
Non è autunno senza i Marroni di Combai. Le rostidore giganti sono tornate a girare e l’antico borgo della Pedemontana trevigiana si è popolato di visitatori per l’inaugurazione dell’81ª Festa dei Marroni IGP, avvenuta domenica 12 ottobre alla presenza di numerose autorità e di un pubblico entusiasta.
Un calendario ricco tra natura, arte e sapori
«Abbiamo predisposto un calendario ricco e variegato – ha spiegato la presidente della Pro Loco, Erika Follador – aggiungendo passeggiate guidate a tema geologico e tra arte e natura. Abbiamo voluto rispondere al desiderio di chi ama immergersi nel nostro territorio e conoscerlo meglio. Naturalmente non mancheranno i piatti della tradizione veneta declinati sui marroni, insieme alle caldarroste».
Le quattro settimane di festa, in programma fino al 2 novembre, proporranno degustazioni gastronomiche, mostre d’arte, musica dal vivo e momenti di convivialità, nel segno della valorizzazione del prodotto IGP e delle colline del Prosecco.
Il valore di una comunità e di un territorio
Per il sindaco di Miane, Moreno Guizzo, la rassegna rappresenta «un momento importante per l’intera collettività. Celebriamo un territorio generoso e una comunità che da 81 anni lavora con passione per mantenere alta la qualità di una manifestazione che unisce gastronomia, paesaggio e tradizione».
Alla cerimonia hanno preso parte anche Paola Chies per la Provincia di Treviso e il consigliere regionale Tommaso Razzolini, che ha sottolineato come il territorio, Patrimonio dell’Umanità, riesca a fondere armoniosamente bosco e vigna, marroni, prosecco e verdiso.
Il presidente dell’Associazione Produttori dei Marroni IGP, Luigi Buogo, ha tracciato un bilancio positivo dell’annata: «Marroni buoni e produttività in linea con le precedenti, anche se le grandinate hanno lasciato qualche segno».
Tra tradizione e futuro
Il senatore Luca De Carlo ha lodato la dedizione della Pro Loco: «Un lavoro encomiabile e prezioso. Il valore aggiunto di questa terra è l’operosità della sua gente, che non si risparmia nella tutela e valorizzazione del proprio territorio».
Parole condivise dal presidente onorario Giovanni Follador, che ha ricordato le origini della manifestazione: «La Pro Loco ha saputo mantenere viva una festa nata nell’immediato dopoguerra, innovando senza tradire le radici».
Arte e cultura a cielo aperto
Tra gli appuntamenti più attesi, la XXI edizione del Simposio di Scultura, che ha visto sette artisti interpretare il tema “Scorci di vita a Combai”, e il ritorno di BoscAR-T, dal 31 ottobre al 2 novembre. Da non perdere anche le mostre “Atmosfere veneziane”, con opere dei maestri vetrai di Murano, e “Combai in bianco e nero”, dedicata alla memoria storica del paese.
La Festa dei Marroni di Combai conferma così la sua formula vincente: unire tradizione, arte e territorio in un evento che racconta l’anima più autentica delle colline trevigiane.
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