La rete “Stacco” lancia l’allarme: possibili riduzioni dei servizi per anziani e disabili

Il caro carburanti rischia di mettere in seria difficoltà il sistema dei trasporti sociali nella Marca trevigiana. A lanciare l’allarme è la rete “Stacco” Treviso, che riunisce 28 associazioni e oltre 600 volontari impegnati ogni giorno nell’accompagnamento gratuito di anziani, disabili e persone fragili.
L’aumento dei costi del carburante, stimato attorno al 20% a causa delle tensioni internazionali in Medio Oriente, potrebbe infatti portare a una drastica riduzione dei servizi, con conseguenze dirette su migliaia di cittadini.
Trasporti sociali a rischio per le persone fragili

Nel corso dell’ultimo anno, la rete “Stacco” ha garantito 7.886 trasporti gratuiti, coprendo 245.795 chilometri e coinvolgendo 1.302 persone in 75 comuni del territorio. Numeri in crescita (+12% rispetto all’anno precedente) che testimoniano l’importanza del servizio.
Il sistema si regge su oltre 40.000 ore di volontariato, con un valore stimato di circa 800.000 euro, e su una flotta di 109 mezzi tra auto e pulmini, molti dei quali attrezzati per il trasporto di persone con disabilità.
Senza questo servizio, molte persone fragili rischierebbero di non poter raggiungere ospedali, medici di base, farmacie o anche semplicemente fare la spesa, con evidenti ripercussioni sulla qualità della vita e sulla salute.
L’appello delle associazioni: “Serve un intervento urgente”
A sottolineare la criticità della situazione è la presidente di Volontarinsieme OdV, Anna Corò:
“L’aumento dei carburanti mette a rischio l’intero sistema: chiediamo l’apertura di un tavolo con Regione e Comuni per affrontare questa emergenza. Ci sono in gioco migliaia di trasporti per persone fragili, che potrebbero fermarsi, con conseguenze tragiche per le nostre comunità”.
E ancora:
“La situazione è critica, gli aumenti dei costi dei rifornimenti rischiano di mettere in crisi l’intero sistema dei trasporti solidali – spiega Anna Corò – un fattore che aggrava una situazione già sufficientemente precaria, a causa degli alti costi di gestione e manutenzione dei mezzi di trasporto, al numero contenuto di volontari e agli oneri cui le associazioni devono far fronte”.
Un sistema che, come evidenziato, funziona grazie all’impegno diretto dei volontari, spesso chiamati a coprire anche economicamente le carenze strutturali.
Un modello di welfare territoriale sotto pressione
Attivo dal 2014, il progetto “Stacco” rappresenta un modello virtuoso di welfare di comunità, basato su coordinamento, solidarietà e prossimità. Il servizio, accessibile tramite un numero unico provinciale, consente una gestione efficiente delle richieste.
Tra le attività più rilevanti, anche i trasporti legati al Progetto Sollievo Alzheimer, sostenuto dalla Regione Veneto, che nel 2025 ha registrato 3.757 accompagnamenti verso i Centri Sollievo.
La Regione contribuisce con un finanziamento annuo di 160.000 euro, destinato principalmente ai costi di gestione dei mezzi. Tuttavia, secondo le associazioni, queste risorse non sono più sufficienti a fronte dell’aumento generalizzato dei costi.
Il rischio di un problema strutturale
Il caro carburanti evidenzia una fragilità strutturale del sistema: un equilibrio che regge grazie al lavoro gratuito dei volontari ma che rischia ora di incrinarsi.
“Il problema non è organizzativo e temporaneo, ma strutturale – conclude Corò – serve una risposta pubblica, non solo buona volontà”.
Nei prossimi giorni i volontari si riuniranno per valutare possibili azioni, mentre resta aperto l’appello alle istituzioni per un confronto urgente che possa garantire la continuità di un servizio considerato essenziale per la coesione sociale del territorio.
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