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Il TAR boccia il protocollo del Ministero della Salute

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Le disposizioni imposte dal Ministero sulla ‘vigilante attesa’ e sull’impossibilità dei medici di somministrare farmaci sono state annullate da una sentenza​ del Tar​.

“Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio – si legge nella sentenza​ – ha pronunciato la presente ordinanza​ per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, della nota AIFA del 9 dicembre 2020 (…) nella parte in cui nei primi giorni di malattia da Sars-covid prevede unicamente una ‘vigilante attesa‘ e somministrazione di fans e paracetamolo​, e nella parte in cui pone indicazioni di non utilizzo di tutti i farmaci​ generalmente utilizzati dai medici di medicina generale per i pazienti affetti da Covid”.

A far ricorso al Tar del Lazio contro il ministero della Salute e l’Aifa sono stati quattro medici: Riccardo Szumski, Fabrizio Salvucci, Giuseppe Giorgio Stramezzi e Luca Poretti, difesi dall’avvocato Erich Grimaldi e appoggiati dal Comitato Cura Domiciliare Covid-19.

Questi, ad altri medici, hanno da sempre adottato una pratica attiva, anche a rischio di ripercussioni legali o lavorative, ponendo come primaria importanza, la salute dei propri pazienti.

Nel caso specifico, tramite analisi e studi, questi medici hanno seguito, caso per caso, i propri pazienti. Il dottor Riccardo Szumski riferisce che tutti coloro che si sono rivolti a lui con la malattia in fase iniziale e che sono stati curati con la terapia da lui prescritta, sono guariti.

“Ci sono voluti oltre centomila morti per far capire al ministero della Salute che la strada seguita dall’AIFA, l’Agenzia italiana del farmaco, sulle cure domiciliari era sbagliata – dichiara l’eurodeputata e componente della commissione Sanità pubblica Luisa Regimenti – visto che prevedeva la ‘vigile attesa’ sullo sviluppo della sintomatologia e la somministrazione di fans e paracetamolo, senza comprendere alcun altro medicinale che, se fornito in tempo, avrebbe potuto risultare maggiormente efficace”.

“Un ritardo – sottolinea Regimenti – che ha mandato in tilt gli ospedali, sovraccaricando i pronto soccorso e le terapie intensive, ma anche il lavoro degli operatori sanitari. L’auspicio, adesso, è che i medici possano finalmente attuare, fin dalle prime fasi della malattia, profilassi domiciliari volte alla cura dei pazienti affetti da coronavirus, prevenendo l’ospedalizzazione e il degenerare dei sintomi”.


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Sergio Capretta

European Journalist GNS Association - International News Agency Valdobbiadene, Veneto, Italia

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