Il nuovo monumento commemorativo ricorda le sofferenze della Grande Guerra e rafforza il legame di amicizia tra i due popoli

Il Monumento Kopjafa entra a far parte del patrimonio della memoria di Falzè di Piave, nel comune di Sernaglia della Battaglia. L’opera, inaugurata nei giorni scorsi, rappresenta un nuovo simbolo del legame storico tra Italia e Ungheria, nato dalle drammatiche vicende della Prima guerra mondiale e oggi trasformato in un messaggio di pace, riconciliazione e dialogo tra i popoli.

Il Kopjafa è un tradizionale palo commemorativo in legno della cultura ungherese e székely, utilizzato per ricordare persone, eventi storici o per esprimere stima e riconoscenza. L’iniziativa è stata promossa dall’amministrazione comunale di Sernaglia della Battaglia grazie all’impegno del Gruppo Alpini di Falzè di Piave, con la collaborazione della parrocchia di San Martino Vescovo.

Una cerimonia nel segno del ricordo

Le celebrazioni si sono sviluppate nell’arco di due giornate. Il programma è iniziato con il ritrovo nell’area Papa Luciani, seguito dalla sfilata e dalla deposizione delle corone al monumento ai Caduti di Piazza Arditi. In serata è stata celebrata la Santa Messa nella chiesa di San Martino Vescovo.

Il giorno successivo si è svolta la cerimonia ufficiale di scopertura e benedizione del Monumento Kopjafa, alla presenza del sindaco Mirco Villanova, della giunta comunale, delle associazioni combattentistiche e d’arma, del Gruppo Alpini di Falzè di Piave e di una delegazione proveniente dall’Ungheria.

Il legame nato sul Piave durante la Grande Guerra

Il nuovo monumento richiama una pagina significativa della storia locale e internazionale. Nel giugno del 1918, infatti, quest’area fu teatro della Battaglia del Solstizio, combattuta lungo il Piave, dove migliaia di soldati italiani e ungheresi affrontarono condizioni estreme, segnate dalla guerra, dalla fame e da pesanti perdite umane.

È proprio da quella tragedia che, negli anni successivi, è nato un percorso di riconciliazione tra le due nazioni.

«Tra quei soldati – spiega il sindaco Villanova – c’era anche l’ufficiale ungherese Iván Király. Attraversando le macerie della vecchia chiesa di Falzè raccolse un candelabro di bronzo come ricordo di ciò che aveva davanti agli occhi: un paese distrutto, il sangue, la sofferenza e l’assurdità della guerra».

Un gesto di riconciliazione diventato simbolo

Il sindaco ha ricordato anche la storia del candelabro custodito per decenni dall’ufficiale ungherese e restituito alla comunità di Falzè nel 1987.

«Per quasi settant’anni quel candelabro rimase con lui – continua -, finché il 3 maggio 1987 tornò a Falzè, restituito alla nostra comunità come gesto di riconciliazione e di amicizia tra i popoli. Oggi è custodito accanto alla Madonna ferita della nostra chiesa. Il Kopjafa che abbiamo inaugurato raccoglie e consegna questa eredità alle future generazioni. Non celebra una vittoria militare, ma una vittoria dell’umanità: quella della memoria che supera l’odio, del rispetto che vince il rancore e dell’amicizia che trasforma le ferite della storia in un ponte tra i popoli».

Il Monumento Kopjafa assume così un valore che va oltre il ricordo storico, diventando un segno concreto della volontà di trasformare una pagina dolorosa del passato in un’occasione di dialogo tra culture e nazioni.

In chiusura della cerimonia, il primo cittadino ha rivolto un ringraziamento a quanti hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa.

«Un sentito ringraziamento al Gruppo Alpini di Falzè di Piave – conclude -, alla delegazione ungherese, alle autorità civili e militari, alla parrocchia e a don Luca Modolo, alle associazioni e a tutti i cittadini che hanno contribuito a rendere possibile questa giornata. Grazie all’assessore Gianpaolo Pradal per aver pensato e ideato il basamento che accoglie il nuovo monumento. Il ricordo del passato trova il suo significato più alto quando diventa un impegno comune per costruire un futuro di pace, libertà e fratellanza».

Con il Monumento Kopjafa, Sernaglia della Battaglia rinnova il proprio impegno nella valorizzazione della memoria storica, offrendo alle nuove generazioni un luogo che invita a riflettere sul valore della pace e sulla capacità della memoria di costruire ponti tra popoli un tempo divisi.


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Di Sergio Capretta

Presidente e direttore responsabile di Valdo Tv, Organizzazione Giornalistica Europea Giornalista indipendente. European Journalist GNS Association - International News Agency Esperto nel settore dei media online e videomaking. Esperto in editing non lineare, social media, video, Web e programmazione.

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