La restauratrice Emanuela Ruggio al lavoro per sei mesi grazie a un finanziamento ministeriale. La comunità di Miane guarda con entusiasmo al recupero degli affreschi e degli arredi lignei.

Sono ufficialmente iniziati i lavori di restauro interno all’antica chiesa di Sant’Antonio Abate, uno dei luoghi simbolo del borgo. Dopo la rimozione dell’altare ligneo e il suo trasferimento presso una ditta specializzata, nella mattinata del 5 febbraio si è insediata la restauratrice Emanuela Ruggio, incaricata di curare e recuperare affreschi e opere murarie in un periodo stimato di sei mesi.
Con la benedizione del parroco don Massimiliano Zago, l’intervento ha avuto inizio alla presenza della restauratrice e di alcuni membri del Comitato Festeggiamenti Vergoman, sottolineando l’importanza storica e artistica del sito, dove nel 2010 furono ritrovati lacerti di affresco risalenti al XV secolo.
Soddisfazione della comunità e finanziamento ministeriale
La presidente del Comitato, Giulia Bortolini, ha espresso la propria soddisfazione per l’avvio dei lavori, reso possibile grazie a un finanziamento straordinario di quasi 150 mila euro stanziato dal Ministero della Cultura nella primavera 2025, su iniziativa dell’onorevole Angela Colmellere. Bortolini ha anche ricordato il successo della recente Sagra de Sant’Antoni, il cui ricavato è destinato al sostegno della chiesa e alla valorizzazione del patrimonio artistico di Vergoman.

Il valore storico e identitario della chiesa
Il direttore scientifico dell’Istituto Diocesano “Beato Toniolo. Le vie dei Santi”, Marco Zabotti, ha sottolineato l’impegno pluriennale del Comitato e ha lodato la professionalità di Emanuela Ruggio, già attiva in altri interventi di recupero artistico nella diocesi. Zabotti ha evidenziato il ruolo identitario e comunitario della chiesa, auspicando che dal 2027 il sito possa diventare accessibile al pubblico e ospitare eventi religiosi e culturali.
Come previsto dal progetto presentato nel giugno 2025, dopo il restauro degli esterni tra il 2015 e il 2025, oggi l’obiettivo è completare il recupero degli interni, restituendo un assetto coerente agli intonaci e valorizzando il ciclo pittorico ancora poco studiato.
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