
La desertificazione bancaria continua ad avanzare anche nella provincia di Treviso. Secondo un’analisi elaborata da CNA Provinciale Treviso sui dati riferiti al 2025, oggi un Comune della Marca su tre è completamente privo di uno sportello bancario, mentre nell’arco degli ultimi dieci anni sono scomparse circa 200 filiali, ridisegnando profondamente la presenza degli istituti di credito sul territorio.
Attualmente nella provincia trevigiana restano 339 sportelli bancari, un numero in costante diminuzione, mentre una trentina di Comuni non dispone più di alcuna filiale. Un fenomeno che si inserisce in una tendenza ormai consolidata, comune all’intero Veneto e al resto d’Italia.
Desertificazione bancaria: il quadro in Veneto
L’analisi evidenzia come la situazione regionale sia altrettanto significativa. In Veneto sono oltre cento i Comuni senza alcuno sportello bancario e più della metà ha perso l’ultima filiale proprio nell’ultimo decennio. Altri 150 Comuni possono contare su un solo sportello, una condizione che rende più fragile l’accesso ai servizi finanziari.
Secondo le stime elaborate da CNA, circa 200 mila cittadini veneti vivono oggi in Comuni privi di una banca, mentre oltre 560 mila residenti possono fare affidamento su una sola filiale. La riduzione della presenza bancaria interessa anche il tessuto economico: 14 mila imprese operano in Comuni senza sportelli e altre 42 mila si trovano in territori serviti da una sola banca.
Un fenomeno che coinvolge tutta l’Italia
La desertificazione bancaria interessa ormai l’intero Paese. Dal 2015 al 2025 il numero degli sportelli in Italia è passato da 30.258 a circa 19.140, con una contrazione del 36,7%.
Parallelamente è cresciuto in modo significativo il numero delle persone che vivono in Comuni privi di servizi bancari: da 2,26 milioni a 4,84 milioni, pari oggi all’8,2% della popolazione italiana. Attualmente quasi il 44% dei Comuni italiani non dispone di alcuna filiale.
Il fenomeno colpisce soprattutto i piccoli centri. Oltre il 96% dei Comuni senza banca conta meno di cinquemila abitanti e, tra quelli con meno di mille residenti, nove su dieci sono rimasti senza sportello. Una situazione che presenta anche importanti risvolti sociali, considerando la presenza di una popolazione mediamente più anziana, spesso meno abituata all’utilizzo dei servizi digitali e con maggiori difficoltà negli spostamenti.
CNA: “La presenza sul territorio resta fondamentale”
Per CNA Provinciale Treviso è necessario riportare il tema della desertificazione bancaria al centro del confronto tra istituzioni, sistema creditizio e rappresentanze economiche, affinché l’innovazione tecnologica proceda senza compromettere l’accessibilità ai servizi e la competitività del sistema produttivo locale.
«La digitalizzazione dei servizi bancari rappresenta certamente un’opportunità e nessuno mette in discussione l’innovazione – afferma Gianpaolo Stocco, presidente di CNA Provinciale Treviso –. Tuttavia, non può tradursi in un progressivo abbandono dei territori. Per una piccola impresa il rapporto con la banca non si esaurisce in un’applicazione o in una procedura automatizzata: servono interlocutori che conoscano l’azienda, comprendano il contesto economico locale e siano in grado di accompagnare gli investimenti e lo sviluppo. Quando chiude una filiale non viene meno soltanto uno sportello, ma un presidio di prossimità fondamentale per imprese, famiglie e cittadini, in particolare per le persone più anziane».
Il progressivo ridimensionamento della rete bancaria pone quindi una questione che va oltre la semplice riorganizzazione del sistema creditizio. Per CNA il rischio è quello di ampliare il divario tra aree urbane e periferiche, rendendo più difficile l’accesso al credito e ai servizi finanziari proprio nei territori dove operano migliaia di piccole imprese e dove la presenza di un presidio bancario continua a rappresentare un elemento essenziale per la vita economica e sociale.
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