Polimeri più cari, contratti incerti e cantieri fermi: segnalazione al Prefetto e ai parlamentari

Le materie prime tornano al centro dell’attenzione con l’allarme lanciato da CNA Mandamento di Treviso: rincari fino al 10% su polimeri e derivati, difficoltà di approvvigionamento e contratti senza prezzo definito stanno mettendo in seria difficoltà le piccole e medie imprese del territorio.

Rincari e incertezza: il quadro segnalato dalle imprese

Secondo le numerose segnalazioni raccolte dall’associazione, il problema è ormai diffuso. Gli aumenti riguardano in particolare le materie plastiche, con incrementi medi attorno al 10%, a cui si aggiungono criticità nella disponibilità di alcuni prodotti.

A pesare ulteriormente è la crescente diffusione delle clausole di “prezzo aperto”, che impediscono alle aziende di conoscere in anticipo i costi delle forniture. Una situazione che si traduce in effetti immediati: preventivi sospesi, lavori rinviati e cantieri fermi, con ripercussioni dirette sulla stabilità finanziaria delle imprese.

CNA: “Situazione insostenibile per le PMI”

«Quello che stiamo vivendo non ha nulla a che fare con le normali dinamiche di mercato – afferma il Presidente della CNA Mandamento di Treviso, Stefano Camarotto –. Senza un prezzo certo un’impresa non può lavorare: non può fare preventivi, non può aprire cantieri. Il meccanismo del prezzo aperto scarica tutto il rischio sulle PMI, che sono le ultime della filiera e le prime a pagare».

Il riferimento è anche al contesto internazionale, che secondo CNA non può però giustificare integralmente la situazione: «Le piccole e medie imprese italiane non possono essere chiamate a pagare il conto di guerre che non hanno voluto né combattuto».

Trasparenza e timori di speculazione

Sul tema interviene anche il Direttore della CNA mandamentale, Fabrizio Geromel, che richiama la necessità di maggiore chiarezza lungo la filiera: «Invocare genericamente la situazione internazionale non basta. Servono dati reali e verificabili lungo tutta la filiera. In assenza di trasparenza si apre la porta a possibili fenomeni speculativi che penalizzano chi crea valore sul territorio».

La mancanza di trasparenza, sottolinea l’associazione, rischia infatti di aggravare ulteriormente una condizione già critica, soprattutto per le realtà artigiane e le PMI.

Segnalazione alle istituzioni e richieste urgenti

Di fronte a questo scenario, CNA Mandamento di Treviso ha avviato un’azione formale, segnalando la situazione al Prefetto di Treviso e coinvolgendo i parlamentari eletti nel territorio.

Tra le richieste avanzate:

  • controlli immediati sulla formazione dei prezzi,
  • maggiore trasparenza su costi e margini lungo tutta la filiera,
  • eliminazione delle clausole di prezzo aperto, ritenute fortemente penalizzanti.

Il rischio per l’economia locale

Se non arriveranno risposte rapide, l’impatto potrebbe essere significativo sull’intero sistema produttivo. «Se non si interviene subito – conclude Camarotto – il rischio è un rallentamento significativo della produzione locale, con effetti diretti sull’occupazione e sull’intero sistema economico trevigiano. Le imprese non possono essere lasciate sole».

La questione delle materie prime si conferma così un nodo cruciale per il futuro dell’economia locale, in un contesto già segnato da tensioni internazionali e fragilità strutturali delle filiere.


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Di Sergio Capretta

Presidente e direttore responsabile di Valdo Tv, Organizzazione Giornalistica Europea Giornalista indipendente. European Journalist GNS Association - International News Agency Esperto nel settore dei media online e videomaking. Esperto in editing non lineare, social media, video, Web e programmazione.

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