All’Auditorium “Celestino Piva” illustrato il progetto da oltre 225 mila euro per il recupero del Pronao del Duomo di Santa Maria Assunta. Tra storia, arte e solidarietà, l’appello alla cittadinanza per sostenere il cantiere.
Il restauro Duomo Valdobbiadene è stato al centro dell’assemblea comunitaria svoltasi martedì 19 maggio 2026 all’Auditorium “Celestino Piva”. Un incontro partecipato, promosso dalla Parrocchia di Santa Maria Assunta, per illustrare alla cittadinanza il progetto di recupero del Pronao del Duomo, simbolo storico e identitario della città.
Ad aprire la serata è stato il parroco, Don Romeo Penon, che ha sottolineato il valore non solo religioso ma anche civile dell’intervento. Il Duomo, ha ricordato, rappresenta “un bene di tutta la cittadinanza”, punto di riferimento spirituale ma anche monumento storico collocato nel cuore di una città sempre più vocata al turismo.
Nel suo intervento, Don Romeo ha richiamato il senso di responsabilità condivisa verso il patrimonio comune, invitando famiglie, imprese e istituzioni a sostenere economicamente l’opera attraverso contributi e donazioni.
La storia del Duomo raccontata attraverso il progetto
A ripercorrere l’evoluzione storica della chiesa è stata la geometra Giovanna Capretta, membro del Consiglio Parrocchiale per la Gestione Economica, che ha illustrato il lungo percorso architettonico del Duomo di Santa Maria Assunta.
L’attuale edificio nasce tra la fine del Settecento e l’Ottocento, quando l’antica chiesa medievale venne progressivamente trasformata. Determinante fu l’intervento dell’architetto feltrino Giuseppe Segusini, autore nel 1835 dell’imponente pronao neoclassico ispirato ai templi greci, con le quattro colonne doriche che oggi caratterizzano la facciata.
Capretta ha inoltre illustrato il patrimonio artistico custodito dal Duomo, ricordando opere e presenze di artisti come Paris Bordon, Palma il Giovane, Beccaruzzi e Carlo Ridolfi, testimonianza dell’importanza culturale che Valdobbiadene ebbe nei secoli.
Particolarmente significativo il passaggio dedicato ai danni subiti durante la Grande Guerra. Nel 1917 il territorio fu devastato dai bombardamenti e anche il Duomo riportò gravi lesioni, con il crollo della copertura della navata. Da allora si sono susseguiti diversi interventi di recupero, fino alle criticità emerse negli ultimi anni, culminate nel distacco di una porzione di intonaco avvenuto circa due anni fa.
Il progetto di restauro e le tecniche conservative
L’architetto Giulia Mion, direttrice dei lavori, ha illustrato la filosofia dell’intervento, definendo il patrimonio culturale come un’eredità ricevuta dalle generazioni precedenti e da custodire per il futuro.
Prima dell’avvio del cantiere è stata svolta un’accurata fase di indagine diagnostica, comprendente rilievi storici, analisi materiche e verifiche strutturali. Le ispezioni nel sottotetto hanno escluso la presenza di umidità significativa, mentre le analisi sulle colonne hanno evidenziato una struttura mista in pietra e laterizio.
L’intervento operativo è stato poi approfondito da Eva Gatto, rappresentante dell’impresa di restauro Giuseppe Gatto, realtà specializzata nel recupero del costruito storico con oltre 75 anni di esperienza.
I restauratori stanno lavorando sulle statue di San Venanzio, San Prosdocimo e Papa Benedetto XI, realizzate in pietra di Vicenza e deteriorate da muschi e licheni. Le operazioni prevedono trattamenti biocidi e puliture con micronebulizzatori, strumenti che consentono di preservare la superficie lapidea riducendo il consumo d’acqua.
Una delle scoperte più rilevanti riguarda il ritrovamento dell’originario rivestimento in marmorino bianco sotto gli strati di tinteggiature successive. L’obiettivo è riportare il pronao all’aspetto originario, valorizzandone la luminosità e la qualità architettonica.
Un investimento per la comunità
Il costo complessivo del progetto supera i 225 mila euro. Di questi, oltre 40 mila euro sono destinati ai ponteggi e circa 175 mila euro agli interventi di restauro vero e proprio.
Il Comune di Valdobbiadene ha annunciato un contributo di 30 mila euro, mentre restano in attesa di erogazione alcuni fondi regionali già approvati. Per questo motivo la Parrocchia ha lanciato una raccolta fondi aperta a cittadini, associazioni e aziende.
Nel corso della serata è stato ricordato anche il ruolo sociale svolto dalla comunità parrocchiale, impegnata nel sostegno a decine di famiglie in difficoltà, nella gestione delle scuole paritarie e nelle attività missionarie.
Il sindaco: “Un dovere verso le nuove generazioni”
A chiudere l’incontro è stato il sindaco Luciano Fregonese, che ha evidenziato il forte legame tra il Municipio e il Duomo, simbolicamente affacciati sulla stessa piazza.
Il primo cittadino ha definito il restauro come una responsabilità storica della generazione attuale, chiamata a preservare un patrimonio ricevuto dal passato. “È un intervento che capita ogni cento anni”, ha ricordato, invitando la comunità a sentirsi parte attiva di questo percorso di tutela e valorizzazione.
L’auspicio espresso dal sindaco è che ogni cittadino possa contribuire, secondo le proprie possibilità, a lasciare un segno concreto nella storia del paese e nella conservazione di uno dei suoi simboli più rappresentativi.
Le donazioni possono essere fatte sul conto corrente della Parrocchia Santa Maria Assunta in Valdobbiadene (TV).
Iban: 1IT07V0623062150000015004541
Causale: Restauro Pronao Duomo.
Se ti è piaciuto questo articolo, dimostra il tuo apprezzamento con un contributo volontario
