Cinque fratelli, tutti musicisti professionisti di fama internazionale, riuniti in un unico ensemble. Dal Museo di Santa Caterina di Treviso alla Fenice di Venezia, un percorso nella grande musica da camera di Brahms e Dvořák.
C’è un elemento che rende il Quintetto Barutti una formazione particolarmente singolare nel panorama della musica classica: i suoi componenti sono cinque fratelli, tutti musicisti professionisti, accomunati dallo stesso cognome e da un lungo percorso artistico.
La formazione riunisce Anna Barutti al pianoforte, Bruna Barutti ed Emilia Barutti al violino, Fiorenza Barutti alla viola e Giuseppe Barutti al violoncello. Cinque interpreti che portano sul palcoscenico non soltanto una comune esperienza musicale, ma anche il particolare legame di una famiglia che ha fatto della musica una parte fondamentale della propria storia.
A sottolineare l’originalità dell’ensemble è stato anche il critico musicale Mario Messinis, che, in occasione di una loro esibizione alla Fenice di Venezia, li descrisse così: «I Barutti sembrano evocare le pratiche artigianali e familiari del buon tempo antico, sono cinque fratelli, tutti interpreti militanti, quattro archi e una pianista».
Una definizione che restituisce bene la doppia natura del gruppo: da una parte la dimensione familiare, dall’altra una consolidata attività professionale nel mondo della musica.
Il Quintetto Barutti a Treviso
Il percorso artistico dell’ensemble ha incontrato anche il territorio trevigiano. I fratelli Barutti sono stati protagonisti a Treviso, dove hanno proposto una prova generale del concerto destinato successivamente alla Fenice di Venezia, nell’ambito dei matinée ospitati dal Museo di Santa Caterina.
L’appuntamento ha rappresentato un’opportunità per ascoltare dal vivo una formazione cameristica di particolare rilievo e, allo stesso tempo, per avvicinare il pubblico a un repertorio che conserva ancora oggi una straordinaria capacità di coinvolgimento.
La presenza del Quintetto Barutti a Treviso si inserisce dunque nel più ampio obiettivo di diffondere la conoscenza della musica classica attraverso concerti, incontri e iniziative ospitate in luoghi di particolare valore culturale.
Il Museo di Santa Caterina, con il suo patrimonio artistico e storico, diventa in questo contesto anche uno spazio di incontro tra il pubblico e la musica, creando un dialogo tra patrimonio culturale e interpretazione dal vivo.
Brahms e Dvořák, due capolavori della musica da camera
Il programma affidato al Quintetto Barutti propone due protagonisti assoluti della musica dell’Ottocento: Johannes Brahms e Antonín Dvořák.
Il percorso musicale prende avvio dal Quintetto in fa minore per pianoforte e quartetto d’archi op. 34 di Brahms, una delle composizioni più significative del repertorio cameristico del compositore tedesco. L’opera, articolata in quattro movimenti, attraversa atmosfere differenti e mette in evidenza il complesso rapporto tra pianoforte e strumenti ad arco.
Dal carattere intenso dell’Allegro non troppo all’intimità dell’Andante, un poco adagio, passando per lo Scherzo e arrivando al movimento conclusivo, Brahms costruisce un’opera nella quale il dialogo tra i cinque strumenti assume un ruolo centrale.
A seguire, il programma propone il Quintetto n. 2 in la maggiore op. 81 di Dvořák, altra pagina fondamentale della letteratura per pianoforte e quartetto d’archi.
Nel lavoro del compositore boemo convivono lirismo, energia ritmica e suggestioni legate alla tradizione musicale dell’Europa centrale. Particolarmente riconoscibili sono i richiami alla Dumka e al Furiant, elementi che contribuiscono a dare alla composizione il suo carattere distintivo.
Due autori diversi per sensibilità e linguaggio musicale, ma accomunati dalla straordinaria attenzione riservata alla musica da camera.
Una famiglia nella storia della musica
L’esperienza del Quintetto Barutti permette quindi di unire due dimensioni apparentemente diverse: quella privata e familiare e quella pubblica e professionale.
Cinque fratelli salgono sullo stesso palcoscenico trasformando il legame familiare in un elemento ulteriore del loro percorso artistico. Il risultato è una formazione nella quale pianoforte, violini, viola e violoncello dialogano attraverso alcune delle pagine più importanti del repertorio cameristico.
Dalle sale del Museo di Santa Caterina di Treviso fino al prestigioso palcoscenico della Fenice di Venezia, il viaggio musicale dei Barutti testimonia così la vitalità di una tradizione che continua a trovare nel concerto dal vivo uno dei suoi momenti più autentici.
Cinque musicisti, cinque fratelli e una passione condivisa: la musica come patrimonio da custodire, interpretare e trasmettere al pubblico.
