
Dal 27 gennaio al 3 aprile dodici incontri gratuiti con ospiti di rilievo nazionale, tra cui Moni Ovadia, Marco Cappato, Marco Travaglio e Giorgio Vallortigara
Sernaglia della Battaglia si prepara a tornare al centro del dibattito culturale con la quarta edizione del Festival del Sapere, in programma dal 27 gennaio al 3 aprile 2026. Una rassegna a ingresso libero che porterà in Sala consiliare dodici serate dedicate ai grandi temi della contemporaneità, confermando la cultura come scelta strutturale di politica pubblica dell’Amministrazione comunale.
Il Festival del Sapere, promosso dal Comune con il coinvolgimento della biblioteca civica “Giocondo Pillonetto”, propone un percorso che intreccia saperi e linguaggi diversi: geopolitica, informazione, fine vita, carcere, sport, alimentazione, guerra, intelligenza animale e artificiale. Un progetto cresciuto nel tempo, oggi riconosciuto anche oltre l’ambito locale, con ricadute di interesse regionale e nazionale.
Un programma che legge il presente
Ad aprire il Festival, martedì 27 gennaio, sarà Moni Ovadia, con una riflessione sull’eredità di Primo Levi, sui fondamenti dell’umanità e sul significato della speranza. Nel corso delle settimane successive, il pubblico sarà accompagnato nell’analisi di alcune delle questioni più complesse del nostro tempo.
Marco Cappato affronterà il tema del fine vita e della libertà di scelta, mentre Maria Gabriella Lusi, direttrice del carcere Due Palazzi di Padova, offrirà uno sguardo diretto sulla realtà della detenzione e sui percorsi di recupero e reinserimento sociale. La salute e la prevenzione saranno al centro dell’incontro con Franco Berrino, dedicato al rapporto tra alimentazione e benessere.
Lo sguardo sugli scenari internazionali sarà affidato a Enrico Verga, chiamato ad analizzare il ruolo della finanza globale negli equilibri geopolitici, mentre il tema dell’informazione e dei rischi della disinformazione sarà affrontato da Marco Travaglio.
Sport, teatro e musica come strumenti educativi
Due appuntamenti saranno dedicati allo sport come esperienza umana ed educativa. Margherita Granbassi racconterà l’importanza di costruire un percorso di vita oltre l’agonismo, mentre Iliass Aouani, campione europeo e bronzo mondiale, porterà la sua testimonianza sullo sport come strumento di crescita e riscatto, anche nelle periferie.
Il Festival darà spazio anche ai linguaggi artistici: Luigi D’Elia porterà in scena lo spettacolo Fare un fuoco, mentre Beppe Carletti, fondatore dei Nomadi, racconterà la musica come veicolo di ideali e impegno civile. Tra gli incontri più attesi, quello con Giorgio Vallortigara, dedicato all’intelligenza animale, umana e artificiale, in un dialogo tra scienza e filosofia.
A chiudere la rassegna, venerdì 3 aprile, sarà la narrazione teatrale Tina Merlin, una voce libera, interpretata da Patricia Zanco, omaggio alla grande giornalista nel centenario della nascita.
Scuola e comunità al centro del progetto
Elemento distintivo dell’edizione 2026 è il coinvolgimento strutturato delle scuole del territorio. L’Istituto comprensivo “Ippolito Nievo” di Sernaglia, l’Isiss “Marco Casagrande” di Pieve di Soligo e l’Isiss “G. Verdi” di Valdobbiadene partecipano con percorsi didattici preparatori, trasformando gli incontri in occasioni di dialogo consapevole tra studenti e relatori.
«Il Festival del Sapere rappresenta per la nostra Amministrazione una scelta culturale precisa e coerente», dichiara il sindaco Mirco Villanova. «Costruiamo nel tempo uno spazio pubblico di riflessione capace di offrire strumenti per comprendere la complessità che viviamo». Il direttore artistico Ezio Pederiva sottolinea infine il valore simbolico della chiusura dedicata a Tina Merlin, «un doveroso omaggio al suo coraggio e alla sua instancabile lotta per la libertà e per la verità».
Se ti è piaciuto questo articolo, dimostra il tuo apprezzamento con un contributo volontario
