Successo per l’evento a Soligo, dedicato a Gino Bartali, il campione che salvò gli ebrei

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“…certe medaglie si appendono all’anima, non alla giacca.” (G. Bartali)

Venerdì 31 gennaio, in concomitanza con la Giornata della Memoria 2020, parole, musica e ricordi in onore di Gino Bartali, in occasione dell’evento a lui dedicato, “Gino Bartali, Giusto tra le nazioni. Il campione di ciclismo che salvò gli ebrei”, promosso da Parrocchia di Soligo, Circolo Noi e Istituto Diocesano “Beato Toniolo. Le vie dei Santi”.

Ne avevamo dato comunicazione in questo articolo, e molte persone hanno risposto positivamente, incontrandosi presso il centro parrocchiale di Soligo, per rievocare le gesta del mito del ciclismo che salvò almeno 800 cittadini italiani ebrei durante la seconda guerra mondiale.           

Gino Bartali fu protagonista nel 1943 – 44  di un’organizzazione clandestina che riuscì a salvare molti ebrei dalla persecuzione e dalla deportazione nei campi di sterminio: i documenti d’identità falsi per la salvezza di tante famiglie venivano nascosti da Bartali nel telaio della sua bicicletta nei viaggi continui tra Assisi e Firenze.

Introdotta dal parroco di Soligo, don Brunone De Toffol, anche nella sua veste di delegato vescovile per la pastorale del tempo libero, del turismo, dei pellegrinaggi e dello sport, la serata è stata animata dalle voci in musica di Jessica Della Colletta e di Enrico Nadai e dalle esecuzioni alla chitarra di Nicola Boatin e Tiziano Vettoretti, voce recitante Elisa Nadai, che con grande bravura e sensibilità hanno donato in vari momenti composizioni, canti, emozioni e riflessioni commosse sulla storia di chi fu travolto e annientato dall’abisso del male durante il secondo conflitto mondiale.  

Dopo il saluto del sindaco di Farra di Soligo, Mattia Perencin, è toccato a Marco Zabotti, direttore scientifico dell’Istituto Beato Toniolo, raccontare la storia personale, di fede  e umanitaria di Gino Bartali, spesso non ancora conosciuta, quale socio di Azione Cattolica sin dall’infanzia, fervente cristiano, che solo negli ultimi anni accettò di rivelare la straordinaria opera compiuta, ricevendo postuma la medaglia d’oro al valor civile nel 2005 dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, dichiarato “Giusto tra le Nazioni” da Israele nel 2013 e insignito della cittadinanza onoraria dello Stato d’Israele nel 2018.                               

Sono poi  intervenuti Albino Bertazzon, capogruppo degli Alpini di Pieve e giudice di gara di ciclismo per 44 anni, che ha portato la sua importanza testimonianza sulla conoscenza diretta di Bartali e su tanti episodi della sua straordinaria carriera, e  Andrea Susana, sindaco di Portobuffolè,  comune che ricorda da qualche anno la Giornata Europea della Cultura Ebraica e che proprio di recente ha presentato un libro su Bartali, Borgo tra i più belli d’Italia anche sede di un importante Museo del Ciclismo. E proprio sulla storia e l’attualità di questa realizzazione espositiva hanno parlato nell’occasione Mario Biancotto, tra i promotori della nascita del Museo, e Valter De Martin, delegato allo sport del Comune di Portobuffolè.                                                 

E poi tanti interventi, di appassionati locali del ciclismo che hanno ricordato l’epopea di Bartali e anche il suo passaggio in zona per un evento a Soligo, e di persone che hanno voluto raccontare viaggi recenti in gruppo nei campi di sterminio per conoscere la terribile verità di quelle pagine di storia, da non dimenticare mai.  “Una serata “necessaria” – è stato detto alla fine nei commenti dei partecipanti –  che ha visto incontrarsi storie e generazioni diverse accomunate dall’amore ai grandi valori umani e cristiani e dall’impegno a promuovere  sempre la libertà, la pace e la solidarietà per tutti.

L’evento si è svolto con il patrocinio dei comuni di Farra di Soligo, Portobuffolè e Pieve di Soligo, e in collaborazione con l’Associazione Musicale Toti Dal Monte, la Piccola Orchestra Veneta, la rete culturale Vite Illustri Pieve  e i gruppi Alpini di Soligo e Pieve.

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