Pieve del Grappa (TV) – Trasformare il disuso in opportunità: è questo l’obiettivo del convegno “La Chiesa tra welfare, partecipazione e innovazione sociale”, in programma il 13 novembre agli Istituti Filippin di Pieve del Grappa. L’iniziativa, curata da Anna Manea, dottoranda all’Università Iuav di Venezia, con il supporto di 593 Studio e degli Istituti Paritari Filippin, riunisce architetti, urbanisti e dirigenti scolastici per riflettere sul futuro dei beni ecclesiastici in Italia.

Beni ecclesiastici tra innovazione e comunità

Il convegno affronta la sfida di restituire vita agli immobili della Chiesa attraverso la progettazione partecipata, metodo che unisce ricerca accademica, esperienza professionale e partecipazione diretta delle comunità. «Dal censimento elaborato dalla CEI, emergono 499 beni culturali architettonici censiti nella Diocesi di Treviso», spiega Anna Manea. «Solo il 20% sono edifici di culto; il restante patrimonio include oratori, strutture parrocchiali, campi sportivi e spazi di aggregazione. Per ripensare il futuro di questi luoghi è necessario partire da una conoscenza precisa e condivisa con le comunità».

Il messaggio centrale del convegno è chiaro: i beni ecclesiastici non devono rimanere spazi in attesa, ma diventare luoghi di accoglienza, welfare e innovazione sociale.

Esperienze e casi concreti

Tra i relatori figurano Luigi Bartolomei, Francesca Giani, Claudia Manenti, Maria Chiara Tosi e Tommaso Zorzi, che porteranno esperienze pratiche di rigenerazione di immobili ecclesiastici. L’iniziativa è patrocinata dalla Diocesi di Treviso, dalla Facoltà Teologica del Triveneto, dal Comune di Pieve del Grappa e da numerosi enti territoriali e accademici.

«Gli immobili della Chiesa non sono soltanto luoghi fisici, ma parti vive di un tessuto comunitario», dichiara Michele Sbrissa, Ceo di 593 Studio. «Ripensarli insieme, attraverso percorsi di co-progettazione e inclusione, significa restituire loro un’anima sociale e spirituale».

Sileno Rampado, dirigente scolastico del La Salle Campus, aggiunge: «La progettazione partecipata è una forma di educazione civica e spirituale. Coinvolgere le comunità significa costruire cultura, creare dialogo e rispondere ai bisogni reali del territorio».

Il caso di Mogliano: comunità e progettazione

Un esempio concreto arriva da Mogliano, dove otto parrocchie hanno avviato un percorso partecipativo per analizzare gli immobili ecclesiastici e immaginare nuove funzioni. Dai laboratori aperti a cittadini e cittadine, emerge che solo il 19% degli immobili censiti sono edifici di culto; gran parte del patrimonio riguarda spazi sociali, educativi e aggregativi. Le canonic­he rappresentano il 17%, le strutture parrocchiali un altro 17%, le strutture sportive il 15%, mentre spazi esterni e residenziali completano il quadro.

L’analisi include anche le relazioni tra le comunità e le persone che vivono questi spazi, considerando la diminuzione del numero dei clerici e l’importanza delle reti relazionali per sostenere le parrocchie più piccole e periferiche.

Le idee progettuali emerse puntano a identificare le strutture realmente necessarie, da condividere con tutta la cittadinanza, creando punti di riferimento aperti non solo ai fedeli, ma all’intera comunità locale.

Verso una nuova cultura del patrimonio ecclesiastico

Il convegno di Pieve del Grappa rappresenta una delle prime esperienze italiane di riflessione critica e progettazione partecipata sui beni ecclesiastici. Un percorso che unisce innovazione sociale, educazione civica e attenzione al territorio, aprendo nuove prospettive per il welfare comunitario e la valorizzazione di immobili finora considerati in disuso.


Se ti è piaciuto questo articolo, dimostra il tuo apprezzamento con un contributo volontario

Di Sergio Capretta

Presidente e direttore responsabile di Valdo Tv, Organizzazione Giornalistica Europea Giornalista indipendente. European Journalist GNS Association - International News Agency Esperto nel settore dei media online e videomaking. Esperto in editing non lineare, social media, video, Web e programmazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Translate »
Testata telematica non soggetta all’obbligo di registrazione. art. 3-bis legge 16 luglio 2012 n.103