Un evento di portata internazionale, come il passaggio della Fiamma olimpica in vista delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, diventa occasione di visibilità e racconto per i territori attraversati. Ma a Valdobbiadene, cuore storico insieme a Conegliano della denominazione Valdobbiadene DOCG, la presenza del tedoforo ha acceso una forte presa di posizione da parte del Comitato Conegliano e Valdobbiadene e della Confraternita di Valdobbiadene.

Il valore simbolico delle Olimpiadi e il nodo della rappresentanza

Le Olimpiadi, sottolineano i promotori del comunicato congiunto, non sono solo sport ma anche “un grande acceleratore narrativo”, capace di dare risalto alle peculiarità dei luoghi. Proprio per questo, secondo il Comitato e la Confraternita, le scelte simboliche legate alla rappresentanza istituzionale assumono un peso rilevante.

Il passaggio della Fiamma olimpica a Valdobbiadene – sottolinea il coordinatore del Comitato Conegliano e Valdobbiadene, Maurizio Favrel – è stato un evento di grande valore simbolico e collettivo. Proprio per questo, ogni scelta istituzionale e rappresentativa avrebbe dovuto prevedere il coinvolgimento coerente e rispettoso dei soggetti che, per storia, diritto e funzione, tutelano l’identità del territorio”.

La presenza del presidente Prosecco DOC al centro delle critiche

A suscitare indignazione è stata la scelta di affidare il ruolo di tedoforo al presidente della Denominazione Prosecco DOC, Giancarlo Guidolin, durante l’evento in piazza Marconi. Una decisione giudicata “incongruente” e percepita come una scorrettezza istituzionale, soprattutto alla luce dei rapporti già complessi tra i diversi Consorzi di tutela.

Ritengo che si sia trattato di un affronto per i produttori valdobbiadenesi – aggiunge il Gran Maestro della Confraternita di Valdobbiadene, Enrico Bortolomiol – una autentica e deprecabile prova di forza da parte della DOC, verso la quale abbiamo sempre cercato di far prevalere il dialogo”.

Mancato coinvolgimento e timori di sovrapposizione identitaria

Secondo quanto riportato, né il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG né le istituzioni locali sarebbero stati formalmente informati o coinvolti nell’organizzazione dell’evento.

Circostanza – prosegue Favrel – che assume rilevanza istituzionale grave, poiché un evento di portata internazionale si è svolto nel cuore della DOCG Conegliano Valdobbiadene con il presidente della Prosecco DOC in veste del tedoforo senza il coinvolgimento dei soggetti preposti alla tutela del territorio”.

Il timore espresso è quello di una progressiva sovrapposizione tra denominazioni distinte, con il rischio di un uso comunicativo dell’immagine storica della Valdobbiadene DOCG come semplice elemento trainante.

La richiesta di una presa di posizione ufficiale

Il Comitato continuerà a vigilare e ad agire affinché l’identità della zona geografica storica di Conegliano e Valdobbiadene non venga utilizzata come semplice scenografia comunicativa”, conclude Favrel, sollecitando una presa di posizione ufficiale del Consorzio di Tutela della DOCG.

Per Comitato e Confraternita, il passaggio della Fiamma non è stato una semplice visita, ma “una forzatura simbolica” che, in un contesto già delicato, viene letta come uno sconfinamento istituzionale in contrasto con lo spirito universale dell’olimpismo.


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Di Sergio Capretta

Presidente e direttore responsabile di Valdo Tv, Organizzazione Giornalistica Europea Giornalista indipendente. European Journalist GNS Association - International News Agency Esperto nel settore dei media online e videomaking. Esperto in editing non lineare, social media, video, Web e programmazione.

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