L’82ª edizione della manifestazione si è conclusa il 1° novembre. Grande partecipazione agli eventi, alle passeggiate e alla cucina tradizionale. BoscAR-T arricchisce il percorso artistico con una nuova installazione realizzata in legno di recupero.

Settantamila visitatori in quattro settimane, un calendario ricco di iniziative e una nuova opera d’arte nel bosco. Si è conclusa domenica 1° novembre l’82ª edizione della Festa dei Marroni IGP di Combai, che anche quest’anno ha richiamato un pubblico numeroso, confermando il legame tra tradizione, territorio e accoglienza.
A contribuire alla partecipazione sono state le condizioni meteorologiche favorevoli, con giornate soleggiate e temperature miti. Particolarmente frequentati i fine settimana, caratterizzati dalle passeggiate nei boschi e dagli appuntamenti musicali sulla terrazza panoramica di Col Ronch.
«Quest’anno siamo stati baciati dal sole e dalle temperature miti che hanno contribuito a richiamare a Combai tantissimi visitatori», afferma la presidente della Pro Loco, Erika Follador.
Tra le proposte più apprezzate anche la cucina tradizionale veneta, con piatti reinterpretati attraverso l’utilizzo dei marroni, e le rostidore giganti, impegnate per tutta la manifestazione nella preparazione delle caldarroste.
Un mese di eventi per tutte le età
Il programma ha coinvolto famiglie, appassionati di natura e visitatori di ogni età. Dalla Fantastica via ai laboratori e agli spettacoli per bambini, passando per le passeggiate tematiche, la festa ha proposto occasioni di incontro e scoperta del territorio.
Il gran finale è stato affidato a BoscAR-T, il percorso artistico nel bosco che, giunto alla sesta edizione, continua a valorizzare la tradizione popolare attraverso installazioni realizzate con materiali naturali.
Dopo il Gallo gigante, il Biss Badaliss, il Mazarol, il Drago di Moncader e la Vecia Redosega, nel bosco di Colmellere è comparso il Rumit, una figura ispirata agli eremiti della tradizione alpina.
Il Rumit, una nuova opera nel bosco di Combai
La maestosa installazione è stata realizzata interamente con legna di risulta proveniente dalla pulizia del bosco. A darle forma, in due giornate di lavoro, gli scultori Pietro Colmellere, Dario Bordin e Alberto Boschetti.
«Ad ispirarci è stata la leggenda sorta intorno al Rumit, un personaggio della tradizione popolare montanara che incarna la simbiosi tra la natura e gli istinti più atavici dell’uomo», spiega Pietro Colmellere, artista del legno e ideatore di BoscAR-T.
Il Rumit viene descritto come una figura bonaria e sorridente, gentile con chi visita il bosco, capace di dispensare consigli e racconti sulla natura, della quale è abitante e custode. Porta con sé un bastone sormontato da una pianta di pungitopo, che secondo la leggenda donerebbe fortuna a chi la tocca.
L’opera contribuisce ad arricchire il percorso artistico di Combai, trasformando il bosco in uno spazio di incontro tra arte, ambiente e memoria popolare.
Il bilancio della Pro Loco
Archiviata la manifestazione, la Pro Loco traccia un bilancio positivo, sottolineando la partecipazione del pubblico e il lavoro svolto dalla comunità.
«Un’edizione ricca di soddisfazioni per l’affluenza di visitatori che anche in questa edizione sono stati numerosissimi e che hanno dimostrato di apprezzare le nostre iniziative», commenta Erika Follador.
La presidente rivolge un ringraziamento alle donne che, con le loro creazioni a maglia, hanno decorato il centro abitato, al consiglio della Pro Loco per l’organizzazione e il coordinamento e ai volontari impegnati durante tutto il mese.
«Un ringraziamento di cuore va esteso ai volontari che hanno lavorato senza sosta per un intero mese con l’unico scopo di fare di questa manifestazione un’esperienza unica, tanto per i nostri ospiti quanto per i residenti, nel nome del divertimento, dell’accoglienza e della condivisione».
Con la conclusione dell’82ª Festa dei Marroni, Combai saluta i visitatori e lascia aperto, attraverso le installazioni di BoscAR-T, un nuovo motivo per tornare a percorrere i suoi boschi.
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