Un quarto di secolo di Festa della Montagna
La 25ª Festa della Montagna si è svolta il 23 agosto 2025 a Pianezze, frazione del Comune di Valdobbiadene. L’appuntamento, organizzato dal Club Amici della Montagna con il sostegno dell’amministrazione comunale, ha confermato la sua vocazione: un’occasione per “incontrarci in montagna per parlare di montagna e per vedere quali sono i problemi”.
L’evento, che da 25 anni valorizza il lavoro dei malghesi e la ricchezza del territorio, ha proposto mercatini, mostre fotografiche, convegni e degustazioni dedicate ai formaggi di malga.
Autorità e testimonianze
Il presidente del Club Fabio Calegaro ha aperto i lavori salutando un’ampia rappresentanza di autorità civili e militari: dal sindaco di Valdobbiadene, Luciano Fregonese, al vicepresidente Pierantonio Geronazzo, dagli assessori Marco Miotto e Federico Caner (Regione Veneto) al direttore UNESCO Federico della Puppa, fino ai rappresentanti delle forze dell’ordine.
Gli interventi hanno toccato temi cruciali per il futuro delle zone montane: dalla tutela ambientale al ruolo economico delle produzioni tipiche, fino alle sfide dei cambiamenti climatici.
La montagna come risorsa e presidio
Il sindaco ha ricordato come la montagna rappresenti una “enorme ricchezza non tanto dal punto di vista economico ma dal punto di vista della biodiversità”.
Dal canto suo, Federico della Puppa ha evidenziato: “Le colline non ci sarebbero se non ci fosse stata la montagna”, avvertendo però i rischi di una “stagione di abbandono” che solo in parte sembra invertita da segnali di ritorno.
L’assessore provinciale Claudio Sartor ha sottolineato la crescita del turismo montano ma anche le difficoltà legate alla mancanza di neve per lo sci e alla carenza di fondi per la manutenzione del territorio, spesso affrontata solo in emergenza dopo frane e smottamenti.
Malghe e produzioni tipiche
Grande spazio è stato dedicato al ruolo dei malghesi, definiti da Terenzio Borga “gli eroi del nostro tempo”. L’Assessore regionale Caner ha ricordato i bandi che finanziano fino al 90% gli investimenti per pastorizzazione, refrigerazione e acqua potabile nelle malghe: un sostegno considerato vitale per il presidio territoriale.
Non è mancata la celebrazione della qualità casearia locale, dal Morlacco del Grappa al Monte Cesen, premiati anche in concorsi nazionali. Come è stato sottolineato: “Qui non compri formaggio, compri storia, cultura, lavoro, sudore, ambiente”.
Sfide ambientali e nuove presenze faunistiche
Il maresciallo dei Carabinieri Forestali Luca Bissoni ha aggiornato sullo stato dell’ambiente montano: aumento di ungulati, ritorno dei predatori e “quattro passaggi di orsi” con la “prima riproduzione certificata” di lupi tra Segusino e Malga Mont. Una dinamica che impone piani di gestione aggiornati e maggiore informazione per i frequentatori della montagna.
Cultura, storia e memoria
Accanto al convegno, la mostra fotografica “Immagini di ricordi” ha raccontato la vita di montagna attraverso simboli religiosi, momenti di comunità e tradizioni come la gara La Musada del 1998. Un percorso che ha evidenziato anche i cambiamenti climatici, ricordando gare sciistiche che oggi non sono più possibili.
Il gusto della montagna
La manifestazione si è conclusa con la degustazione dei formaggi di malga 2025, guidata da Mauro Gava dell’ONAF. Un’occasione per scoprire le caratteristiche sensoriali di prodotti che, come spiegato, “devono ricordare i prati, l’erba, avere quel sentore di animale… sapere da stalla ma non deve essere stalla”.
Un impegno per il futuro
La Festa della Montagna di Valdobbiadene ha ribadito un concetto chiave: “Presidiare la malga significa presidiare il territorio”. Tra sfide ambientali e nuove opportunità, il lavoro dei malghesi rimane fondamentale non solo per l’economia, ma per la salvaguardia dell’intero paesaggio veneto.
Pubblicità
