Una mattinata di ascolto, consapevolezza e impegno concreto. È quella vissuta negli stabilimenti di Bioenologia 2.0 di Oderzo, azienda leader nella produzione di lieviti freschi per enologia, birra e panificazione, che ha scelto di fermare il lavoro per dedicare tempo e attenzione a una giornata di sensibilizzazione al dono degli organi, del sangue e della ricerca scientifica.

L’incontro con AIDO, AVIS e la testimonianza diretta

Dipendenti e collaboratori hanno partecipato a una conferenza con Angelo Tronchin, presidente provinciale AIDO, Mirco Tomasella, presidente AVIS di Salgareda, e Alessandro Larcher, medico urologo specialista nella cura del tumore al rene. Un confronto arricchito da una testimonianza personale intensa, quella di Teresa Gobbo, dipendente dell’azienda.

“Tutto nasce dalla malattia che ha colpito una nostra dipendente – ha spiegato Maurizio Polo, amministratore unico di Bioenologia 2.0 e Laboratorio Polo – e che per fortuna, e grazie a un delicato trapianto di reni, oggi sta bene”.

Teresa ha raccontato il suo percorso, segnato dalla nascita dei tre gemelli e da una grave emergenza clinica: “Ricordo che guardavo la flebo e le sacche di sangue che mi venivano somministrate, 26 in tutto, pensando con gratitudine ai donatori che avrei voluto ringraziare uno a uno”. Vent’anni dopo, l’attesa di un nuovo rene si è conclusa con una chiamata inattesa: “Grazie a un donatore anonimo che, perdendo la sua, mi ha ridato la vita”.

Donazione di organi e sangue: i numeri e le criticità

Nel suo intervento, Angelo Tronchin ha ribadito il valore della corretta informazione: “Purtroppo tra la popolazione sono aumentate paure e disinformazione”. I dati parlano chiaro: 2.110 donatori in Italia nel 2024, con un terzo dei potenziali donatori che ha espresso opposizione. Il Veneto resta un modello positivo, con 40 donatori per milione di abitanti, anche se il fenomeno del rifiuto è in crescita.

Sul fronte del sangue, Mirco Tomasella ha evidenziato la mancanza di ricambio generazionale: “Il problema grosso oggi è il plasma, che sempre più spesso siamo obbligati a importare dall’estero”, ricordando che diventare donatori AVIS è semplice e fondamentale per il sistema sanitario.

50mila euro alla Fondazione Amici di URI ETS

Il momento culminante della giornata è stata la consegna di un assegno da 50mila euro alla Fondazione Amici di URI ETS, da parte di Maurizio Polo, nelle mani del dottor Larcher. Una donazione che si aggiunge ai 125mila euro già devoluti negli anni precedenti.

“Aiutare chi lavora ogni giorno per sconfiggere il cancro è ora un dovere morale”, ha sottolineato Polo, spiegando che per il terzo anno consecutivo l’intero ricavato della vendita di Biostan, prodotto utilizzato in viticoltura e frutticoltura, è stato destinato alla ricerca oncologica.

Il dottor Larcher ha ringraziato a nome della Fondazione e dei ricercatori dell’Urological Research Institute del San Raffaele di Milano, ricordando come le donazioni sostengano progetti di ricerca preclinica, clinica e traslazionale sui tumori urologici. Un impegno che guarda all’innovazione, dalla chirurgia robotica all’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di migliorare cure e qualità della vita dei pazienti.


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Di Sergio Capretta

Presidente e direttore responsabile di Valdo Tv, Organizzazione Giornalistica Europea Giornalista indipendente. European Journalist GNS Association - International News Agency Esperto nel settore dei media online e videomaking. Esperto in editing non lineare, social media, video, Web e programmazione.

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