Dopo le recenti polemiche sulla gestione, la compagnia residente al Teatro Buzzati difende il ruolo della Fondazione e rilancia il dialogo culturale locale

Belluno – Alla luce delle notizie apparse sulla stampa nei giorni scorsi, Tib Teatro interviene pubblicamente per fare chiarezza sulla gestione della Fondazione Teatri Dolomiti, sottolineando l’importanza di un approccio condiviso e radicato nel territorio.
La compagnia, residente al Teatro Comunale Dino Buzzati, definisce il proprio intervento come una «doverosa precisazione nel rispetto della Fondazione stessa, di tutti gli operatori territoriali coinvolti e dell’opinione pubblica».
Secondo Tib Teatro, la Fondazione avrebbe finalmente raggiunto, dopo anni complessi, una funzione efficace di coordinamento culturale, lavorando in sinergia con le realtà professionali e associative locali.
Un’offerta culturale ampia e continuativa
Nel comunicato, Tib Teatro evidenzia il proprio contributo alla vita culturale cittadina, con un’attività che si traduce in circa 40 spettacoli all’anno. La programmazione spazia dal teatro contemporaneo per adulti e giovani fino alle produzioni dedicate alle nuove generazioni, dai 3 ai 18 anni, coinvolgendo scuole e famiglie.
Tra i principali cartelloni figurano Comincio dai 3, Giovedì Giovani h. 21 e Il Cielo Sopra Belluno, affiancati da un’intensa attività di produzione artistica a livello nazionale e da percorsi formativi rivolti alla comunità.
Un ruolo centrale è svolto dalla Casa delle Arti, spazio ricavato all’interno dell’ex Caserma Piave e riqualificato dalla compagnia. Qui si sviluppano progetti formativi e sociali, tra cui AttoZero, la prima scuola di recitazione cittadina, che registra una media di circa 80 iscritti l’anno tra bambini, giovani e adulti.
Cultura come sviluppo sociale ed economico
Nel documento si sottolinea come l’attività teatrale non abbia solo un valore culturale, ma rappresenti anche un motore economico per il territorio. La crescita del settore, infatti, coinvolge numerose professionalità e genera un indotto significativo per le imprese locali.
Tib Teatro richiama inoltre il valore sociale delle proprie iniziative, tra cui workshop con artisti di rilievo e progetti di teatro inclusivo rivolti a persone con disabilità e neurodivergenze, realizzati in collaborazione con altre realtà del territorio.
Il rapporto con la Fondazione e le criticità
Un passaggio centrale riguarda il rapporto con la Fondazione Teatri Dolomiti, che negli ultimi diciotto mesi – secondo Tib Teatro – avrebbe rilanciato il dialogo con gli operatori culturali locali, contribuendo a sostenere una programmazione ampia e diversificata, seppur nei limiti di risorse economiche ancora contenute.
La compagnia parla di un «processo in atto, delicato e complesso», che necessita di essere consolidato attraverso un confronto costante e una progettualità condivisa.
Allo stesso tempo, viene espressa una preoccupazione rispetto a possibili cambi di indirizzo: Tib Teatro mette in guardia da ipotesi di stagioni teatrali gestite direttamente senza adeguate competenze o risorse, ritenute potenzialmente dannose per il sistema culturale locale.
Una richiesta di continuità per il futuro
In conclusione, Tib Teatro ribadisce il valore del modello attuale, basato sulla collaborazione tra Fondazione e realtà territoriali, ritenuto fondamentale per garantire qualità artistica, sostenibilità economica e crescita culturale.
Un equilibrio che, secondo la compagnia, deve essere rafforzato e non messo in discussione, nell’interesse dell’intera comunità bellunese.
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