All’Auditorium Celestino Piva il terzo incontro del progetto “Una Rete per il Nostro Futuro”. Focus su sicurezza, prevenzione delle cadute e nuove opportunità di aggregazione per gli anziani.
VALDOBBIADENE – Prosegue il percorso di “Una Rete per il Nostro Futuro”, il progetto dedicato alla promozione dell’invecchiamento attivo e al rafforzamento della solidarietà territoriale nei comuni di Valdobbiadene, Segusino e Vidor. Il terzo appuntamento dell’iniziativa si è svolto mercoledì 17 giugno all’Auditorium Celestino Piva, riunendo cittadini, volontari e operatori del territorio.
Il progetto, finanziato dalla Regione Veneto e promosso dall’associazione Do Mani ODV in collaborazione con Associazioni in Rete, coinvolge una rete composta da enti locali, i comuni di Valdobbiadene, Segusino e Vidor, associazioni di volontariato e strutture dedicate agli anziani, tra cui gli Istituti San Gregorio di Valdobbiadene e le Opere Pie di Vidor.
I Custodi Sociali, nuovo punto di riferimento per la comunità
Tra i momenti centrali della serata vi è stata la presentazione ufficiale dei Custodi Sociali, figure volontarie che hanno seguito un percorso formativo della durata di tre mesi dedicato agli aspetti biologici, sociali ed emotivi dell’invecchiamento.
L’obiettivo è quello di creare un collegamento diretto tra le persone più fragili e i servizi presenti sul territorio, favorendo l’ascolto e l’orientamento verso le opportunità offerte dalla comunità.
Durante l’incontro è stato spiegato come il Custode Sociale rappresenti una presenza di prossimità, una sorta di riferimento di quartiere capace di intercettare bisogni e difficoltà, contribuendo a ridurre situazioni di isolamento.
Nei prossimi mesi saranno inoltre attivati alcuni punti di ritrovo fisici a Bigolino, Santo Stefano, presso il Centro Tour e all’Istituto San Gregorio, luoghi pensati per favorire l’incontro, la socializzazione e l’accesso alle informazioni.
Prevenzione delle cadute, una sfida per la salute degli anziani
L’appuntamento ha dedicato ampio spazio anche alla sicurezza delle persone anziane. Il fisioterapista e terapista Alessandro Bragagnolo ha proposto una riflessione sul tema delle cadute nella popolazione over 65 attraverso l’intervento dal titolo provocatorio “L’equilibrio è un’arte, la caduta è una scelta”.
Bragagnolo ha illustrato dati che evidenziano la rilevanza del fenomeno: oltre un anziano su cinque cade almeno una volta all’anno, con importanti conseguenze sia sul piano sanitario sia su quello sociale. Un aspetto particolarmente significativo riguarda il timore di cadere, che può portare molte persone a ridurre progressivamente le attività quotidiane, con conseguente perdita di massa muscolare, diminuzione dell’autonomia e maggiore isolamento.
Le strategie per un invecchiamento attivo e sicuro
Nel corso dell’incontro sono stati illustrati alcuni comportamenti utili per ridurre il rischio di cadute e favorire un invecchiamento attivo.
Tra le indicazioni fornite figurano l’adeguamento degli ambienti domestici, attraverso una migliore illuminazione e l’eliminazione di possibili ostacoli, una corretta alimentazione con attenzione all’idratazione e all’apporto proteico, e il mantenimento di una regolare attività fisica finalizzata a migliorare equilibrio e forza muscolare.
In quest’ottica, il moderatore Tonino Fiore ha annunciato l’avvio di corsi dedicati al Tai Chi e al Nordic Walking, discipline considerate particolarmente adatte per sviluppare coordinazione, consapevolezza corporea e benessere cardiovascolare.
I prossimi sviluppi del progetto
L’iniziativa continuerà nelle prossime settimane con nuove occasioni di incontro e socializzazione. È prevista la creazione di una lista WhatsApp informativa che consentirà ai cittadini di ricevere aggiornamenti sulle attività in programma e sugli eventi aggregativi.
Saranno inoltre rese disponibili online le registrazioni del percorso formativo dedicato ai Custodi Sociali, permettendo a chiunque sia interessato di approfondire le tematiche affrontate durante il progetto.
Con il consolidamento della rete tra istituzioni, volontariato e servizi socioassistenziali, il percorso punta a costruire una comunità sempre più attenta ai bisogni delle persone anziane, valorizzandone il ruolo attivo e favorendo relazioni di vicinanza e sostegno reciproco.
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