A Seren del Grappa prende avvio un progetto culturale che trasforma il paese in un museo a cielo aperto: il primo murale, dedicato al racconto Il palloncino, unisce memoria storica, letteratura e arte contemporanea.

I muri di Rasai, frazione di Seren del Grappa, iniziano a raccontare storie. È partito ufficialmente il progetto culturale “Muri Parlanti – Rasai racconta Dino Buzzati”, promosso dal Comitato Sala Teatro Rasai APS con il sostegno del Comune di Seren del Grappa e dell’Associazione Monte Grappa.

L’iniziativa nasce nell’ambito dei festeggiamenti per il Decennale di San Rocco 2026 e punta a trasformare il paese in un museo a cielo aperto, dove la street art incontra la letteratura, la memoria locale e il patrimonio storico della comunità.

Il primo capitolo del progetto porta la firma dello street artist trevigiano Diego Montagner, artista emergente nel panorama italiano dell’arte urbana, che ha realizzato un murale in Piazza della Vittoria. L’opera sarà ufficialmente inaugurata il 1° agosto, in occasione del passaggio dei pellegrini impegnati nel Cammino da San Vittore a Cima Grappa.

Il primo murale ispirato a Dino Buzzati

L’opera realizzata da Montagner trae ispirazione dal racconto Il palloncino di Dino Buzzati e rappresenta la piccola Noretta, protagonista della storia, nel momento in cui un semplice palloncino diventa simbolo di meraviglia, speranza e immaginazione.

Il murale non è però soltanto un omaggio letterario. Sullo sfondo viene ricostruita Piazza della Vittoria come appariva oltre un secolo fa, attraverso l’utilizzo di una cartolina del primo dopoguerra.

La parete scelta per l’intervento ha un particolare valore simbolico: si tratta di ciò che resta di un edificio demolito per permettere la realizzazione dell’attuale piazza. Un frammento architettonico sopravvissuto alle trasformazioni del paese che oggi diventa una testimonianza della memoria collettiva.

“Per questo murale ho scelto uno stile più malinconico e una palette di colori meno vivace del solito. Volevo che l’opera fosse coerente con la storia di Buzzati e del suo palloncino, ma anche con lo sfondo, ispirato a una fotografia originale del paese tra la Prima e la Seconda guerra mondiale, un periodo in cui tutto era più essenziale”, ha spiegato Diego Montagner.

L’artista ha sottolineato anche il valore umano dell’esperienza vissuta a Rasai: “Ci tengo infine a ringraziare tutti i paesani per l’affetto e la disponibilità che mi hanno dimostrato durante il lavoro. Ogni giorno qualcuno mi portava un caffè, dell’acqua o qualcosa da mangiare: piccoli gesti che mi hanno fatto sentire davvero accolto e parte della comunità”.

Arte, memoria e territorio: il futuro di Muri Parlanti

Il progetto Muri Parlanti Rasai proseguirà nei prossimi mesi con una seconda opera affidata all’artista Alessio-B, che sarà realizzata sulla facciata della scuola dell’infanzia e sarà anch’essa ispirata all’universo narrativo di Dino Buzzati.

L’obiettivo degli organizzatori è costruire nel tempo un itinerario artistico permanente, coinvolgendo artisti, cittadini, associazioni, aziende e proprietari di immobili. Un percorso capace di intrecciare i racconti dello scrittore bellunese con la storia e l’identità di Rasai.

La vicesindaca e assessora alla Cultura Denise Guadagnin ha espresso il sostegno dell’Amministrazione comunale all’iniziativa: “Si tratta di un progetto che coniuga arte, cultura, memoria e valorizzazione del territorio, coinvolgendo la comunità in un percorso destinato a lasciare un segno nel tempo”.

Anche Daniele Taita, presidente del Comitato Sala Teatro Rasai e del comitato organizzatore del Decennale di San Rocco 2026, ha evidenziato il significato dell’iniziativa: “Quest’opera non è solo un intervento artistico, ma un ponte tangibile che unisce la creatività degli artisti che parteciperanno al progetto, primo fra tutti Diego Montagner che ha già realizzato l’opera in piazza, ai racconti del nostro conterraneo Dino Buzzati e alla memoria storica del territorio”.

Muri Parlanti Rasai nasce così come un progetto di rigenerazione culturale, capace di unire passato e presente attraverso un linguaggio immediato e contemporaneo. Un percorso nel quale i muri non rappresentano soltanto confini, ma diventano strumenti per custodire e trasmettere storie.


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Di Sergio Capretta

Presidente e direttore responsabile di Valdo Tv, Organizzazione Giornalistica Europea Giornalista indipendente. European Journalist GNS Association - International News Agency Esperto nel settore dei media online e videomaking. Esperto in editing non lineare, social media, video, Web e programmazione.

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