Dalla stalla di un giovane sacerdote al campus educativo d’avanguardia ai piedi del Grappa: cento anni di storia scolastica intrecciata al Novecento italiano

C’è una scuola, alle pendici del Monte Grappa, che da cent’anni attraversa la storia d’Italia accompagnandone trasformazioni, conflitti e speranze. È quella degli Istituti Filippin di Pieve del Grappa, oggi Campus La Salle, protagonisti di un volume che ripercorre un secolo di educazione e impegno civile. Il libro “Gli Istituti Filippin – Cent’anni di Educazione 1924-2024” sarà presentato mercoledì 29 gennaio alle ore 18, nella Sala De Marchi.

Il volume, edito da Edizioni Filippin e firmato dal giornalista Daniele Ferrazza, ricostruisce la vicenda dell’istituto fondato nel 1924 da don Erminio Filippin, intrecciando la storia della scuola con quella del Paese: dal fascismo alla Resistenza, dalla ricostruzione del dopoguerra alle grandi sperimentazioni pedagogiche del secondo Novecento.

Dalle origini contadine a un progetto educativo totale

Figlio di contadini e reduce dalla Prima guerra mondiale, don Erminio Filippin vede nell’istruzione lo strumento decisivo di riscatto sociale per un Veneto segnato da povertà, analfabetismo ed emigrazione. Le prime lezioni si tengono nella stalla di famiglia, poi in un piccolo edificio accanto alla casa natale. È l’inizio di un progetto che mira ad accompagnare i giovani “dai primi passi dell’asilo fino all’università”, formando cittadini prima ancora che studenti.

Negli anni Trenta nasce il “Villaggio degli Studi”, un campus ante litteram con aule, palestre, laboratori, biblioteca, cinema-teatro e impianti sportivi: una vera comunità educativa autosufficiente.

Tra regime, guerra e Resistenza

Il rapporto con il fascismo è complesso e prudente. Don Filippin accetta compromessi formali per salvaguardare l’autonomia dell’istituto, ma quando il regime ostacola l’educazione, il conflitto emerge. Durante la Seconda guerra mondiale gli edifici vengono requisiti prima dalla Repubblica Sociale Italiana e poi occupati dalle truppe tedesche. La scuola diventa teatro di occupazioni, scontri e repressioni, mentre studenti ed ex allievi partecipano alla Resistenza.

Alla fine del conflitto, don Erminio entrerà nel Comitato di Liberazione Nazionale locale, diventando figura di riferimento nella transizione democratica del territorio.

La svolta lasalliana e la scuola che cambia

Il passaggio decisivo avviene alla fine degli anni Cinquanta con l’arrivo dei Fratelli delle Scuole Cristiane di San Giovanni Battista de La Salle. L’istituto entra in una rete educativa internazionale e si apre alla sperimentazione didattica. Negli anni del Sessantotto e delle riforme scolastiche, il Filippin non si chiude ma accoglie il cambiamento, ampliando indirizzi e approcci educativi.

Negli anni Ottanta arriva l’informatica, quando è ancora una scommessa; seguono l’internazionalizzazione, lo sport come strumento formativo e, più recentemente, l’attenzione alla personalizzazione dei percorsi e all’inclusione.

Un secolo dopo, la stessa missione

Oggi il Campus La Salle comprende scuola dell’infanzia, primaria e secondaria, percorsi bilingui e attività sportive di alto livello. Ma il filo rosso resta lo stesso, riassunto in una frase di don Erminio: “Mai scoraggiare, mai avvilire, mai disprezzare”.

Nell’introduzione del volume, il dirigente scolastico Sileno Rampado scrive: “Un secolo di storia e una sola missione: formare cittadini prima ancora che studenti”. E aggiunge: “La sfida non è riempire la testa, ma accendere la vita”.

La storia degli Istituti Filippin racconta così un’idea di scuola come atto civile e costruzione di futuro: una lezione che, a cent’anni dalla prima aula, continua a interrogare il presente.


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Di Sergio Capretta

Presidente e direttore responsabile di Valdo Tv, Organizzazione Giornalistica Europea Giornalista indipendente. European Journalist GNS Association - International News Agency Esperto nel settore dei media online e videomaking. Esperto in editing non lineare, social media, video, Web e programmazione.

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