Allarme nel Trevigiano per la nuova disciplina fiscale che rischia di equiparare le associazioni a imprese commerciali. CNA Mandamento di Treviso chiede correttivi urgenti.

Nel Trevigiano si accende il confronto sulle nuove regole fiscali che potrebbero cambiare radicalmente il futuro delle Pro Loco Treviso. La CNA Mandamentale di Treviso si schiera al fianco di UNPLI Treviso per chiedere interventi correttivi, dopo l’introduzione di una disciplina che rischia di equiparare le associazioni di volontariato ad attività commerciali.

Il nodo riguarda in particolare le entrate derivanti da sagre e manifestazioni: se queste dovessero superare quote associative e donazioni, l’associazione potrebbe essere considerata soggetto commerciale, con un conseguente aumento di imposte, adempimenti e costi burocratici.

Il rischio per sagre e feste di paese

In provincia di Treviso sono oltre cento le Pro Loco attive. Ogni anno migliaia di volontari organizzano sagre, feste tradizionali, rievocazioni storiche e iniziative culturali che rappresentano appuntamenti identitari per i piccoli centri.

Secondo la CNA, l’applicazione rigida della nuova normativa rischia di mettere in difficoltà un sistema fondato sul volontariato. «Sono norme scollegate dalla realtà che colpiscono chi lavora gratuitamente e genera valore sociale per le comunità», denuncia il presidente della CNA Mandamento di Treviso, Stefano Camarotto. «Non possiamo trattare le Pro Loco come se fossero imprese commerciali. Il rischio è penalizzare chi crea coesione sociale e, allo stesso tempo, sostiene concretamente l’economia locale».

Le sagre non sono soltanto momenti di aggregazione: nei giorni delle manifestazioni si attiva un indotto significativo che coinvolge fornitori locali, artigiani, imprese di allestimento, produttori agricoli, bar e ristoranti. In molti comuni della Marca si tratta di un motore economico rilevante, soprattutto nei centri minori.

L’appello della CNA: «Serve un regime fiscale dedicato»

«Senza queste manifestazioni intere filiere perderebbero lavoro, soprattutto nei centri minori», prosegue Camarotto. «Comprendiamo la necessità di regole chiare per evitare abusi, ma il criterio attuale è troppo rigido e non tiene conto della natura del volontariato e della funzione pubblica svolta da queste realtà».

La CNA propone l’introduzione di un regime fiscale semplificato dedicato alle Pro Loco e il riconoscimento delle manifestazioni tradizionali certificate dai Comuni come attività di interesse pubblico, così da evitare che vengano assimilate a eventi a scopo di lucro.

Sulla stessa linea il direttore della CNA Mandamentale di Treviso, Fabrizio Geromel: «Difendere le Pro Loco significa difendere il territorio. Se si spengono le sagre non perdiamo solo un evento in calendario, perdiamo relazioni, economia e identità locale. È un rischio che non possiamo permetterci».

L’associazione rivolge infine un appello ai parlamentari e ai consiglieri regionali trevigiani affinché si attivino per individuare soluzioni praticabili e sostenibili, capaci di tutelare il volontariato senza penalizzare l’economia diffusa della Marca.

La partita, ora, si gioca sul piano normativo: il futuro delle Pro Loco Treviso passa dalla capacità di conciliare controlli e semplificazioni, senza compromettere una rete che rappresenta uno dei pilastri sociali ed economici del territorio.


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Di Sergio Capretta

Presidente e direttore responsabile di Valdo Tv, Organizzazione Giornalistica Europea Giornalista indipendente. European Journalist GNS Association - International News Agency Esperto nel settore dei media online e videomaking. Esperto in editing non lineare, social media, video, Web e programmazione.

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