Oltre 1.200 nuclei aiutati, più di 4.100 pasti garantiti e interventi sociali mirati: il contributo rafforza la rete solidale del territorio

Treviso – Un intervento concreto per il sostegno famiglie fragili e per tutte quelle persone che vivono situazioni di marginalità sociale. È questo l’obiettivo della donazione di 143.850 euro annunciata da Banca delle Terre Venete Credito Cooperativo, destinata a 21 realtà solidali attive nel Trevigiano.
Le risorse, provenienti da una quota dell’utile di esercizio e devolute a nome dei soci, sono state presentate a Casa Toniolo e rientrano in un’azione più ampia che coinvolge anche altri territori, per un totale complessivo di 326.850 euro tra Treviso e Vicenza.
Nel dettaglio, il contributo permetterà di sostenere 1.218 nuclei familiari attraverso pacchi alimentari, garantire 4.140 pasti a persone in difficoltà e finanziare interventi sociali mirati: dai voucher per il doposcuola ai beni di prima necessità per donne vittime di violenza, fino ad attività rivolte ai detenuti.
Una rete territoriale contro la povertà
Il progetto rafforza una rete capillare di enti impegnati quotidianamente nel contrasto alla povertà. Tra questi figurano diverse Caritas parrocchiali, associazioni e realtà del terzo settore distribuite in tutta la provincia e nelle aree limitrofe.
L’obiettivo è garantire risposte immediate ai bisogni primari, ma anche costruire percorsi di inclusione sociale duraturi, capaci di incidere sulla qualità della vita delle persone più vulnerabili.
Le parole dei protagonisti
«La solidarietà è un valore fondante del nostro modo di fare e di essere banca», ha dichiarato Gianfranco Sasso, presidente dell’istituto. «Destinare parte degli utili a iniziative di beneficenza significa trasformare i principi cooperativi in azioni reali, compiendo la dimensione sociale dei criteri ESG e centrando il Goal 1 dell’Agenda 2030».
Sulla stessa linea il vicepresidente vicario Pietro Pignata, che ha sottolineato: «Il portato di questo intervento nel Trevigiano dimostra l’impatto che possiamo generare insieme al territorio: migliaia di pasti e famiglie sostenute, progetti sociali capaci di incidere davvero sulla qualità della vita delle persone più fragili».
Dal territorio arriva anche il ringraziamento degli enti beneficiari. Don Bruno Baratto, direttore della Caritas di Treviso, evidenzia come «oggi le situazioni di fragilità siano sempre più complesse», sottolineando l’importanza di un sostegno che non sia solo economico, ma parte di un percorso di accompagnamento più ampio.
Dalla carità concreta all’inclusione sociale
Il contributo assume un valore ancora più significativo perché destinato a progetti diversificati: dall’accoglienza abitativa temporanea alle attività carcerarie, fino ai servizi per donne vittime di violenza e persone senza dimora.
Come evidenziato da Padre Oliviero Svanera, rettore della Chiesa di San Francesco, «sono azioni che mettono al centro la dignità della persona».
Un concetto ribadito anche da Federica Cipolla, presidente di Una Casa per l’Uomo di Montebelluna: «I buoni spesa non rappresentano solo un sostegno alimentare: diventano strumento educativo e occasione per accompagnare le persone verso l’autonomia».
Un impegno che guarda alla comunità
L’iniziativa rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra istituzioni finanziarie e territorio, in cui la mutualità si traduce in azioni tangibili.
In un contesto segnato da fragilità economiche e sociali sempre più articolate, il sostegno famiglie fragili diventa così un pilastro fondamentale per costruire comunità più inclusive e resilienti, capaci di prendersi cura dei propri membri più vulnerabili.
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