Il Consiglio dei Ministri impugna la legge Veneta

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“E’ arrivato come un fulmine a ciel sereno. Sarebbe stato meglio, da parte del Governo, usare il buon senso perché in questo caso non stiamo parlando di chissà quale strana operazione, ma della nascita di una facoltà, di un corso di laurea in medicina e chirurgia a Treviso, una sede che ha già otto cliniche universitarie, i primi anni di insegnamento, e che con questa legge completa un ciclo virtuoso iniziato molti anni fa”.

Così, il Presidente della Regione del Veneto commenta l’azione di ricorso decisa dal Consiglio dei Ministri, atto ad impugnare ed invalidare la legge regionale che istituisce un corso di laurea completo in medicina e chirurgia a Treviso, in pieno accordo con l’Università di Padova.

Il commento di Zaia

“Tutto – sottolinea Zaia – è stato portato avanti e definito in totale collaborazione con l’Università e il Rettore Rizzuto e con la sua prestigiosa Scuola di Medicina presieduta dal professor Merigliano. Un’operazione, tra l’altro, in linea perfetta con l’importanza di rafforzare la formazione in sanità, emersa con tanta evidenza nel corso dell’emergenza Covid-19”.

“Ho appreso con stupore – prosegue il Governatore – che il ricorso è stato chiesto dai Ministeri della Salute e dell’Economia. Ne ho immediatamente parlato con il Ministro per gli Affari Regionali Boccia – riferisce Zaia – e mi auguro che ci sia la possibilità di sedersi a un tavolo per evitare il prosieguo dell’istanza. Se così non fosse – annuncia il Presidente del Veneto – ricorreremo in tutte le sedi appropriate per difendere e affermare le nostre buone ragioni”.



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