Oltre 1.500 imprese perse in due anni: chiesti interventi urgenti e un tavolo permanente

La crisi energia Treviso approda ufficialmente in Prefettura. CNA Unimpresa Treviso ha presentato un dossier aggiornato ad aprile 2026 che fotografa una situazione definita “strutturale” e sempre più critica per il tessuto produttivo locale, chiedendo interventi urgenti e l’istituzione di un tavolo permanente di monitoraggio.

Il documento sarà ora trasmesso alle sedi governative competenti, con l’obiettivo di attivare misure concrete a sostegno di micro e piccole imprese, tra le più esposte agli effetti dei rincari energetici e delle materie prime.

Imprese in calo: oltre 1.500 chiusure in due anni

Il dato più allarmante riguarda la tenuta del sistema imprenditoriale trevigiano. Al 31 dicembre 2025 le sedi d’impresa attive sono scese a 76.186, con una perdita di 1.041 unità nell’ultimo anno. Un calo che si somma alle 471 chiusure del 2024.

Nel complesso, in appena due anni, sono scomparse oltre 1.500 imprese nella provincia di Treviso. Una contrazione diffusa che colpisce in particolare commercio, costruzioni e manifatturiero, pilastri storici dell’economia locale.

Energia e carburanti: costi fuori controllo

Alla base della crisi energia Treviso ci sono soprattutto i rincari energetici. Dal 2019 le bollette elettriche per le imprese sono aumentate del +100%, mentre il prezzo del gas all’ingrosso ha registrato a marzo 2026 un incremento del +35% rispetto al mese precedente, con un ulteriore +19,2% sul prezzo al dettaglio.

A incidere pesantemente anche il costo del gasolio, stabilmente sopra i 2 euro al litro. Secondo le stime, ogni aumento di 10 centesimi comporta circa 200 euro annui in più per mezzo, con un impatto complessivo superiore ai 16 milioni di euro sull’economia provinciale.

«Le nostre imprese stanno pagando il conto di guerre che non hanno scelto. Non si tratta di una crisi congiunturale: è uno shock strutturale che si abbatte su un tessuto produttivo già provato da due cicli energetici devastanti in meno di un decennio. I numeri che presentiamo oggi al Prefetto non sono proiezioni: sono imprese chiuse, lavoratori senza occupazione, famiglie che perdono il reddito» dichiara Stefano Camarotto, presidente CNA Unimpresa Treviso.

Disparità nei costi: penalizzate le microimprese

Il dossier evidenzia anche una forte disparità tra imprese. Le micro e piccole realtà arrivano a pagare l’energia elettrica oltre il 164% in più rispetto alle grandi aziende energivore, a causa della struttura degli oneri in bolletta.

«Il divario tra quello che pagano le nostre microimprese artigiane per l’energia e quello che pagano le grandi aziende non dipende dall’inefficienza di nessuno: dipende da una struttura della bolletta che penalizza sistematicamente chi è più piccolo e più vulnerabile» sottolinea il direttore Fabrizio Geromel, denunciando anche «pratiche distorsive» nei contratti delle materie prime.

Materie prime e export: segnali negativi

Sul fronte delle materie prime, i rincari restano elevati: il rame ha segnato un +41% su base annua, mentre le plastiche registrano aumenti fino al 15% dall’inizio del 2026. Nel settore edilizio i costi rimangono tra il 25% e il 40% sopra i livelli pre-pandemia, con punte fino al 50%.

La crisi si riflette anche sull’export. Nel 2025 le vendite all’estero della provincia si sono attestate a circa 15,7 miliardi di euro (-0,6%), con un calo significativo verso gli Stati Uniti (-8,1%). Particolarmente colpito il comparto degli elettrodomestici, che registra un crollo del -56,8%.

Le richieste alla Prefettura

Nel dossier, CNA Unimpresa Treviso avanza alcune richieste precise:

  • istituzione di un tavolo provinciale permanente;
  • accesso semplificato agli ammortizzatori sociali;
  • rinegoziazione dei contratti pubblici in edilizia;
  • segnalazione delle pratiche distorsive sui mercati delle materie prime.

«Abbiamo bisogno che le istituzioni si facciano carico di questa emergenza con la stessa urgenza con cui si affrontano le crisi finanziarie» conclude Camarotto, ribadendo che «la resilienza non è infinita».

Dal canto suo, il Prefetto ha espresso attenzione per i contenuti del dossier, assicurando la trasmissione della documentazione alle autorità competenti e manifestando disponibilità a mantenere aperto un canale di confronto continuo con il sistema produttivo locale.


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Di Sergio Capretta

Presidente e direttore responsabile di Valdo Tv, Organizzazione Giornalistica Europea Giornalista indipendente. European Journalist GNS Association - International News Agency Esperto nel settore dei media online e videomaking. Esperto in editing non lineare, social media, video, Web e programmazione.

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