Zaia inaugura rianimazione e gruppo operatorio all’ospedale di Feltre

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Portare il suo personale ringraziamento a tutto il personale dell’Ulss 1 Dolomiti per l’efficienza e l’impegno dimostrati durante l’emergenza Covid-19, inaugurare due reparti di punta come la nuova Rianimazione e il nuovo Gruppo Operatorio, rendere omaggio alla memoria del dottor Michele de Boni, amato e stimato gastroenterologo al cui appassionato lavoro si deve la qualifica dell’Ospedale di Feltre a Centro di Riferimento regionale per la gastroenterologia oncologica.

Sono questi i tre obbiettivi con i quali, oggi, il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, accompagnato dall’Assessore regionale Gianpaolo Bottacin, dal direttore generale Adriano Rasi Caldogno e da numerose autorità civili, militari  e religiose, è salito al Santa Maria del Prato di Feltre, per un’intensa ora tra incontri con medici e infermieri nella sala convegni, e un attento sopralluogo alle nuove strutture, “che portano – ha detto – questo ospedale nel top della rete ospedaliera regionale e che dimostrano tutta l’attenzione della Regione per la sanità di montagna”, preceduto dalla cerimonia di inaugurazione e dalla scopertura di una stele in memoria del dottor de Boni.

L’intera piastra dell’Ospedale è stata realizzata con un investimento complessivo di 40,8 milioni di euro. Per la nuova rianimazione sono stati spesi 3.601.000 euro, più 449 mila per le apparecchiatura. Il nuovo Gruppo Operatorio, composto da sette sale, è costato 6.163.000 euro, più 1.742 mila di apparecchiature.

“Anche quando qualche fenomeno ci accusava di trascurare la montagna – ha detto Zaia – noi non abbiamo mai mollato la presa, e questi sono i risultati: l’eccellenza, in questo caso di Feltre, cresce ancora. E non ci fermeremo, né nel bellunese, né in tutto il resto del Veneto, perché alle sole tecnologie di ultima generazione dedichiamo ogni anno, anche in questo particolarmente difficile, 70 milioni di euro”.

Il Governatore ha voluto ancora una volta sfatare la diceria secondo la quale la Regione Veneto starebbe “svendendo” la sanità ai privati. “Insistono a dirlo – ha detto – certi premi Nobel che quel premio non l’hanno mai visto neanche in foto. E’ invece vero che il peso del privato è una delle percentuali più basse d’Italia e che, nell’emergenza Covid, solo il 5% dei letti necessari sono venuti dal privato. La gestione e la plancia di comando dell’emergenza, in Veneto, è stata tutta pubblica. Il privato, che è tutt’altro che da demonizzare, perché anzi è un buon partner e anche uno stimolo a far meglio in una competizione virtuosa con il pubblico, si è messo a disposizione per aiutare al bisogno. Due esempi? Il San Camillo di Treviso e Villa Salus di Mestre. Si sono offerti senza chiedere niente in cambio e sono divenuti due della rete dei Covid-Hospital che abbiamo creato in Veneto. Questo si chiama fare squadra”.

Zaia ha anche espresso la convinzione che le nuove dotazioni del Santa Maria del Prato saranno molto utili per rafforzare l’attrattività della struttura da fuori regione, che, nel 2019, ha registrato un attivo di 1.361.000 euro.

Il presidio di Feltre è anche riferimento extraregionale per l’assistenza ai residenti nella comunità di valle del Primiero.


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