Opinione: la comunicazione

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Sportbox e comunicazione

La comunicazione in questo momento, dovrebbe essere, dal punto di vista psicologo imperniata di senso della motivazione, dando allo stesso tempo risposte pratiche e speranze.

Nella comunicazione che ieri sera è stata data dal Primo Ministro Conte mancano i cardini di supporto a decine di migliaia di piccoli imprenditori, dei settori peraltro legati all’igiene personale come i parrucchieri e gli estetisti ad esempio, ma la lista sarebbe lunga.

È un errore grave di impostazione presentarsi a comunicare l’interruzione di questo genere di servizi, ponendosi al pubblico in un ordine perfetto esteticamente.
Poiché questa è l’antitesi della condizione popolare attuale.

È un errore prorogare la riapertura di questi servizi chiedendo un sacrificio non supportato dalle misure per farlo.
La minaccia di talune categorie allo sciopero fiscale lo dimostra.
È un fatto pratico che chi non ha entrate non possa pagare i fornitori e meno che meno le imposte.

A cosa servono le imposte nazionali?

Servono a garantire un sussidio sociale previsto o imprevedibile.
Questo periodo rientra nella categoria dell’imprevedibile.
Lo è per lo Stato e a maggiore ragione lo è per le imprese.
Gli imprenditori piangono, sì che piangono dopo aver sentito il discorso.
Ecco la falla non solo nel non bloccare le imposte, atto dovuto, giacché i tempi si prolungano.
Ecco la falla comunicativa.

Se fai piangere il tuo popolo, sei responsabile anche della mancanza di capacità della comunicazione, che deve motivare a resistere e dare speranza.
Se sotterra la psiche è un errore madornale imperdonabile del quale chi è responsabile della comunicazione deve pagare con il licenziamento in tronco, perché il motivo sussiste. Non è una questione politica è una questione professionale.

Sportbox

SPORTBOX da oltre dieci anni è con le sue voci, nelle piazze a comunicare, se avessimo comunicato così, molto meno avrebbero cercato il traguardo.
Molti si sarebbero ritirati.
Molti non sarebbero tornati sulle stesse linee di partenza.
Avrebbero giustamente chiesto di cambiare lo Speaker ed avrebbero contestato le colonne sonore.

SPORTBOX oggi è dalla parte dei piccoli imprenditori che si sentono in blocco presi in giro e piangono.
Se loro devono fallire, lo Stato deve fallire, con lo stesso sacrificio.
Uno non può pagare, l’altro ha il dovere di cancellare il debito, quantomeno e non di chiedere senza dare, perché è poco rappresentativo della comunicazione del sacrificio.
Io mi sacrifico, tu ti sacrifichi con me.
Io mi ritiro, tu ti ritiri con me.
Ma se tu mi dai la forza di resistere, lo Stato avrà la forza di resistere.
È la forza che arriva dando la motivazione, non certo generando lacrime.
È un principio fondamentale della motivazione che un comunicatore ha il dovere di trasmettere.

Il discorso di domenica 26 aprile 2020, dello Stato agli imprenditori è un gravissimo condensato tra errori di comunicazione, mancanza di strumenti di investimento o sussistenza e di insufficiente rappresentatività.
Lo Stato siamo noi.
Lo Stato di presenta spettinato, se il suo popolo è spettinato.
Lo Stato rinuncia se il suo popolo rinuncia.
E non è questione di Rivoluzione.
È la Costituzione.

Lo Stato licenzi chi se ne è occupato e preveda subito di fermare le richieste economiche sulle imposte.

Dando speranza e forza.
Non lacrime e tensione.

Alexander Geronazzo
SPORTBOX
Comunicazione.


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