Il Premio Guglielmo Zancaner 2020 va a Danilo Coppe

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#Valdotv #Valdobbiadene- Quest’anno il premio Guglielmo Zancaner 2020, a nome dell’industriale visionario che creò il distretto dell’occhiale nel basso feltrino ricordato annualmente, verrà consegnato a Danilo Coppe, l’esplosivista di Segusino che ha demolito due tronconi di Ponte Morandi a Genova. Il coro di Stramare lo ha invitato sabato 11 gennaio 2020 alle ore 20.30 al suo concerto, insieme al coro Voces Plavis, per una serata di musica ma anche di cultura, storia e biografie.

La scelta è stata per Danilo Coppe, anche nostro ospite per un’intervista che trovate nel video qui sopra. Ha portato a termine ingegnosi esperimenti per “La storia siamo noi“, dove spiegò come è realmente morto Ippolito Nievo e intervenne con la demolizione controllata dei due tronconi sospesi di Ponte Morandi, per il quale ha meritato la cittadinanza onoraria di Genova ed è divnuto personaggio pubblico. Sabato sera riceverà il premio da Polo Duse Martin, nipote del capitano Zancaner e si rivivrà in presa diretta la demolizione.

Nato nel 1891, Guglielmo Zancaner condusse studi classici. All’inizio degli anni ’10 del novecento s’imbarcò per gli Stati Uniti, trovò lavoro in Michigan in miniera e poi rientrò in patria un anno dopo per arruolarsi nell’Arma dei Carabinieri. Nel 1912 venne inviato in Sardegna con il grado di tenente, ottenendo, negli anni 20, il comando della stazione locale di Sacile. In seguito girò in numerose caserme italiane arrivando a Genova, Pegli, Imola, l’Aquila ed infine a Udine. Nel 1944, decise di congedarsi con il grado di Primo Capitano. Durante la seconda guerra mondiale, cercò di lenire le sofferenze dei suoi concittadini mediante innumerevoli aiuti alimentari che fece trasportare dalle sue colonie del sacilese. Quindi, per arrestare l’esodo dell’emigrazione, prese spunto da un’importante fabbrica del Cadore e insieme a pochi amici, intraprese un’attività nel settore dell’occhialeria. In pochi anni il suo lavoro crebbe e nel 1955 inaugurò la fabbrica “Filos”, nella quale a breve vi si affiancò anche il figlio. Dopo dieci anni, verso i primi di giugno a pochi giorni dalla sua morte, vennero inaugurati i nuovi reparti e l’elevazione a due piani, indispensabili per l’aumentato volume di lavoro oltre che per l’introduzione di altre lavorazioni che andavano a completare i programmi di sviluppo, a seguito delle più moderne esigenze dei mercati già acquisiti.

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