula della Disconnessione”. Questo spazio fisico, progettato con gli studenti, è dotato di banchi modulari e una zona relax, dove i cellulari vengono riposti. Il progetto “Settimana Verde” ha permesso alle classi di trascorrere un’intera settimana nell’aula, senza cellulari, ottenendo un successo sorprendente in termini di relazioni autentiche, concentrazione e protagonismo degli studenti. La scuola si prepara a elaborare una “carta dell’uso responsabile dello smartphone” con gli studenti.

Liceo Maior (Pescara) – “Sguardi: ri-conoscersi nell’altro” Il progetto si inserisce in un percorso quinquennale della scuola che dedica due ore settimanali alle soft skills in tutti i bienni. Utilizzando le maschere come strumento per “svelarsi” e “riconoscersi”, il progetto ha coinvolto studenti del biennio del liceo quadriennale “trad” (transizione ecologica e digitale). Le maschere sono state create con materiali riciclati, integrando discipline come letteratura, storia dell’arte, latino e scienze umane per studiare il significato della maschera nel tempo. I ragazzi hanno progettato e realizzato la propria maschera, raccontando ciò che essa celava. Il processo è stato valutato formativamente e il progetto ha sviluppato una collaborazione con l’Istituto di Cultura Italiano di Copenaghen per un’ulteriore evoluzione in stile TED Talk in inglese.

Liceo Statale Ernesto Pascal (Pompei) – “Sogno di volare” Il progetto, intitolato “Aristo Club”, è nato da una proposta del direttore del Parco Archeologico di Pompei per riavvicinare i ragazzi al loro patrimonio culturale. Marco Martinelli, figura chiave della ricerca teatrale italiana, ha guidato gli studenti per quattro anni in un percorso di riscrittura e riappropriazione di quattro commedie aristofanesche in chiave contemporanea, integrando la pratica teatrale. Il metodo “non scuola” di Martinelli non prevede audizioni e permette a tutti di partecipare, promuovendo un approccio giocoso e creativo. L’esperienza teatrale è stata vista come comunitaria e un “esperimento di democrazia”, favorendo solidarietà, amicizia e un’etica di cooperazione tra studenti provenienti da contesti diversi. Il progetto mira a far scoprire ai ragazzi le proprie potenzialità, acquisendo autostima e superando paure.

Liceo Scientifico Alessandro Volta (Reggio Calabria) – “Cre.Di.Mi. (Creare Distretti Micro per l’Inclusione)” Il progetto, finanziato da “Con i Bambini”, mirava a costruire un patto educativo di comunità coinvolgendo diversi attori sociali in quartieri di Reggio Calabria ad alto rischio di povertà educativa. Gli studenti di una classe terza, attraverso un percorso PCTO, hanno esplorato quartieri degradati, scattando fotografie e utilizzando l’intelligenza artificiale per immaginare la riqualificazione di questi luoghi. Hanno poi progettato e costruito dei “sipari urbani” per esporre queste immagini rielaborate, dotati di QR code che, attraverso avatar, raccontavano la storia del quartiere. La forza del progetto è stata la collaborazione con enti e operatori sociali del territorio, ottenendo anche risonanza mediatica.

I.I.S. Gregorio Ugdulena (Termini Imerese, PA) – “Io e Noi: cittadini digitali” Un progetto finanziato da “Con i Bambini” e co-progettato con la cooperativa Isicaliani, ha coinvolto 120 studenti delle prime classi di tre indirizzi (artistico, classico, alberghiero) in due comuni. Il focus era l’educazione civica trasversale alle materie STEM, promuovendo comportamenti adeguati nella vita reale e virtuale. La metodologia si basava su “ricercazione”, peer education e apprendimento cooperativo metacognitivo. I ragazzi hanno scelto gli argomenti delle loro presentazioni (dall’amore adolescenziale alla violenza di genere), conducendo anche un sondaggio sul bullismo a scuola e affrontando il fenomeno degli “hikikomori”. Il progetto sottolinea l’importanza della fiducia tra scuola e alunni e la possibilità di superare le difficoltà.

Agenzia Formativa Immaginazione e Lavoro (Torino) – “Skill Pass: uno strumento per la valutazione e la conoscenza di sé” Questa agenzia, che supporta giovani a rischio di dispersione scolastica, ha sviluppato lo “Skill Pass” come strumento per rendere visibili e comprensibili le competenze non cognitive ai ragazzi, promuovendo la loro autovalutazione e miglioramento. Il modello si basa su tre dimensioni: “imparare ad imparare”, “task performance” e “interazione professionale”, ciascuna con specifici indicatori. La valutazione avviene su tre livelli: autovalutazione (questionari di riflessione su di sé), valutazione in itinere (da parte dei docenti) e eterovalutazione (da parte di osservatori esterni esperti). Lo “Skill Pass” offre una “fotografia dinamica” dell’apprendimento, orientando i ragazzi nel loro percorso e favorendo il dialogo sui punti di forza e debolezza.

Licei Mons. E. Manfredini (Varese) – “Life Skills: educare persone” La scuola ha avviato due progetti per affrontare le difficoltà dei ragazzi nelle relazioni e nell’espressione emotiva: “Educare alla carità” e la “Mostra su Franco Basaglia”. “Educare alla carità” ha coinvolto tutti gli studenti in un’esperienza di volontariato con associazioni locali di accoglienza e cura, accompagnati dai docenti per osservare e valutare le competenze non cognitive (gestione delle emozioni) tramite rubriche e autovalutazione. La “Mostra su Franco Basaglia” ha visto le classi del triennio studiare il tema della sofferenza mentale e della psichiatria, culminando in un’esposizione pubblica dove l’interazione con la cittadinanza ha rappresentato un contesto chiave per la valutazione delle soft skill. L’istituto prevede formazione per i docenti per implementare un sistema di valutazione più preciso.


Sala dell’Acqua (Asilo nido – Infanzia – Primaria)

Le presentazioni in Sala dell’Acqua hanno evidenziato progetti che pongono l’accento sull’educazione in natura, l’apprendimento esperienziale e lo sviluppo emotivo-relazionale fin dalla primissima infanzia.

I.C. Bossolasco – Murazzano (Bossolasco, CN) – “Coltivare l’Intelligenza in Natura” Il progetto ha esplorato l’Outdoor Education come strumento per favorire le competenze non cognitive, basandosi su un progetto Erasmus Plus triennale. Ha affrontato le difficoltà post-pandemiche dei bambini (calo dell’attenzione, difficoltà di regolazione emotiva e collaborazione) attraverso un modello chiamato “Intelligenza in Natura” (NQ), suddiviso in sei competenze che rientrano nelle dimensioni del “sognare” e del “fare”. Strumenti come test di osservazione e autovalutazione hanno permesso di personalizzare le esperienze all’aperto (orti scolastici, giornate nei boschi). L’impatto è stato positivo, con bambini più sereni, motivati e collaborativi, e un maggiore coinvolgimento delle famiglie.

I.C. Galileo Galilei (Busto Arsizio, VA) – “Jumanji – Mostra immersiva” Un ambizioso progetto di scuola primaria che ha trasformato gli ambienti scolastici (atrio, scale, palestra) in una mostra immersiva sul tema dell’Agenda 2030 e del “salvare il mondo” in modo concreto. L’intera mostra è stata creata dai bambini attraverso il learning by doing, il cooperative learning e il peer tutoring. I più grandi hanno redatto i testi e fatto da guida ai genitori, mentre i più piccoli hanno realizzato le scenografie. I bambini con fragilità hanno partecipato registrando descrizioni per QR code. Il progetto ha utilizzato momenti strutturati e destrutturati (come il dopomensa) e materiali riciclati (bottiglie della mensa per pesci e meduse), coinvolgendo attivamente anche genitori e associazioni del territorio.

I.C. G. Venisti -R. L. Montalcini (Capurso, BA) – “Podcast: ‘Esplodiamo in Terza!'” Il progetto ha visto due classi terze realizzare un podcast come strumento didattico innovativo per valorizzare espressività, creatività, collaborazione, socializzazione e inclusione. Ispirato alla “nascita dell’universo”, il podcast si è articolato in cinque episodi che hanno toccato temi scientifici (Big Bang, esperimenti), letterari (Piccolo Principe), storici (archeologia locale) e filosofici (differenza scienza/fede). La musica ha avuto un ruolo centrale, come linguaggio universale e inclusivo. Le fasi hanno coinvolto i bambini dalla stesura dei copioni (assegnando ruoli in base a punti di forza/debolezza), all’allestimento di studi radiofonici e alla registrazione. Il progetto ha valorizzato l’unicità di ogni alunno (anche BES), promuovendo un apprendimento attivo e creativo.

I.C. Santo Calì Linguaglossa (Castiglione di Sicilia, CT) – “Ti vedo” La scuola, attenta alle competenze emozionali e relazionali, ha documentato un progetto per una classe quinta primaria che ha affrontato il fenomeno degli “hikikomori” (isolamento sociale) anche nei bambini più piccoli. Nato dopo la pandemia, il progetto ha permesso ai bambini di esprimere il loro sentirsi “invisibili” attraverso disegni, frasi e la creazione di un diario. Questi lavori sono stati raccolti in un cortometraggio che ha utilizzato l’intelligenza artificiale come alleato per potenziare le emozioni. L’obiettivo finale, raggiunto con successo, è stato condividere il lavoro con i genitori, permettendo ai bambini di parlare delle loro problematiche e sentirsi visti.

Scuola primaria l’Aurora (Cernusco sul Naviglio, MI) – “Tradizione e innovazione: quale sfida per il metodo Aurora” La scuola ha intrapreso un percorso di cambiamento delle metodologie didattiche, collaborando con l’associazione “Altisensi” per sviluppare il pensiero creativo. Il laboratorio, condotto con le classi dalla prima alla quarta, ha promosso la fluidità, flessibilità, elaborazione e originalità delle idee, adottando una politica di “no errore” (l’errore come punto di partenza). Attività curricolari sono state riproposte con metodologie nuove, come laboratori di fiaba dove i bambini raccontavano le loro storie in modalità libera, circuiti di grammatica e geografia con attività differenziate per gruppi omogenei di livello. Il progetto ha coinvolto anche gli adulti della scuola e le famiglie, promuovendo un menù di “compiti delle vacanze” opzionali e accattivanti. I risultati hanno incluso un miglioramento della produzione ideativa spontanea, del problem solving e dell’efficacia comunicativa.

I.C. Laives (Laives, BZ) – “AbilitArte” Il progetto “Abilitarte” ha utilizzato la robotica educativa come strumento di inclusione, con un laboratorio pomeridiano verticale (quinte primaria e prima secondaria). Un alunno della scuola secondaria con plusdotazione cognitiva ha fatto da tutor ai più piccoli. La sfida è stata rendere la musica accessibile a una compagna audiolesa, creando un “concerto luminoso” con robot Lego Spike basato su luci e colori. Il progetto ha vinto un premio per il messaggio di inclusione. La formazione dei docenti (attraverso la rete Star) e il ripensamento delle pratiche educative in un contesto collaborativo hanno stimolato curiosità, scoperta e autoefficacia. L’inclusione è stata la lente per costruire comunità, superando i bias di genere e sviluppando un modello di peer tutoring inclusivo dove i bisogni speciali diventano risorse.

Fondazione Sacro Cuore (Milano) – “Le mie emozioni” Un percorso interdisciplinare per una classe quinta primaria, volto ad aiutare i bambini a riconoscere e comunicare le proprie emozioni, costruire relazioni significative e vivere la scuola come luogo di crescita. Le attività hanno coinvolto mente, corpo e linguaggio: visite a gallerie d’arte moderna per cogliere le emozioni dietro le opere, la creazione di autoritratti, lo studio del corpo umano in scienze collegato all’anima, e l’espressione di emozioni attraverso la postura. Un libro, “La grande fabbrica delle parole”, ha stimolato i bambini a donarsi “parole belle” reciproche. Il progetto ha culminato in una gita a Siena e la creazione di poesie, promuovendo autoconsapevolezza, empatia, comunicazione efficace e pensiero critico.

Educandato Statale Agli Angeli (Verona) – “Educazione socio-emozionale col metodo Ruler” Il progetto ha adottato il metodo RULER (sviluppato dalla Yale University e da Perlab Firenze) per l’educazione socio-emozionale, permeando l’intera didattica della scuola primaria. RULER è un acronimo per Riconoscere, Comprendere, Nominare, Esprimere e Regolare le emozioni. La formazione dei docenti e il coinvolgimento delle famiglie sono centrali. Gli strumenti quotidiani includono il “Contratto dell’intelligenza emotiva” (per definire come si vuole sentire e le strategie), il “Mood Meter” (un termometro emotivo per esprimere il proprio stato), il “Metamomento” (per l’introspezione e la gestione delle emozioni) e il “Muro delle strategie” (una “cassetta degli attrezzi” per regolare le emozioni). Il progetto mira alla costruzione del sé e della persona, aiutando i bambini a riconoscere che “nessun sentimento è sciocco”.

Scuola naturale Soleeterra (Monterotondo, RM) – “Siamo natura: dalle mani all’anima” La scuola stessa è un progetto di educazione all’aperto, dove la natura funge da “maestra principale”. Situata in un’area ricca di parchi e boschi, promuove la connessione profonda con la natura attraverso l’apprendimento esperienziale. I bambini imparano a riconoscere la flora e la fauna locale, costruendo storie e sviluppando intelligenza naturalistica. Il movimento allena autonomia, autostima, competenze motorie e consapevolezza del corpo. Gli spazi interni ed esterni sono pensati per stimolare l’autonomia, mentre i “cerchi” mattutini favoriscono l’espressione emotiva e l’ascolto attivo. I pilastri del progetto includono educazione emozionale, alla libertà e gioco con materiali naturali. L’iniziativa, sperimentale nella regione Lazio (prima a codificare i servizi all’aperto), si estende al territorio, coinvolgendo biblioteche, centri anziani e licei in un lavoro di collegialità.

Università dei Piccoli (Palermo) – “Classe itinerante, per una scuola diffusa” Un progetto di nido e scuola dell’infanzia, basato all’interno dell’Università degli Studi di Palermo, che propone una “classe itinerante” per esplorare la città. L’obiettivo è preparare i bambini al loro “microcosmo” urbano, promuovendo la stabilità emotiva anche in contesti caotici. Il progetto integra le competenze non cognitive nell’esperienza quotidiana dei bambini, con un focus sulla prevenzione della criminalità e sulla costruzione di un rapporto educativo con la città. Gli educatori, insieme ai bambini, cercano di aprire “sentieri educativi” per formare futuri cittadini consapevoli e contrastare la sfiducia della “generazione alfa”. L’Outdoor Education si estende metaforicamente alla città, considerando il “cielo come tetto”.

Servizio Sperimentale 1-6 Edugate (Piacenza) – “Peer tutoring: la relazione diventa apprendimento” Il servizio sperimentale Edugate accoglie 50 bambini dai 12 mesi ai 6 anni in sezioni eterogenee per età. La metodologia centrale è il peer tutoring, sostenuto dall’eterogeneità delle età e dal modello “open door”. I bambini più grandi aiutano i più piccoli, sviluppando collaborazione, sostegno reciproco e competenze sociali ed emotive. Il servizio offre anche una seconda lingua (inglese) attraverso esperti madrelingua. Strumenti di monitoraggio (checklist, diari osservativi, schede di autovalutazione) e il “documento di corresponsabilità” con le famiglie alimentano la riflessività educativa e l’alleanza. Esempi pratici di peer tutoring includono l’apparecchiare la tavola, il Circle Time e l’accoglienza mattutina, dove anche i bambini con disabilità possono rivestire il ruolo di tutor.

I.C. Nicola Badaloni – Scuola Montefiore (Recanati, MC) – “GiochiAmo AttivaMente” La scuola dell’infanzia ha attuato un processo di cambiamento da una didattica tradizionale a un approccio più ampio e centrato sul gioco. Partendo dalla scarsa soddisfazione dei bambini nelle attività tradizionali, la scuola ha eliminato le sezioni classiche, creando aule polifunzionali ricche di stimoli con materiali destrutturati e di riciclo. I bambini possono scegliere liberamente gli ambienti e i gruppi di gioco, sperimentando un gioco spontaneo e indisturbato per un tempo prolungato. Le routine sono state rese flessibili per rispettare i tempi dei bambini, e le insegnanti lavorano in squadra, osservando e condividendo per modificare l’ambiente in base agli interessi dei bambini. L’obiettivo è sviluppare l’autonomia, l’identità e le competenze non cognitive attraverso il gioco, dando valore all’essere “bambino”.

Scuola La vela (Rovereto, TN) – “Tubi del vento e soft skills: costruire, testare… volare” Questo progetto della scuola primaria e secondaria di primo grado si è concentrato sullo sviluppo delle soft skills attraverso attività pratico-manuali e scientifiche. Ispirato dall’esperienza di un aereo di carta che non vola, il progetto ha promosso la riflessione sull’errore come opportunità di apprendimento. L’approccio è artigianale, utilizzando materiali a basso costo (es. “tubi del vento” costruiti con fogli di acetato, “marble machine” con pannelli di steatite) e integrando attività come cucito, robotica analogica e panificazione conduttiva. Il “metodo del cactus” incoraggia a riconoscere le difficoltà ma a concentrarsi sui risultati positivi. Le attività si svolgono in piccoli gruppi, con l’obiettivo di formare “risolutori di problemi” e di stimolare il pensiero creativo divergente. La scuola mira a fare rete per condividere queste “STEM artigiane”.

Rete 8 Istituti Comprensivi Comune di Trento (Trento) – “Progetto PEPE (PErcorsi PErsonalizzati)” Una rete di otto istituti comprensivi di Trento ha sviluppato il progetto PEPE (Percorsi Personalizzati), un’esperienza ultraventennale che incarna un “miglioramento generativo”. Supportato dal Dipartimento Istruzione e dai Comuni, il progetto offre spazi condivisi fuori dalla scuola per studenti a rischio di abbandono scolastico. La metodologia si basa su una forte componente laboratoriale, con l’adulto come guida, e si concentra sullo sviluppo delle “character skills” di ogni studente attraverso compiti di realtà. I laboratori sono sia standard (es. ciclofficina, falegnameria, sala multimediale) sia individualizzati, permettendo ai ragazzi di sperimentare attività e competenze che faticano ad emergere nel contesto scolastico tradizionale. L’obiettivo è che le competenze acquisite vengano poi riportate all’interno della scuola e valorizzate nel curricolo.

I.C. Gino Strada (Roma) – “Dinin la stella del mattino” Il progetto di scuola primaria è nato dalla riscoperta della figura di Ada Negri, a cui è intitolato il plesso, e dal romanzo autobiografico “Stella Mattutina”. Una maestra ha trasformato un vecchio gioco da tavolo in un “gioco narrativo” cooperativo, con l’obiettivo di far conoscere ai bambini la storia di “Dinin” (la protagonista del romanzo, ispirata ad Ada bambina). Il gioco, ambientato nella fine dell’800, ha affrontato temi come la lotta per il riscatto sociale attraverso la cultura, la povertà nell’infanzia, l’amore per la letteratura e l’emancipazione femminile, con prove che sviluppano soft skills. La conclusione del gioco è stata una “festa” simbolica, dove ogni partecipante riceveva un augurio di “bellezza”, rafforzando un senso di speranza e fiducia.


Sala dell’Aria (Scuole Secondarie di I° grado)

Le presentazioni in Sala dell’Aria hanno esplorato metodologie attive e partecipative per lo sviluppo delle competenze non cognitive, spesso in dialogo con il territorio e le sfide sociali.

I.C. Polo Galilei Don Bosco (Cardito, NA) – “Festa di Primavera – Una giornata dalle mille sfumature” Un evento annuale che celebra l’inizio della primavera attraverso lo sport e l’espressione corporea in un campo sportivo, coinvolgendo l’intera scuola e le associazioni sportive locali. Gli studenti hanno ruotato tra diverse attività sportive, apprendendo i rudimenti e ammirando esibizioni di campioni. Il progetto ha promosso valori come lavoro di squadra, fair play, autocontrollo e autostima, estendendosi anche a balli tradizionali e moderni con la partecipazione dell’orchestra scolastica. Il coinvolgimento del territorio, inclusi il sindaco e tecnici locali, ha creato un’atmosfera di armonia. Si prevede di includere sport paralimpici per rafforzare i valori di inclusione.

I.C. Biagio Antonazzo (Corsano, LE) – “Parresia: il coraggio della verità. Attività di Service Learning” Il progetto di Service Learning si è rivolto a ragazzi di aree marginali del Sud Salento, con l’obiettivo di approfondire concetti di legalità, giustizia e responsabilità civile, e contrastare fenomeni come bullismo e discriminazione. In omaggio al giornalista Luigi Russo, l’iniziativa ha utilizzato un approccio interdisciplinare e orientato all’azione, con laboratori di giornalismo in cui i ragazzi hanno scritto e trasmesso inchieste in radio. Sono stati coinvolti esperti esterni e sono state organizzate visite guidate per far comprendere agli studenti la “bellezza” e l'”illegalità” del loro territorio. Il progetto ha rafforzato la comprensione della cittadinanza attiva e ha contribuito alla ricerca in pedagogia speciale sulla “decolonizzazione culturale”.

Scuola Secondaria di I° grado A. Volta (Genova) – “A scena aperta: viaggio di esplorazione tra linguaggi” Il progetto ha utilizzato il teatro come palcoscenico per l’espressione dei ragazzi, in particolare in un contesto multiculturale (75% di studenti di recente immigrazione a Cornigliano, Genova). Ha sfidato la percezione del teatro come attività non accademica, sottolineando come il palcoscenico sia un luogo senza giudizio e senza sanzioni per l’errore, dove tutti possono trovare la propria voce. L’iniziativa ha coinvolto 60-70 studenti del comprensivo in attività di danza e recitazione, promuovendo il sogno e la perseveranza. La scuola sostiene che i ragazzi hanno più da dare che da ricevere e che l’adulto deve essere un veicolatore delle loro abilità.

I.C. Leonardo da Vinci (Brindisi) – “Make Escape Room didattiche” Il progetto ha trasformato gli studenti in “game designer” che creano make escape room multidisciplinari come attività curricolare. Le escape room includono elementi di making e tinkering (robotica, stampa 3D, schede elettroniche), stimolando la creatività. L’insegnante assume il ruolo di guida e accompagnatore, non di “tuttologo”. Il progetto integra STEAM (con la A di arte per sceneggiature), gamification e sviluppa competenze come la codisciplinarietà, il pensiero creativo e la struttura del game design. Il lavoro di gruppo e il peer-to-peer debugging sono centrali, con l’obiettivo di estendere l’attività anche alla scuola primaria per una “verticalità” nel percorso educativo.

Scuola Secondaria di I° grado A. Stainer (Lavis, TN) – “La mediazione dei conflitti tra pari” Il progetto si occupa della mediazione dei conflitti tra pari per il benessere a scuola, considerando il conflitto come un’opportunità di crescita e conoscenza di sé e dell’altro. L’obiettivo è sviluppare competenze autoregolative, decentramento empatico, pensiero creativo e autoefficacia. Basato sulla teoria di Bonafes Meet, il progetto forma un gruppo di mediatori (14 alunni in 7 coppie) attraverso un corso specifico. I mediatori guidano i “litiganti” attraverso cinque passi per comprendere il conflitto, separare fatti ed emozioni e cercare un accordo o, perlomeno, un confronto. L’uso di un “emozionario” aiuta a riconoscere le emozioni. I docenti, a loro volta formati, svolgono un ruolo cruciale.

I.C. B. Nodari (Lugo di Vicenza, VI) – “Uso flessibile del tempo” Un progetto di “rivoluzione sistemica” che, da cinque anni, ha riorganizzato il tempo e lo spazio scolastico nelle due scuole secondarie dell’istituto. La necessità di chiudere il sabato ha portato a compattare le discipline in blocchi di 95 minuti, liberando tempo da dedicare all'”implementazione dell’offerta formativa”. Questa implementazione consiste in laboratori e attività di atelier in gruppi eterogenei o omogenei (mescolando classi e fasce d’età), dove i ragazzi sono operativi e pratici. L’esperienza ha mostrato un aumento dell’entusiasmo degli studenti e ha permesso agli insegnanti di adottare strategie didattiche più diversificate.

I.C. Giovanni XXIII – Moro (Mesagne, BR) – “La voce degli invisibili” Il progetto ha affrontato la precarietà valoriale e culturale, con l’obiettivo di abbattere le barriere tra culture diverse e innestare un dialogo. Collaborando con organizzazioni come Amnesty International (citata ma non specificata) e il comune di Mesagne, gli studenti hanno analizzato la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, identificando l’articolo 3 (il diritto a una vita dignitosa) come il più importante. Il lavoro ha portato alla produzione di un corto e un silent book che raccontano la storia di Bacari Mannè, un ragazzo migrante non accompagnato che ha trovato integrazione. Il progetto ha sottolineato l’emozione e la dedizione dei ragazzi, e l’importanza che “l’inclusione si costruisce insieme” con il supporto di scuola, famiglia e istituzioni.

Scuola La Traccia (Missaglia, LC) – “Quando Io diventa Noi” Questo progetto per 67 alunni di prima media ha mirato ad attivare competenze come consapevolezza, collaborazione, problem solving e desiderio di un lavoro ben fatto. È partito con un’uscita didattica di due giorni a Modena e Cesenatico, dove gli insegnanti hanno osservato le soft skill dei ragazzi con una rubrica. Le attività includevano una caccia al tesoro sul bestiario medievale e un’esperienza in canoa per sviluppare collaborazione. In classe, i ragazzi hanno inventato animali fantastici che rappresentano vizi e virtù (per la consapevolezza di sé), realizzando bozzetti e cucendo personaggi per uno stendardo di classe. Il progetto è culminato con la stesura di articoli di giornale e l’uso di questionari di autovalutazione.

I.C. Valdilana Pettinengo (Valdilana, BI) – “L’esame in diretta” Il progetto “Nidia Mosso TV” ha trasformato la scuola in una web TV, evoluzione di un precedente progetto cinema. Finanzierato dalla Fondazione della Cassa del Risparmio di Torino e Fondazione Amiotti, ha formato insegnanti e studenti sull’uso di software e attrezzature. Due ragazzi con disabilità sono diventati speaker di un telegiornale, presentando un “esame in diretta” che documentava le attività dell’anno. Il progetto ha promosso lo sviluppo di competenze digitali, l’educazione alla comunicazione, l’inclusione (superando ostacoli relazionali e verbali), il pensiero critico e il senso civico. La web TV è diventata cassa di risonanza per cortometraggi realizzati dagli studenti, che hanno anche formato un collettivo autonomo.

I.C. 53 Gigante Neghelli (Napoli) – “Senza paura” Il progetto “Come un sasso nello stagno diffondiamo gentilezza” mira a sviluppare competenze non cognitive con la gentilezza come elemento fondante, in un contesto dove spesso l’empatia è carente. La gentilezza è vista come una competenza che include empatia, ascolto attivo, comunicazione non violenta, gestione dei conflitti e rispetto delle diversità. Le attività sono diffuse durante tutto l’anno e in tutte le discipline, non limitate a un’ora specifica. Il calendario include l’accoglienza con motti di classe, la “Giornata della Gentilezza” con flash mob e la creazione di una “Scala della Gentilezza” e una “Panchina della Gentilezza”, e giornate dedicate ai diritti umani e all’anti-bullismo. Il progetto ha coinvolto anche i genitori e ha prodotto cortometraggi, con l’obiettivo di creare una rete di “scuole per la gentilezza”.

I.C. Rita Levi-Montalcini (Noceto, PR) – “Coltiviamo il futuro” Il progetto ha unito educazione alla sostenibilità, innovazione didattica e sviluppo delle competenze non cognitive attraverso l’installazione e la gestione di una “vertical farm” (coltivazione idroponica) nel laboratorio STEM della scuola. Tutti i 143 studenti di seconda media si sono occupati della vertical farm mensilmente, dalla semina alla misurazione della crescita delle piante e alla documentazione tramite newsletter. Lavorando in piccoli gruppi con rotazione di ruoli, hanno sviluppato coesione e lavoro di squadra, imparando concetti come l’impronta idrica e la sostenibilità alimentare. Il progetto multidisciplinare ha avuto un forte impatto sull’educazione civica e sull’inclusività, culminando in un “raccolto” che gli studenti hanno condiviso con le famiglie, sperimentando soddisfazione e il valore della pazienza.

M. Kolbe FLC -Campus Molinatto (Oggiono, LC) – “Può una foto fare la differenza? Contrasti fotografici, contrasti sociali” Questo progetto di scuola secondaria di primo grado ha trasformato gli studenti in fotografi, grafici e giornalisti per esplorare contrasti sociali attraverso l’arte e la fotografia. Gli studenti hanno realizzato 17 opere su temi come la guerra e il confronto tra digitale e antico. Hanno creato un’esibizione digitale (su Airstep) e un podcast con “interviste doppie”, e hanno agito da guide nelle mostre pubbliche. Il progetto, nato da un’ora laboratoriale curricolare, ha coinvolto studenti di diverse età in macro-aree (artistico-musicale, scientifica, sociologica-digitale). L’inclusività e la diversità sono viste come ricchezza, con docenti che fungono da “registi” del lavoro in cooperative learning. Il dialogo con il territorio e la partecipazione a concorsi sono elementi chiave, e le competenze acquisite sono poi messe in campo anche per gli esami.

I.C. A. Fusinato di Schio e di Santorso (Schio, VI) – “Le attività pratico/manuali: radici dell’apprendimento per reinventare il futuro” L’istituto comprensivo, con un percorso verticale dal nido alle medie, ha posto al centro le attività pratico-manuali come “radici” per un apprendimento attivo e significativo. La scuola ha adottato un orario accorpato (6 ore giornaliere in blocchi di due della stessa materia) e utilizza il tempo in maniera flessibile, con una “banca del tempo” per progetti pomeridiani. La valutazione non si limita a “ciò che fanno”, ma include anche “chi sono”. Attraverso laboratori di falegnameria, tessitura, ciclofficina, robotica e la cura di un frutteto scolastico, i ragazzi sviluppano pazienza, precisione, empatia e responsabilità. Una “aula dell’inclusione”, modificata con lavori di falegnameria, mira a promuovere la convivenza sociale e conviviale tra studenti con e senza disabilità.

Scuola Pier Giorgio Frassati (Seveso, MB) – “Life Skills a scuola” Il progetto è nato dalla consapevolezza, post-Covid, della necessità di dedicare uno spazio esplicito alle life skills. Con la supervisione di una psicopedagogista, è stato creato un percorso che si snoda lungo il triennio, focalizzandosi su abilità come gestione delle emozioni e dello stress, autoconsapevolezza, empatia, comunicazione efficace e problem solving. Le attività sono integrate nelle ore curricolari attraverso incontri laboratoriali, giochi ed esercitazioni, con l’obiettivo di conoscere se stessi e sperimentare insieme. Esempi includono l’esplorazione delle “emozioni in musica” e lo sviluppo di una “comunicazione efficace”. Il progetto mira a rendere docenti e ragazzi consapevoli delle parole e delle life skills che stanno attivando, con piani futuri per sviluppare rubriche di valutazione.

I.C. Trento 5 – Scuola Giacomo Bresadola (Trento) – “Progetto Dante – Conosci te stesso” Un progetto multidisciplinare per tre classi seconde a indirizzo musicale, che ha utilizzato l’Inferno dantesco come guida per la conoscenza di sé. Ispirato da uno specchio lapideo nel Castello del Buon Consiglio con il motto socratico “Conosci te stesso”, il progetto ha collegato sei nuclei narrativi dell’Inferno a tematiche di educazione civica e cittadinanza (es. gola-educazione alimentare, prodighi-educazione finanziaria, violenti-tutela patrimonio culturale). Il cuore del progetto è stato il Service Learning, con incontri con enti e associazioni del territorio su tali temi (es. volontariato, pericoli della navigazione in rete, Fondazione De Gasperi). Le competenze chiave perseguite sono motivazione, proattività, relazioni e senso di autoefficacia, con risultati inaspettati anche per la motivazione degli insegnanti.

Istituto Salesiano A. T. Maroni (Varese) – “Implementazione del Modello di Arricchimento Scolastico” La scuola ha implementato il Schoolwide Enrichment Model (SEM) di Renzulli, un modello scientifico nato negli Stati Uniti e adottato per valorizzare il talento di tutti i ragazzi. Il processo prevede una prima fase di osservazione dei docenti attraverso le “Scale Renzulli” (13 scale per ciascun ragazzo), seguita dall’autoprofilazione degli interessi e stili di apprendimento dei ragazzi su una piattaforma dedicata. Basandosi su questi dati, vengono organizzati 18 cluster di arricchimento (es. cucina con chef stellati, restauro, musica digitale, arti circensi) per nove settimane durante l’orario curricolare. I ragazzi scelgono i cluster in base ai loro interessi, mescolandosi tra classi ed età diverse, scoprendo così i loro talenti e sviluppando capacità di osservazione, analisi e decisione.

I.C. A. Gabelli Misterbianco (Misterbianco, CT) – “Gabelli On Air” Il progetto “Gabelli On Air” ha trasformato la scuola in una radio scolastica, con l’obiettivo di usare la radio per promuovere la crescita e le competenze sociali ed emotive come ascolto, empatia, rispetto e collaborazione. Co-progettato da studenti e docenti, il progetto ha visto i ragazzi coinvolti in tutte le fasi di produzione dei podcast (scrittura, registrazione, editing, pubblicazione). Inizialmente un’attività extracurricolare, è stata poi integrata nel curricolo, favorendo un approccio interdisciplinare e il senso di appartenenza. Gli alunni più esperti, anche ex-studenti, hanno fatto da tutor per i compagni, trasmettendo competenze digitali e radiofoniche. Il progetto ha dimostrato un tangibile entusiasmo e una forte motivazione negli studenti.


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Di Sergio Capretta

Presidente e direttore responsabile di Valdo Tv, Organizzazione Giornalistica Europea Giornalista indipendente. European Journalist GNS Association - International News Agency Esperto nel settore dei media online e videomaking. Esperto in editing non lineare, social media, video, Web e programmazione.

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