TARZO (TV) – Inaugurato il 5 agosto 2025, il Leone di Tarzo di Marco Martalar domina il lago di Revine con i suoi oltre sette metri di altezza e dieci di lunghezza. L’opera, realizzata con legno recuperato dalla tempesta Vaia e tralci di vite locali, celebra il sesto anniversario delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene come Patrimonio Mondiale UNESCO.
Un simbolo per le Colline del Prosecco
Il Leone di Tarzo è già entrato nei primati come il leone di legno più grande del mondo, ma il suo valore va oltre la dimensione. È un omaggio alla forza e resilienza del territorio, alla sua storia e alla sua identità.
«Il Leone di Tarzo è un manifesto identitario che celebra la forza, la storia e la rinascita del nostro territorio» – ha dichiarato il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia.
Realizzato con materiali naturali e di recupero, il Leone unisce idealmente le montagne, le colline e la laguna, richiamando il simbolo della Serenissima e la memoria del trasporto del legname verso Venezia.
Land Art e sostenibilità
Il dialogo con il paesaggio
Secondo Marina Montedoro, presidente dell’Associazione per il Patrimonio delle Colline UNESCO, il Leone di Tarzo è un esempio di Land Art che si inserisce «con grande armonia e rispetto nel contesto naturale del Lago di Tarzo».
Materiali che raccontano una storia
Il legno abbattuto dalla tempesta Vaia e i tralci di vite provenienti dalle colline non sono semplici elementi costruttivi: raccontano una storia di rinascita, trasformando la memoria di una distruzione in un simbolo di bellezza.
Marco Martalar e il legame con la comunità
L’artista Marco Martalar, noto per opere come il Cervo delle Dolomiti e l’Aquila Vaia, ha trascorso quattro mesi a Tarzo per la realizzazione del Leone.
«Questa scultura nasce come riflessione sulla fragilità della natura, ma anche sulla sua capacità di rigenerarsi» – ha raccontato Martalar.
Oltre al lavoro artistico, l’esperienza è stata anche un’immersione nella vita del paese, tra osterie, agriturismi e incontri con la comunità, che ha accolto l’artista come uno di casa.
L’orgoglio di Tarzo
Il sindaco Gianangelo Bof ha definito l’opera «un dono prezioso per il nostro Comune», capace di integrare arte, natura e storia millenaria del paesaggio.
La collocazione lungo il lago di Revine rende il Leone di Tarzo una nuova tappa culturale e turistica, pronta ad attrarre visitatori italiani e internazionali.
Un nuovo richiamo culturale e turistico
L’inaugurazione ha visto la partecipazione di cittadini, turisti, operatori culturali e rappresentanti istituzionali. A sei anni dal riconoscimento UNESCO, le Colline del Prosecco si confermano un luogo dove arte, paesaggio e creatività contemporanea convivono e si valorizzano reciprocamente.
Il Leone di Tarzo non è solo una scultura: è un ponte tra passato e futuro, un simbolo di resilienza e un invito a scoprire il Veneto con occhi nuovi.
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