
Flash mob e striscioni per dire no al fondo unico UE: “Questa non è l’Europa che vogliamo”
Una protesta simbolica, ma carica di significato
Un’azione decisa e visibile quella messa in atto dai Giovani Coldiretti Treviso, che si sono uniti alla mobilitazione europea promossa dall’associazione agricola italiana, con un blitz davanti alla Commissione Europea a Bruxelles e in quattro punti simbolici di Roma. Obiettivo: difendere l’agricoltura europea, la produzione alimentare e la democrazia, minacciate – secondo Coldiretti – dalle recenti proposte della Commissione guidata da Ursula Von der Leyen.
In prima linea dalla Marca trevigiana, il delegato provinciale e regionale Marco De Zotti e il segretario Luca Colussi, al fianco di centinaia di giovani agricoltori europei. L’azione si è svolta in modo coordinato, tra l’edificio di Farm Europe a Bruxelles e luoghi iconici della Capitale come il Colosseo, la Fontana di Trevi e Piazza Navona.
Il cuore della protesta: no al fondo unico UE

Il fulcro della contestazione è la proposta, in discussione in queste ore, di un fondo unico tra politiche di coesione e politica agricola, che metterebbe fine – per la prima volta dal 1962 – a un bilancio europeo chiaramente destinato all’agricoltura. Una decisione che, per Coldiretti, rappresenterebbe un colpo durissimo per la produzione di cibo in Europa e per la sicurezza alimentare dei cittadini.
“Abbiamo bisogno dell’Europa come il pane, ma questa non è l’Europa che vogliamo” è stato il messaggio forte lanciato durante il flash mob, accompagnato da striscioni e cartelli che raffiguravano la presidente della Commissione Europea in una distopica “Vonderland”, simbolo di un’Unione Europea sempre più percepita come autocratica e distante dalla realtà dei cittadini.
Le voci dalla protesta: “Sentinelle della democrazia”
Marco De Zotti, in rappresentanza dei Giovani Coldiretti Treviso, ha spiegato con parole nette le ragioni della loro presenza a Bruxelles:
“Siamo qui per difendere il nostro futuro, ma anche quello di tutti i cittadini europei. Vogliamo un’Europa che ascolti, che costruisca, che protegga chi lavora la terra e produce cibo ogni giorno. Quella che ci stanno proponendo oggi non è l’Europa dei padri fondatori, ma una deriva tecnocratica che penalizza la nostra generazione e compromette la sicurezza alimentare del continente.”
Dal cuore dell’Unione arriva anche la denuncia di Ettore Prandini, presidente nazionale di Coldiretti:
“Siamo scesi in piazza perché è in gioco molto più del nostro futuro: è in gioco la democrazia e la stessa idea di Europa.”
E ancora da Roma, il segretario generale Vincenzo Gesmundo ha ribadito:
“La speranza ha due figli, lo sdegno e il coraggio. E oggi è il tempo di entrambi. Dobbiamo fermare chi vuole smantellare la Politica Agricola Comune per finanziare i carri armati al posto del pane.”
Coldiretti e il Veneto: una battaglia che parte dal territorio
L’impegno dei Giovani Coldiretti Treviso in questa battaglia europea sottolinea quanto il legame con il territorio sia ancora forte tra le nuove generazioni di imprenditori agricoli. La loro presenza a Bruxelles testimonia una consapevolezza crescente: senza politiche agricole solide, il tessuto economico e sociale delle campagne venete rischia di sgretolarsi.
Un segnale chiaro, dunque, da parte di chi ogni giorno lavora la terra e chiede solo di poter continuare a farlo, in un contesto europeo che non li escluda, ma li riconosca e li tuteli.
La mobilitazione arriva a ridosso di importanti decisioni sul bilancio dell’UE, con un clima politico teso anche a causa della minaccia di nuovi dazi USA e della percezione di un’Unione Europea sempre più burocratica. Coldiretti promette nuove azioni se le richieste del mondo agricolo non saranno ascoltate.
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