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Francesco Sartor, a 100 anni dalla morte

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Il 13 settembre è ricorso il centenario dalla morte dello scultore Francesco Sartor. Una figura locale poco conosciuta, eppure importante nel panorama artistico veneto a cavallo tra Ottocento e Novecento. 

Per “scolpire”, tracciare un breve ritratto di questo artista, ho scritto al professor Giancarlo Cunial, insegnante di filosofia e appassionato di storia locale, volto noto a chi segue da tempo le attività di ValdoTv.


Chi è stato Francesco Sartor?

Francesco Sartor è stato uno degli scultori veneti, vissuti tra Ottocento e Novecento. Nato a Cavaso del Tomba nel 1865, cresciuto in una famiglia di contadini che lavoravano la terra, ha manifestato fin da piccolino la passione per il disegno e la modellazione. Aiutato da alcune autorità del paese a sviluppare le sue attitudini artistiche, per due anni ha frequentato la Gipsoteca di Possagno, recandovisi a piedi ogni mattina, alla scuola di Pasino Tonin che era non solo il conservatore del museo ma anche l’ultimo scultore allievo della scuola di Canova. Dopo l’esperienza possagnese, Sartor è passato a Venezia per svolgere un altro e interessante tirocinio nello studio dello scultore Augusto Benvenuti (l’autore della statua di Giorgione a Castelfranco).  Da questi due laboratori, Sartor è uscito rafforzato nel metodo e coltivato nei modelli espressivi, tanto da aprire, in una stanza della sua casa di Cavaso, un suo proprio studio di produzione artistica dove “la luce non si spegneva mai, neanche di notte”…

Qual è il filo conduttore, la “filosofia” che si cela dietro le sue opere?

Le statue di Francesco Sartor decorano tuttora chiese, abitazioni, cimiteri  in tante città e paesi del Veneto (e non solo). Sartor si sentiva portato a esprimere con piacevole realismo ritratti di personalità e di gente comune (dagli imperatori romani a Pio X, dallo scolaro negligente al contadinello alla donna di paese), come chiedeva il gusto tardo romantico dell’epoca. Credo, però, che la produzione più significativa di Sartor sia quella di soggetto religioso (dai tantissimi Santi alla Vergine, dagli angeli tombali al meraviglioso Trionfo della Croce, oggi nella chiesa di Cavaso, forse la sua opera più bella).

Perchè meriterebbe di essere considerato e riscoperto come artista?

Francesco Sartor non ha avuto dopo la sua morte la fortuna e la fama che meritava. La Grande Guerra, quando è arrivata sul massiccio del Grappa, ha distrutto lo studio dello scultore, distruggendo la straordinaria raccolta di modelli, calchi, gessi e marmi che vi era contenuta. Poi c’è da dire che Sartor non ha lavorato in una città (come poteva essere Bassano, Treviso, Castelfranco). Ha preferito restare nel suo paese natale dove la diffusione del suo stile e della sua notorietà è stata meno forte. C’è poi un altro motivo per cui solo recentemente sono ripresi gli studi e le ricerche su questo artista e riguarda la sua vicinanza con il papa Pio X: Francesco Sartor sposò infatti Amalia Parolin, la nipote di Giuseppe Sarto (Pio X). Scolpì alcuni busti del papa, riprodusse per commissione dello stesso papa diverse statue che sono oggi nella chiesa parrocchiale di Riese e nel vicino santuario delle Cendrole.  Insomma, è diventato “lo scultore di Pio X”. E quando Pio X morì (alla vigilia della Guerra) sembrò terminare anche la stagione più vivace della produzione statuaria di Sartor. Si riparlerà di Pio X solo nel 1951 quando venne proclamato beato e nel 1954 quando fu canonizzato. E con la gloria degli altari dell’augusto zio, anche l’arte del nipote Sartor riprese ad essere apprezzata…


Un personaggio “adombrato”, che però si è impegnato per la propria comunità: ad esempio, Sartor fu tra coloro che si adoperarono per mettere in salvo le opere della Gipsoteca canoviana di Possagno sfuggite al bombardamento del Natale 1917, durante la Grande Guerra.

Nella data precisa e nei giorni a ridosso dell’anniversario numerosi sono stati gli eventi per ricordare Francesco Sartor.
Altre iniziative sono in programma per la primavera del 2021.Più informazioni, sia sulla storia dell’artista che sul calendario degli eventi in suo ricordo, si possono trovare all’indirizzo: https://www.francescosartorscultore.it/



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