I deputati leghisti Ingrid Bisa e Dimitri Coin chiedono chiarimenti sul diniego di accesso agli atti ai sindaci di Crocetta, Vidor e Moriago. Il PD: “Ora servono trasparenza e confronto reale”.

Il caso delle casse di laminazione previste alle Grave di Ciano compie un nuovo passo sul piano politico e istituzionale. Dopo il diniego all’accesso agli atti richiesto dai Comuni di Crocetta del Montello, Vidor e Moriago della Battaglia, la questione arriva ora in Parlamento attraverso un’interrogazione a risposta scritta presentata dai deputati leghisti Ingrid Bisa e Dimitri Coin al ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin.

L’iniziativa segna anche un inedito asse bipartisan sul tema della sicurezza del Piave e della gestione progettuale dell’opera. A sostenere pubblicamente l’interrogazione è stato infatti anche il consigliere regionale del Partito Democratico Paolo Galeano, che da tempo segue il dossier relativo agli interventi lungo il fiume.

L’accesso agli atti negato ai sindaci

Al centro della vicenda vi è il rifiuto opposto dalla commissaria straordinaria Marina Colaizzi alla richiesta di consultare alcuni elaborati tecnici legati al progetto di fattibilità dell’opera.

Secondo quanto riportato nell’interrogazione parlamentare, i documenti pubblicati sui siti istituzionali dell’Autorità di bacino, della Regione Veneto e sul Bollettino ufficiale non conterrebbero tutti gli approfondimenti tecnici necessari per valutare compiutamente l’intervento previsto lungo il Piave.

I Comuni interessati avevano chiesto di visionare, tra gli altri, gli esiti delle indagini geognostiche, le analisi di laboratorio sulla caratterizzazione dei terreni, le verifiche ambientali sulla qualità dei suoli e i risultati della modellazione idraulica 2D.

Il diniego sarebbe stato motivato dal fatto che tali elaborati conterrebbero analisi multidisciplinari riconducibili al know-how dei professionisti incaricati.

Nell’interrogazione, Bisa e Coin sottolineano però che gli elaborati richiesti rappresenterebbero «elementi indispensabili per valutare contenuti e presupposti di un’opera di tale portata». Per questo chiedono al ministro se intenda verificare le ragioni del rifiuto e valutare eventuali provvedimenti sull’operato della struttura commissariale.

Il PD: “Serve un confronto vero con il territorio”

Sul tema è intervenuto anche il consigliere regionale dem Paolo Galeano, che ha accolto positivamente la presa di posizione della Lega.

«Che finalmente anche la Lega abbia scelto di far sentire la sua voce su questo tema, dopo che da anni ci battiamo in maniera isolata per chiedere interventi sostenibili e che coinvolgano il territorio, è una buona notizia», ha dichiarato.

Galeano ha ricostruito le tappe del progetto sulla sicurezza del Piave, ricordando come inizialmente, nel 2010, le ipotesi di intervento coinvolgessero diversi siti, tra cui Spresiano, Grave di Papadopoli e Ponte di Piave, prima che l’attenzione si concentrasse esclusivamente sulle Grave di Ciano.

Secondo il consigliere regionale, il Comune di Crocetta sarebbe venuto a conoscenza del progetto solo nel 2019 “per pura casualità”. Da qui la richiesta di maggiore trasparenza e partecipazione delle amministrazioni locali nelle scelte future.

Verso un incontro con il commissario

Il Partito Democratico ha inoltre annunciato un prossimo confronto con il commissario Colaizzi previsto per il mese di giugno.

«È assolutamente necessario che anche in questa fase, dove si stanno facendo alcuni importanti passaggi progettuali, ci sia un reale confronto con il territorio», ha aggiunto Galeano, sottolineando come gli effetti dell’opera ricadrebbero direttamente sulle comunità locali.

Sulla stessa linea anche Matteo Favero, responsabile regionale Ambiente del PD Veneto, che ha ribadito la necessità di interventi improntati alla rinaturalizzazione del fiume e a una gestione condivisa lungo tutto il corso del Piave.

Il confronto politico attorno alle Grave di Ciano sembra dunque destinato a intensificarsi nelle prossime settimane, mentre cresce la richiesta di trasparenza su un’opera considerata strategica per la sicurezza idraulica del territorio veneto.


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Di Sergio Capretta

Presidente e direttore responsabile di Valdo Tv, Organizzazione Giornalistica Europea Giornalista indipendente. European Journalist GNS Association - International News Agency Esperto nel settore dei media online e videomaking. Esperto in editing non lineare, social media, video, Web e programmazione.

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