
Non è autunno nel Veneto senza le celebri rostidore giganti e i prodotti IGP del territorio. Domenica mattina, alla presenza di un folto pubblico e delle autorità, è stata ufficialmente inaugurata l’ottantaduesima Festa dei Marroni di Combai. La suggestiva coreografia degli sbandieratori della Dama Castellana di Conegliano ha accompagnato il taglio del nastro, dando il via a quattro settimane di eventi dedicati a enogastronomia, natura e cultura.
Le istituzioni celebrano la Festa dei Marroni
“Abbiamo predisposto un calendario ricco e variegato – ha esordito la presidente della Pro Loco Erika Follador – tenendo conto delle esigenze e dei desiderata dei nostri visitatori, di coloro che di anno in anno tornano a trovarci, di quanti amano immergersi nel nostro territorio. Sono quattro settimane di eventi che si traducono in un grosso impegno per i volontari della Pro Loco ai quali va il mio più sentito grazie”. Un applauso scrosciante ha poi omaggiato Giovanni Follador e Maria Vittoria Moro per il loro storico e generoso impegno a favore della comunità.
Presente al taglio del nastro anche l’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond: “Il lavoro e la creatività degli organizzatori – ha aggiunto – sono il valore aggiunto di questa manifestazione che eleva il significato di Festa paesana, essendo riuscita in ottantadue anni di vita a rinnovarsi nell’offerta e nel contempo a rimanere fedele ai valori che l’hanno ispirata. In Veneto siamo ricchi di prodotti di grande qualità, tutti diversi tra loro, tutti unici, tutti interpreti autentici della nostra storia. I marroni IGP di Combai fanno parte di questo prezioso paniere”.

Il sindaco di Miane Moreno Guizzo ha sottolineato come l’intera collettività viva la manifestazione: “Celebriamo – ha detto – un territorio generoso e una comunità che partecipa attivamente alla kermesse decorando con pannelli artistici, realizzati a maglia e utilizzando materiale povero, muri e scorci del vecchio borgo”.
Festa dei Marroni: un museo a cielo aperto
Il bosco di Combai, grazie al Simposio di Scultura e a BoscAR-T, ideato da Pietro Colmellere, si conferma un museo all’aperto tra castagni secolari. “Un bosco vivo – come ha sottolineato Claudio Sartor, in rappresentanza della Provincia di Treviso – che contribuisce a rendere unico questo paese. Un luogo magico, dove la natura ed il paesaggio si fondono con la storia e le tradizioni locali”.
A impreziosire l’offerta culturale, l’inedita retrospettiva del pittore Bruno Donadel e la mostra fotografica Combai: prima del DOC e del DOCG. “E’ merito della Pro Loco – hanno ribadito Francesca Bertolin e Denis Coppe, rappresentanti dell’Unpli – e dei loro presidenti più visionari, se oggi questa è tra le feste più partecipate della regione. Un lavoro encomiabile e prezioso”.
La Festa dei Marroni si conferma dunque un appuntamento imperdibile, capace di unire eccellenze enogastronomiche, arte e paesaggio. Un’occasione unica per vivere il cuore delle Colline Unesco e le sue eccellenze fino alla fine di ottobre.
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