VALDOBBIADENE – Venerdì 5 settembre 2025 si è aperto a Villa dei Cedri il Festival dell’Innovazione Scolastica, con un seminario dedicato al tema “Le NCS: un ponte tra istruzione ed educazione”. Le competenze non cognitive (NCS) sono state al centro di riflessioni e confronti tra esperti, docenti e rappresentanti delle istituzioni, davanti a una platea di oltre 400 persone.
L’apertura e i saluti istituzionali
Ad accogliere i partecipanti è stato Alberto Raffaelli, direttore del Festival, seguito dal sindaco di Valdobbiadene Luciano Fregonese, che ha sottolineato l’orgoglio della comunità per ospitare un evento capace di unire “cultura, formazione e conoscenza”.
Un rappresentante della Regione Veneto, Tommaso Razzolini, ha evidenziato la crescita del Festival, arrivato a coinvolgere 72 scuole italiane e la prima realtà internazionale, proveniente dalla Finlandia.
Angela Colmellere, ha portato i saluti del Ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara, definendo l’insegnamento “artigianato dell’anima” e ricordando la legge 19 febbraio 2025, n. 22, che ha introdotto lo sviluppo delle competenze non cognitive nei percorsi didattici.
Il messaggio del Festival
Nel suo intervento, Raffaelli ha richiamato la metafora delle colline di Valdobbiadene, “ripide ma ricche di bellezza”, paragonandole alla sfida educativa. Ha poi annunciato il Premio “Bollicine della Scuola 2025”, assegnato a Franco Vaccari, fondatore di Rondine Cittadella della Pace, e invitato i presenti a collaborare alla creazione di un poster collettivo sulle NCS da presentare al Ministero.
La tavola rotonda sulle competenze non cognitive
La parte centrale del seminario è stata la tavola rotonda, moderata da Angelo Menù, con interventi di studiosi e rappresentanti istituzionali:
- Massimo Baldacci (Università di Urbino ‘Carlo Bo’): Ha proposto di utilizzare il concetto di “abiti caratteriali” (character habits), ispirandosi ad Aristotele e distinguendoli dalle semplici “abilità”. Ha sottolineato che la formazione del carattere avviene attraverso un “deutero-apprendimento”, un processo profondo e a lungo termine che va oltre l’apprendimento di base. Ha auspicato che la cura di questa dimensione passi da un curricolo implicito a uno esplicito, per una formazione completa della persona
- Cristiana Poggio (Vice Presidente Piazza dei Mestieri): Ha evidenziato l’importanza di una scuola che scommetta sulle fragilità dei ragazzi, considerandoli un valore e non “trasparenti”. Ha affermato che le NCS devono essere integrate con le materie di studio, non essere aggiuntive, e che devono essere esplicitate e valorizzate, favorendo l’autovalutazione degli studenti
- Damiano Previtali (Presidente Consiglio Nazionale Pubblica Istruzione): Ha illustrato la nuova legge sulle NCS come un’opportunità di sperimentazione nazionale che apre le scuole all’innovazione. Ha posto quattro domande fondamentali per l’attuazione della legge: come definire queste competenze, come educarle (metodologie, valutazione, certificazione), come qualificare i docenti per promuoverle e quali saranno i loro impatti
- Roberto Ricci (Presidente INVALSI): Collegato da remoto, ha confermato che le NCS sono un “alleato” per migliorare i risultati cognitivi tradizionali, contribuendo a ridurre le disparità legate all’ambiente di provenienza degli studenti. Ha sottolineato la necessità di un sistema rigoroso ma “garbato” di valutazione degli impatti
- Carmela Palumbo (Capo Dipartimento Ministero dell’Istruzione e del Merito): Ha ringraziato gli organizzatori del Festival per la loro capacità di innovazione. Ha ribadito l’impegno del Ministero, citando il successo nell’anticipare le operazioni di avvio dell’anno scolastico e la conferma dei docenti di sostegno. Ha concordato sulla necessità di portare lo sviluppo delle NCS da un curricolo implicito a uno esplicito, considerandole sia un prerequisito che un obiettivo dell’apprendimento. Ha annunciato la creazione di un gruppo di lavoro ministeriale, con il coinvolgimento di SAFI, Indire e Invalsi, per elaborare un quadro di riferimento e un piano di formazione triennale per le scuole
- Giorgio Vittadini (Presidente Fondazione per la Sussidiarietà): Ha riassunto i temi sottolineando che il “cognitivo” non è un meccanismo per il mondo del lavoro, ma un metodo per affrontare il cambiamento. Ha enfatizzato che la vera qualità dell’istruzione risiede negli “abiti”, nella creatività e nella personalità. Ha posto l’accento sul ruolo cruciale dell’insegnante come soggetto che incontra e scopre il potenziale nascosto negli studenti. Ha evidenziato la forza del “dal basso” della scuola italiana e la necessità di trasformare le numerose sperimentazioni in un metodo. Ha auspicato una collaborazione tra scuole, Ministero e Accademia per sviluppare una concezione “olistica” di questi abiti
Prospettive e attese
I relatori hanno auspicato che entro il prossimo anno almeno 500 scuole possano avviare percorsi sperimentali sulle competenze non cognitive, con una cornice chiara e un sistema di valutazione efficace.
A chiudere l’incontro, ancora Raffaelli, che con ironia ha ricordato la pioggia improvvisa come “una sperimentazione diretta di collaboratività e affrontamento dell’imprevisto”. Un brindisi di benvenuto ha concluso la serata.
Le competenze non cognitive emergono dunque come un pilastro del rinnovamento educativo, con il Veneto protagonista di un dibattito che avrà ricadute in tutto il sistema scolastico nazionale.
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