
La deflagrazione di un ordigno della Prima Guerra Mondiale è avvenuta in un deposito attrezzi privato
Un’esplosione improvvisa, violentissima, ha spezzato la quiete del primo pomeriggio di mercoledì 14 gennaio a Guia di Valdobbiadene, nel Trevigiano. A perdere la vita è stato Attilio Frare, 56 anni, ex imbianchino in pensione, morto a causa della deflagrazione di un residuato bellico risalente alla Prima Guerra Mondiale. L’episodio ha profondamente scosso la comunità locale, ancora incredula di fronte a una tragedia tanto improvvisa quanto drammatica.
L’esplosione nel deposito attrezzi
Secondo una prima ricostruzione effettuata dagli inquirenti, l’incidente è avvenuto attorno alle 13.20 all’interno di un deposito attrezzi annesso all’abitazione della vittima. L’uomo stava maneggiando un ordigno di fabbricazione austriaca, quando la bomba è esplosa tra le sue mani, provocandone la morte immediata. L’ordigno, riconducibile al primo conflitto mondiale, sarebbe stato detenuto illegalmente.
La passione per la storia e i rischi dei residuati bellici
Frare era noto come appassionato di storia locale e collezionista di reperti bellici, attività che svolgeva nel tempo libero anche come membro dell’associazione Valdostorica Odv. Un interesse coltivato per anni che, questa volta, si è trasformato in una trappola mortale. L’episodio riporta drammaticamente l’attenzione sui rischi legati al ritrovamento e alla manipolazione di ordigni inesplosi, ancora oggi presenti in diverse aree del Veneto, teatro della Grande Guerra.
Soccorsi e area messa in sicurezza
Sul posto sono intervenuti in breve tempo i Vigili del Fuoco, i Carabinieri e il personale sanitario del Suem 118, con ambulanze, auto medica ed elicottero. I soccorritori hanno verificato le condizioni di eventuali persone presenti nelle vicinanze al momento dell’esplosione. Non risultano, al momento, altri feriti gravi.
Considerata la possibile presenza di ulteriori residuati bellici nel deposito, è stato richiesto l’intervento degli artificieri, che hanno provveduto alla completa messa in sicurezza dell’area, consentendo l’avvio dei rilievi tecnici e delle indagini.
Indagini in corso
Le autorità stanno ora lavorando per chiarire l’esatta provenienza dell’ordigno e ricostruire nel dettaglio le circostanze che hanno portato alla detonazione. Un’indagine complessa, che si muove tra la ricostruzione storica e la necessità di prevenire nuovi rischi per la sicurezza pubblica.
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