L’opera dello scultore Valentino Moro lungo la strada che sale verso il monte Cesen restituisce alla comunità un luogo di devozione storica

A Combai di Miane, lungo la panoramica strada che si arrampica tra curve e tornanti verso il monte Cesen, è tornato a vivere un luogo simbolo della devozione popolare. Qui è stata infatti installata una nuova edicola votiva dedicata a Sant’Antonio da Padova, che prende il posto di un antico capitello ligneo scomparso nel tempo. L’opera, intitolata Devozione, porta la firma dello scultore Valentino Moro ed è realizzata in ferro e pietra.

Un capitello tra memoria e paesaggio

Il nuovo capitello sorge esattamente nel punto in cui, per oltre mezzo secolo, si trovava una struttura in legno ormai distrutta dall’azione degli agenti atmosferici. «È qui che sorgeva da più di mezzo secolo un capitello in legno andato infine distrutto dal logorio del tempo e degli elementi», spiega l’artista. Un segno semplice ma profondamente radicato nella vita rurale, espressione di una devozione popolare molto sentita nei confronti del santo francescano, taumaturgo e protettore dei più fragili.

Quel capitello era stato voluto circa sessant’anni fa dalla famiglia Guizzo, che aveva scelto di collocarlo lungo il percorso verso il Cesen come punto di sosta e raccoglimento per viandanti e residenti.

L’iniziativa della famiglia Guizzo

Oggi, dove del vecchio capitello restava solo il ricordo, Giuseppina Guizzo ha deciso di restituire al luogo la sua funzione spirituale, commissionando una nuova edicola votiva dedicata a Sant’Antonio, «che aiuta chi è smarrito, consola chi soffre e soccorre i bisognosi». L’opera è anche un omaggio alla memoria dei genitori, rinsaldando il legame tra fede, famiglia e territorio.

L’opera di Valentino Moro

Valentino Moro ha concepito una scultura dal forte impatto simbolico: la statua di Sant’Antonio, raffigurato con il giglio bianco, emblema di purezza e di lotta contro il male, è collocata all’interno di un tronco d’albero cavo. «Il tronco in ferro, dalla corteccia robusta e rugosa, accoglie e protegge l’edicola votiva in pietra», racconta lo scultore.

Il Santo tiene tra le mani un libro chiuso, la Bibbia, che diventa seduta per il Bambino Gesù. «Come a voler indicare – aggiunge Moro – che tutti i suoi insegnamenti si ispirano sempre al libro sacro». Una scelta iconografica che unisce forza materica e profondità spirituale.

Tradizione e contemporaneità

Ferro e pietra, materiali solidi e duraturi, sostituiscono il legno del vecchio capitello, dando vita a un’opera monumentale capace di dialogare con il paesaggio e con la storia del luogo. Il nuovo capitello di Sant’Antonio non è solo un intervento artistico, ma un gesto di continuità culturale che riafferma il valore delle piccole devozioni locali, ancora oggi parte integrante dell’identità delle comunità collinari del Veneto.


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Di Sergio Capretta

Presidente e direttore responsabile di Valdo Tv, Organizzazione Giornalistica Europea Giornalista indipendente. European Journalist GNS Association - International News Agency Esperto nel settore dei media online e videomaking. Esperto in editing non lineare, social media, video, Web e programmazione.

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