
Dalla lirica alla composizione pop, l’artista Vania Marconato racconta la genesi del brano dedicato a Sammy Basso, scomparso lo scorso 5 ottobre. Il testo, nato dalle frasi più intime del giovane, è un inno alla vita che punta dritto alle Paralimpiadi di Cortina.
Montebelluna – Vania Marconato non è solo cantante lirica professionista e direttore d’orchestra, ma anche compositrice di musica e testi. Nata a Montebelluna, in provincia di Treviso, dirige la sua scuola, la Yaya Music, con sedi a Montebelluna, Asolo e Quero. È proprio dall’area trevigiana che è nata la sua ultima sfida artistica: onorare la memoria di Sammy Basso, l’attivista veneto affetto da progeria, scomparso improvvisamente il 5 ottobre 2024. Il risultato è la canzone dal titolo: Te vojo ben.
Abbiamo incontrato Vania Marconato qualche giorno prima della prima esposizione pubblica del brano, prevista per giovedì 9 ottobre su Canale Italia.
Come nasce l’idea di una canzone dedicata a Sammy Basso?
L’idea è nata in un momento molto triste. Ho saputo la notizia della scomparsa di Sammy (avvenuta ad Asolo, dove ho una sede della scuola, durante una festa di matrimonio dei suoi amici) il lunedì successivo. Questa cosa mi ha colpito molto. Io sono molto coinvolta nel tema della disabilità per motivi sia familiari che scolastici, dato che seguo molti ragazzi disabili. Non conoscevo Sammy di persona, ma la sua storia e la sua missione erano potenti. Ho pensato: sono una musicista, e nessuno ha ancora scritto nulla.
A quel punto hai contattato la famiglia?
Esattamente. Ho chiesto agli amici di famiglia di Sammy, di mettermi in contatto con i genitori, per proporre l’idea. Loro sono stati subito entusiasti, dicendomi un “assolutamente sì, bellissima idea”.
Il brano, Te vojo ben, ha un titolo molto personale. Qual è stato l’approccio alla stesura del testo?
Non volevo che la canzone fosse solo la mia visione di Sammy, che è limitata. Per avvicinarmi al messaggio che lui voleva dare al mondo – lui che ha girato il mondo – ho chiesto ai familiari di scrivermi delle frasi, degli aneddoti, delle cose che diceva in famiglia o con gli amici, non per forza quelle ufficiali dette in TV. Hanno raccolto diverse pagine intense di frasi, anche scherzose e divertenti, ma anche cose molto forti.
Quali sono i messaggi di Sammy che hai voluto far emergere?

Il titolo stesso, Te vojo ben, era il modo con cui lui salutava gli amici. È in Veneto perché siamo veneti, e mi interessava mantenere questa specificità, essendo una cosa che diceva lui. Il testo è molto attuale. Inizia così: “Se i potenti della terra capissero cosa significa lottare per la vita, credo non avrebbero il coraggio di fare la guerra”.
Un’altra frase che amo e che si ripete nel ritornello, e che è proprio sua, è questa: “E mentre loro da me imparavano la diversità io godevo della loro normalità”. È un messaggio potentissimo.
Infine, ho incluso anche la riflessione dove lui dice che non ha potuto scegliere la sua malattia, ma ha potuto scegliere come affrontarla. Questo è un messaggio grandissimo per tutti, affinché reagiscano davanti ai problemi anziché abbattersi.
E per quanto riguarda la musica? Sammy si è laureato in Scienze Naturali e in Biologia Molecolare, e ha fondato l’A.I.Pro.Sa.B. per la ricerca. Il suo spirito era combattivo e allegro. Questo si riflette nella composizione?
Assolutamente. Sammy era sempre incline a essere felice, un testimone assoluto della vita. Anche se io sono una cantante lirica, ho scelto di comporre una musica allegra, un misto pop, che ricorda un po’ gli 883 e Jovanotti. Volevo che fosse un inno alla vita, proprio come l’avrebbe interpretata lui. Sua mamma mi ha confermato che amava tutta la musica, inclusa la classica.
Il brano ha ricevuto l’approvazione ufficiale?
Sì, ho fatto ascoltare il testo e la musica sia alla commissione dell’Associazione Italiana Progeria Sammy Basso (A.I.Pro.Sa.B.), sia ai genitori. Sono stati felicissimi.
Chi interpreta la canzone?

L’abbiamo realizzata nella versione solista con Victor Perini e il coro della mia scuola, Yaya Music. Ho scelto Victor perché, pur essendo ancora in fase di studio del canto, ha una “voce touch” che riesce a trasmettere tantissime emozioni, e questo era fondamentale per la canzone. La famiglia ha apprezzato molto la sua interpretazione.
Quali sono i progetti futuri per Te vojo ben? Ha obiettivi particolari?
Il debutto è previsto per giovedì 9 ottobre su Canale Italia, nel programma Cantando ballando. Questa è la prima esposizione pubblica, ma la mia ambizione e la prossima sfida è riuscire a proporla alle Paralimpiadi dell’anno prossimo, a Cortina. Non ho i contatti giusti, ma ci proverò in tutti i modi, perché penso che il testo sia assolutamente adatto a un contesto del genere. Avremo anche un concerto, presumibilmente dopo Natale, al Teatro Maffioli di Caerano di San Marco, il cui ricavato andrà interamente all’A.I.Pro.Sa.B..
L’impegno di Vania Marconato e la filosofia Yaya Music
Tu dirigi la Yaya Music School da diversi anni. Qual è la tua filosofia didattica?
Insegno da 26 anni, dai piccolissimi (propedeutica alle materne) fino a persone di 85 anni. La scuola è specializzata nel canto, ma offriamo anche corsi per strumento. La mia idea è sempre stata un po’ innovativa: non mi limito alla lezione in aula, ma voglio far fare esperienza agli allievi, portandoli fuori a cantare. Fortunatamente sono riuscita a ristrutturare il “Vecchio Maglio”, che era la fucina di mio nonno. Ora è un salotto culturale privato dove teniamo eventi, concerti, e gli allievi possono allenarsi in un contesto reale, che va oltre i saggi scolastici.
Insisti molto sull’accessibilità della musica.

Esatto. La musica deve essere di tutti. Abbiamo una cabina di registrazione per inediti e i prezzi sono volutamente popolari, per permettere anche ai ragazzi che lavorano il fine settimana in pizzeria di potersi pagare le lezioni e registrare un brano a basso costo. Non diventeremo ricchi, ma non è quello che mi interessa. Voglio che la musica sia accessibile a chiunque.
Oltre al brano per Sammy, ci sono altri progetti futuri in cantiere?
Abbiamo molti progetti di spettacoli e concerti, soprattutto ora che abbiamo a disposizione il Teatro Maffioli a Caerano, oltre alla nostra sede. Continueremo a lavorare sugli inediti per gli allievi. Tra l’altro, questo non è il primo brano che scriviamo per un evento speciale; in precedenza avevamo realizzato Guardo negli occhi la mia città, dedicato a Montebelluna, in occasione del 150° anniversario del trasferimento del vecchio mercato.
Il 9 ottobre, la serata sarà un successo, anche grazie al Contest Voci Vere.
Sì, ho ideato e sono il direttore artistico del concorso nazionale Voci Vere della Pedemontana Veneta. Quella sera, Canale Italia ospiterà un piccolo contest televisivo con allievi da Veneto e Toscana, inclusi i vincitori del nostro concorso. Victor Perini, l’interprete di Te vojo ben, è anche un vincitore del contest, quindi farà diverse cose quella sera. Sarà una bellissima serata.
Se ti è piaciuto questo articolo, dimostra il tuo apprezzamento con un contributo volontario
