Villa Brandolini ospita dal 19 settembre un percorso espositivo che celebra l’evoluzione del territorio, oggi Patrimonio Unesco, tra archivi inediti, ricerche universitarie e visioni future.

PIEVE DI SOLIGO – Il territorio delle colline del Veneto si prepara a celebrare un pezzo fondamentale della propria identità storica e produttiva. Da sabato 19 settembre, gli spazi di Villa Brandolini a Solighetto accoglieranno la mostra Strada del Conegliano Valdobbiadene, una storia innovativa, un percorso espositivo che ripercorre i sessant’anni di quella che oggi conosciamo a tutti gli effetti come Strada del Prosecco. L’inaugurazione è fissata per le ore 19.00, alla presenza del curatore PierAntonio Val e delle istituzioni locali, per dare il via a un racconto collettivo fatto di visione, tenacia e bellezza.

Un pionierismo che ha trasformato il paesaggio

Nata originariamente con il nome di “Strada del Vino”, questa realtà è stata la prima in Italia a modificare, già a partire dagli anni Sessanta, il modo di guardare al paesaggio rurale. Uno sguardo lungimirante che ha saputo generare politiche di cooperazione e una progettualità efficace nel tempo lungo, creando prosperità diffusa e progresso civile. Il percorso espositivo, realizzato con il prezioso contributo della Città di Pieve di Soligo, narra proprio questo sforzo di personaggi e istituzioni che “hanno fatto squadra” per valorizzare il territorio nei primi anni del dopoguerra, intrecciando indissolubilmente cultura, imprenditorialità ed eccellenza produttiva.

La ricerca Iuav e il futuro della Strada del Prosecco

Il materiale esposto proviene da archivi di inestimabile valore, tra cui quello della Fondazione Mazzotti di Treviso, l’archivio privato degli eredi Schiratti e diverse storiche botteghe del vino. L’esposizione è anche il frutto di una rigorosa ricerca condotta dall’Università Iuav di Venezia e promossa dall’IPA Terre Alte della Marca Trevigiana. Parte di questo studio è confluito nel volume Strada del Prosecco, Un museo diffuso (Anteferma edizioni, 2023) curato da PierAntonio Val e GianMaria Casadei. L’obiettivo della ricerca è proporre una nuova rigenerazione che renda la Strada del Prosecco la spina dorsale di un museo aperto, moderno e diffuso, capace di integrare la narrazione della qualità del paesaggio con la promozione delle produzioni locali.

I protagonisti e le sezioni della mostra

Il visitatore sarà guidato attraverso diverse sezioni tematiche che incuriosiscono e informano: da Il tracciato a Strada come Griffe, fino a Oggi patrimonio Unesco “prima solo strada”. Grande spazio è dedicato ai protagonisti di questa avventura, come Giuseppe Schiratti, definito affettuosamente “Giocondò Nume”, Italo Cosmo e Giuseppa Mazzotti, ricordata per la sua lungimirante visione sulla “qualità del vino e non solo gastronomia, ma molto altro…”. A completare l’offerta culturale, l’Università Iuav ha realizzato un video inedito sulla straordinaria storia della strada, concepito come agile strumento di consapevolezza per gli abitanti e di promozione del patrimonio civile di questi luoghi.

Una radiografia del presente e un invito alla visita

La mostra, che resterà aperta fino al 22 novembre, rappresenta un’occasione imperdibile per riscoprire le radici dell’eccellenza locale. Visitare l’esposizione significa comprendere come la Strada del Prosecco abbia saputo coniugare, fin dagli albori, territorio e cultura, anticipando i tempi e costruendo il successo internazionale che oggi il mondo ci riconosce come Patrimonio dell’Umanità.

Informazioni pratiche: Ingresso libero. Orari di apertura: Sabato 15.30-19.00; Domenica 10.00-12.00 / 15.30-19.00. Giorni feriali: apertura su appuntamento telefonando al numero 389 6792860.


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Di Sergio Capretta

Presidente e direttore responsabile di Valdo Tv, Organizzazione Giornalistica Europea Giornalista indipendente. European Journalist GNS Association - International News Agency Esperto nel settore dei media online e videomaking. Esperto in editing non lineare, social media, video, Web e programmazione.

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