Mozione in Consiglio regionale per approfondire la gestione del rischio idraulico e il progetto delle casse di espansione alle Grave di Ciano

La sicurezza Piave torna al centro del dibattito politico e territoriale. La consigliera regionale Sonia Brescacin ha presentato una mozione in Consiglio regionale del Veneto con l’obiettivo di istituire un tavolo tecnico straordinario dedicato alla gestione del rischio idrogeologico lungo il corso del fiume.
L’iniziativa nasce dalla volontà di fare sintesi tra studi scientifici, progettazioni tecniche e attività istituzionali già avviate negli ultimi anni. «Oggi presento una mozione che ho depositato e che riguarda un tema molto sentito nei nostri territori, cioè quello della sicurezza idraulica del fiume Piave», ha spiegato Brescacin durante la presentazione.
Sicurezza Piave e comunità locali
Il tema della sicurezza Piave coinvolge da tempo amministrazioni locali, cittadini e mondo accademico, soprattutto nelle aree che più direttamente risentono delle dinamiche idrauliche del fiume.
«È un tema sul quale si discute ormai da anni, un tema che coinvolge direttamente le comunità locali, le amministrazioni e anche il mondo accademico, perché quando si parla di sicurezza idraulica si parla di tutela delle persone, dei beni e dell’ambiente», ha sottolineato la consigliera regionale.
Secondo Brescacin, il punto di partenza per affrontare la questione deve essere un approccio scientifico e tecnico, basato su dati e analisi approfondite. «Per affrontare questo tema ho ritenuto necessario ripartire da un punto fondamentale: l’idraulica. Ripartire cioè da dati scientifici, da analisi tecniche e da studi approfonditi».
Il tavolo tecnico sulla sicurezza Piave
La mozione chiede alla Giunta regionale di istituire un tavolo tecnico straordinario che coinvolga diversi soggetti istituzionali e scientifici.
Tra i partecipanti indicati figurano il Comune di Crocetta del Montello, il Commissario straordinario incaricato per le opere di mitigazione del rischio idraulico, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e le università venete.
«L’obiettivo è quello di creare un luogo di confronto e di concertazione nel quale si possano analizzare nel dettaglio le progettazioni delle opere legate alla messa in sicurezza del fiume Piave», ha spiegato Brescacin.
Il tavolo dovrebbe approfondire in particolare la progettazione delle casse di espansione previste nell’area delle Grave di Ciano, infrastrutture considerate strategiche per la gestione delle piene del fiume.
Ambiente, sicurezza e sviluppo
Tra i compiti indicati nella proposta figura anche l’analisi complessiva degli interventi lungo l’intero alveo del Piave, con l’obiettivo di individuare le soluzioni più efficaci per proteggere persone, beni e attività economiche, salvaguardando al tempo stesso l’ambiente fluviale.
«Dovrà inoltre individuare le migliori tecniche per garantire la tutela delle persone, dei beni e delle attività economiche presenti sul territorio, garantendo allo stesso tempo la salvaguardia del sito delle Grave di Ciano», ha precisato la consigliera.
Il tavolo tecnico dovrebbe inoltre valutare gli effetti paesaggistici, ingegneristici, ambientali ed economici delle opere, tenendo conto delle più recenti evoluzioni dell’ingegneria idraulica e degli studi sulla dinamica dei sedimenti del fiume.
In questo contesto il contributo delle università venete viene considerato decisivo per fornire analisi scientifiche aggiornate e supportare le scelte progettuali.
Verso soluzioni condivise per il Piave
Secondo la proposta, il tavolo tecnico potrà anche verificare eventuali criticità nella strategia finora adottata, che ha individuato nella realizzazione di una grande cassa di espansione alle Grave di Ciano lo strumento principale per la mitigazione del rischio idraulico nel Basso Piave.
«L’obiettivo deve essere quello di garantire la sicurezza dei territori e delle comunità, nel rispetto dell’ambiente e con il contributo di tutte le competenze disponibili», ha concluso Brescacin.
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