Valdobbiadene ha reso omaggio alla memoria di Dino Dal Din, giovane carabiniere e partigiano deportato e ucciso nei lager nazisti, con la posa di una pietra d’inciampo in via Caduti di Nassiriya, davanti alla Caserma dei Carabinieri. La cerimonia si è svolta venerdì 30 gennaio alle 11.30, in un luogo fortemente simbolico, scelto per sottolineare il legame tra la storia personale del giovane, l’Arma e il territorio.

L’iniziativa è stata promossa dal Comune di Valdobbiadene, con il patrocinio di ANPI, dell’Associazione Nazionale ex Internati e dell’Associazione Nazionale Carabinieri, inserendosi nel più ampio percorso di valorizzazione della memoria civile e della storia locale.

Una cerimonia partecipata tra istituzioni e cittadini

La posa della pietra d’inciampo è stata accompagnata da una partecipazione ampia e composta, che ha coinvolto autorità civili e militari, associazioni d’arma e cittadini. Dopo gli interventi ufficiali, don Paolo Pizzolotto ha impartito la benedizione, seguita dall’alzabandiera e da un solenne momento di silenzio.

Particolarmente significativo il gesto compiuto dagli studenti di Valdobbiadene, che hanno deposto una rosa accanto alla pietra, a cui si è aggiunto l’omaggio floreale dei familiari, in un simbolico passaggio di testimone tra generazioni.

Tra i presenti, i sindaci Luciano Fregonese (Valdobbiadene) e Mario Bailo (Vidor); Stefano Stramare (per rappresentare Segusino), il prefetto di Treviso Angelo Sidoti, il vicequestore Vincenzo Zonno, il comandante dei Carabinieri Alberto Bosco e numerosi rappresentanti delle forze dell’ordine e delle associazioni, dagli Alpini ai Carabinieri in congedo.

La scelta di un giovane nella Resistenza

Tessera ANPI in Memoria ad Onorem

Nato l’8 settembre 1924 a San Pietro di Barbozza, Dino Dal Din entrò giovanissimo nell’Arma dei Carabinieri, frequentando dal 1942 la Scuola allievi di Torino. Dopo l’8 settembre 1943 scelse la strada della Resistenza, diventando partigiano combattente con il nome di battaglia “Italo” nella 43ª Divisione autonoma De Vitis.

Catturato il 4 dicembre 1944 a Giaveno, fu deportato l’11 gennaio 1945 nel campo di Mauthausen e successivamente nel sottocampo di Gusen, dove morì il 22 aprile 1945, ucciso con il gas Zyklon B. Per il suo sacrificio, nel 2016 gli è stata conferita la Medaglia d’onore della Repubblica italiana.

Durante la cerimonia, il sindaco Luciano Fregonese ha ricordato come la scelta di un ventenne in quegli anni drammatici fosse “vitale”, invitando a non dare mai per scontata la pace. Fabio Dal Din, pronipote e storico di famiglia, ha ripercorso la vicenda umana del giovane, mentre Stefano Luppi, dei Carabinieri in congedo, ha sottolineato la fedeltà al giuramento prestato all’Arma.

La pietra d’inciampo come memoria diffusa

Campo di Mauthausen

La pietra d’inciampo dedicata a Dino Dal Din fa parte del progetto europeo ideato dall’artista Gunter Demnig, che attraverso piccole targhe in ottone inserite nel tessuto urbano restituisce identità e dignità alle vittime del nazifascismo. Un segno discreto ma permanente, che invita a fermarsi e ricordare.


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Di Sergio Capretta

Presidente e direttore responsabile di Valdo Tv, Organizzazione Giornalistica Europea Giornalista indipendente. European Journalist GNS Association - International News Agency Esperto nel settore dei media online e videomaking. Esperto in editing non lineare, social media, video, Web e programmazione.

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